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Crisi nella successione papale: Becciu sfida l’esclusione e punta al voto nel conclave

cardinale Giovanni Angelo Becciu
cardinale Giovanni Angelo Becciu - Foto: Riproduzione/Vatiano cardinale Giovanni Angelo Becciu - Foto: Riproduzione/Vatiano

La morte di Papa Francesco, avvenuta il 21 aprile 2025, ha immerso la Chiesa Cattolica in un periodo di lutto e transizione, ma ha anche aperto la strada a una controversia che scuote le fondamenta del Vaticano. Al centro della disputa c’è il cardinale italiano Giovanni Angelo Becciu, 76 anni, che, nonostante sia stato privato dei suoi diritti cardinalizi nel 2020 a causa di uno scandalo finanziario, insiste per partecipare al conclave che eleggerà il prossimo leader della Chiesa. Becciu, condannato a cinque anni e mezzo di carcere per corruzione, sta generando tensioni all’interno del Sacro Collegio e sollevando interrogativi sulla governance e sull’influenza all’interno dell’istituzione millenaria. La sua presenza alle Congregazioni Generali pre-conclave, riunioni preparatorie per l’elezione papale, ha riacceso il dibattito sulla sua legittimità a votare, sfidando direttamente la decisione del defunto pontefice.

Becciu sostiene che la sua esclusione dal conclave non sia mai stata formalizzata esplicitamente. In un’intervista al quotidiano italiano L’Unione Sarda, ha dichiarato che l’invito all’ultimo concistoro, nel 2022, dimostrerebbe che Papa Francesco ha riconosciuto intatte le sue prerogative cardinalizie. L’elenco ufficiale del Vaticano, che include 135 cardinali elettori sotto gli 80 anni, non lo indica come idoneo al voto, ma Becciu contesta la validità giuridica di tale elenco. La decisione sulla sua partecipazione spetta ora alla Congregazione Generale dei Cardinali, presieduta dal decano del Collegio Cardinalizio, Giovanni Battista Re, in un momento di fragilità istituzionale dopo la morte di Francesco.

La controversia su Becciu non è solo una questione amministrativa, ma riflette le profonde divisioni all’interno della Chiesa. La sua eventuale partecipazione al conclave, previsto tra il 6 e l’11 maggio 2025, potrebbe rafforzare le fazioni conservatrici opposte alle riforme progressiste di Francesco. Un tempo figura potente in Vaticano, Becciu è diventato un simbolo delle tensioni tra trasparenza finanziaria e vecchie strutture di potere nella Santa Sede.

Lo scandalo che ha sconvolto il Vaticano
La caduta di Becciu ha avuto inizio nel 2014, quando la Segreteria di Stato vaticana, dove ricopriva il ruolo di Sostituto, ha investito oltre 200 milioni di euro per l’acquisto di un immobile di lusso in Sloane Avenue, a Londra. L’operazione, finanziata in parte con l’Obolo di San Pietro – fondo destinato a opere di carità – ha causato perdite stimate in 139 milioni di euro per la Santa Sede. Le indagini hanno rivelato una rete di intermediari e transazioni finanziarie discutibili, tra cui versamenti a una cooperativa gestita dal fratello di Becciu, Antonino, e a una presunta esperta di intelligence, Cecilia Marogna.

Il processo, durato oltre due anni con 86 udienze, si è concluso nel dicembre 2023 con la condanna di Becciu per peculato, frode e abuso d’ufficio. È stato condannato a cinque anni e mezzo di carcere, multato di 8.000 euro e dichiarato ineleggibile per cariche pubbliche. Pur rimanendo libero in attesa dell’appello, Becciu continua a proclamare la sua innocenza, sostenendo di essere vittima di un complotto. Il suo tentativo di rientrare al centro delle decisioni vaticane riporta alla ribalta uno degli scandali finanziari più gravi della recente storia della Chiesa.

Cronologia del caso Becciu

  • 1972: Giovanni Angelo Becciu viene ordinato prete in Sardegna.
  • 1984: Inizia la carriera diplomatica in Vaticano, servendo in vari paesi.
  • 2011: Nominato Sostituto della Segreteria di Stato da Benedetto XVI.
  • 2018: Elevato a cardinale da Francesco.
  • 2019: Diventa Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi.
  • 2020: Rinuncia ai diritti cardinalizi a seguito dello scandalo finanziario.
  • 2021: Inizia il processo per corruzione in Vaticano.
  • 2023: Condannato a cinque anni e mezzo di carcere.
  • 2025: Chiede di partecipare al conclave dopo la morte di Francesco.

Un cardinale in cerca di riscatto
Prima della sua caduta, Becciu era considerato una delle figure più influenti del Vaticano. Come Sostituto della Segreteria di Stato, occupava la terza posizione nella gerarchia della Chiesa, gestendo decisioni amministrative e finanziarie cruciali. La sua vicinanza a Francesco lo aveva brevemente indicato come un possibile candidato al papato. Tuttavia, lo scandalo di Londra ha cambiato la sua traiettoria, trasformandolo in un simbolo delle difficoltà di Francesco nel riformare le finanze vaticane.

L’insistenza di Becciu nel partecipare al conclave non è solo un tentativo di recuperare influenza, ma anche una strategia per riaffermare la sua innocenza. Sostiene che il mantenimento del titolo di cardinale, nonostante la rinuncia ai diritti, gli conferisca la legittimità per votare. Inoltre, cita gesti di Francesco, come la celebrazione della Messa della Cena del Signore nella sua cappella privata nel 2021, come segnali di una possibile “grazia” implicita. Questi argomenti, tuttavia, incontrano la resistenza di cardinali che vedono la sua presenza come una minaccia all’unità del conclave.

