Ciência

3I/ATLAS, la terza cometa interstellare, mostra crepe sotto l’intenso calore solare

Imagem através do Telescópio Espacial Hubble do cometa interestelar 3IATLAS, mostrando sua cabeleira e uma cauda crescente
Imagem através do Telescópio Espacial Hubble do cometa interestelar 3IATLAS, mostrando sua cabeleira e uma cauda crescente - Foto: NASA/ESA/David Jewitt (UCLA) Imagem através do Telescópio Espacial Hubble do cometa interestelar 3IATLAS, mostrando sua cabeleira e uma cauda crescente - Foto: NASA/ESA/David Jewitt (UCLA)

La cometa interstellare 3I/ATLAS registra segni di frammentazione dovuti all’intenso calore solare. L’oggetto, scoperto nel 2023 dal progetto ATLAS, segue una traiettoria iperbolica e si avvicina al perielio nel 2026. Le osservazioni indicano un rilascio accelerato di gas e crepe nel nucleo.

Gli astronomi degli osservatori delle Hawaii e del Cile seguono quotidianamente il fenomeno. La composizione ricca di ghiaccio volatile aumenta l’instabilità. La collaborazione tra NASA ed ESA coordina il monitoraggio.

  • Le analisi spettroscopiche identificano molecole organiche rare.
  • I telescopi registrano le variazioni di luminosità.
  • I dati confrontano la cometa con ‘Oumuamua e 2I/Borisov.

Origine oltre il sistema solare

3I/ATLAS ha viaggiato milioni di anni prima di entrare nel sistema solare. La sua alta velocità conferma che non orbita attorno al Sole.

La regione di origine rimane sconosciuta. Gli studi indicano la formazione al di fuori della nube di Oort.

Composizione chimica diversa

La spettroscopia rivela elementi rari nel nucleo. Le molecole organiche indicano processi in sistemi distanti.

I