La decisione della Congregazione Generale sarà un banco di prova per l’autorità del Collegio Cardinalizio in un momento di transizione. Se Becciu sarà autorizzato a partecipare, il numero di elettori salirà a 136, aumentando la rappresentanza italiana da 17 a 18 cardinali, consolidando la posizione dell’Italia come il blocco più numeroso nel conclave. Questo cambiamento potrebbe influenzare le dinamiche di voto, specialmente in uno scenario in cui le alleanze sono ancora in formazione.

Divisioni nel Sacro Collegio
Il conclave del 2025 si preannuncia come uno dei più contesi della storia recente, con l’eredità di Francesco che divide progressisti e conservatori. La presenza di Becciu, se confermata, potrebbe amplificare queste tensioni. I cardinali delle regioni periferiche, molti dei quali nominati da Francesco, spesso non si conoscono tra loro, rendendo le Congregazioni Generali uno spazio cruciale per negoziazioni e formazione di blocchi. Becciu, con la sua esperienza e i suoi contatti, potrebbe mobilitare fazioni contrarie alle riforme di Francesco, come l’apertura a temi sociali e la decentralizzazione dell’autorità ecclesiastica.

Tra i favoriti per succedere a Francesco, il Segretario di Stato Pietro Parolin spicca come candidato di spicco. A 70 anni, Parolin è visto come un mediatore capace di bilanciare le ali progressista e conservatrice. Il suo passato diplomatico e la sua leadership discreta sotto Francesco lo rendono una scelta di consenso, anche se incontra resistenze da parte di chi desidera una rottura con l’attuale modello di leadership. Altri nomi, come il cardinale ungherese Péter Erdő e il filippino Luis Antonio Tagle, sono anch’essi menzionati, ma l’esito dipenderà dalle trattative dei prossimi giorni.

Impatto della controversia
Il tentativo di Becciu di partecipare al conclave non è solo una questione personale, ma riflette le fragilità istituzionali del Vaticano. Lo scandalo finanziario che lo ha travolto ha messo in luce problemi strutturali nella gestione delle finanze della Santa Sede, che Francesco ha cercato di affrontare con riforme ambiziose, ma non sempre efficaci. La condanna di Becciu, il primo cardinale giudicato penalmente in un tribunale vaticano, ha segnato un precedente nella lotta alla corruzione, ma ha anche generato risentimenti tra le fazioni tradizionaliste della Chiesa.

L’opinione pubblica cattolica, già scossa dalla morte di Francesco, segue con attenzione gli sviluppi del caso. Gli scandali finanziari e le dispute interne minano la credibilità della Chiesa in un momento in cui cerca di reinventarsi per attrarre le nuove generazioni. La decisione su Becciu sarà un indicatore di come il Vaticano affronterà il suo passato e definirà il suo futuro, specialmente in un conclave che potrebbe plasmare il cammino della Chiesa per decenni.

Altri scandali legati a Becciu
Oltre al caso dell’immobile di Londra, Becciu è stato associato ad altre controversie che consolidano la sua immagine controversa:

  • Caso George Pell: Becciu è stato accusato di aver inviato 700.000 euro a testimoni per rafforzare le accuse di pedofilia contro il cardinale australiano George Pell, successivamente assolto. Le autorità australiane hanno smentito la voce.
  • Versamenti in Sardegna: Fondi vaticani sono stati destinati alla Cooperativa Spes, gestita da suo fratello, sollevando sospetti di nepotismo.
  • Registrazione segreta: Nel 2021, Becciu ha registrato segretamente una conversazione telefonica con Francesco, senza consenso, nel tentativo di ottenere il sostegno del pontefice per le sue operazioni finanziarie. La divulgazione della registrazione ha intensificato la crisi di fiducia.

Il processo del conclave
Il conclave, che si tiene almeno 15 giorni dopo la morte di un papa, è un rituale segnato da segretezza e tradizione. I cardinali elettori, tutti sotto gli 80 anni, si riuniscono nella Cappella Sistina, dove le porte vengono chiuse finché non viene scelto un nuovo pontefice con una maggioranza di due terzi. Le Congregazioni Generali, tenute prima del conclave, consentono ai cardinali di discutere il futuro della Chiesa e valutare i candidati. La richiesta di Becciu sarà dibattuta in queste riunioni, con implicazioni che vanno oltre il suo ruolo individuale.

L’Italia, con 17 cardinali elettori, esercita già un’influenza significativa nel conclave. L’inclusione di Becciu aumenterebbe questo numero, rafforzando il peso del Paese nella scelta del prossimo papa. In uno scenario di frammentazione, ogni voto conta, e la presenza controversa di Becciu potrebbe alterare delicati equilibri.

L’eredità di Francesco in gioco
Il pontificato di Francesco, segnato da riforme coraggiose e passi falsi su temi sensibili, ha lasciato un’eredità complessa. Il suo accento sulla semplicità, sull’inclusione sociale e sulla trasparenza finanziaria ha trasformato la Chiesa, ma ha anche generato resistenze. La nomina dell’80% dei cardinali elettori da parte del pontefice argentino garantisce un’influenza duratura, ma non elimina le divisioni. Il caso Becciu è un promemoria dei sfide persistenti affrontate da Francesco – corruzione, intrighi e lotte di potere – che continuano a tormentare il Vaticano.

La decisione sulla partecipazione di Becciu sarà un momento cruciale per il futuro della Chiesa. Consentire il suo voto potrebbe essere interpretato come una debolezza nell’applicazione delle riforme di Francesco, mentre escluderlo potrebbe rafforzare l’impegno per la trasparenza. Mentre il Vaticano naviga in questa transizione cruciale, il mondo osserva un dramma che intreccia fede, potere e redenzione.

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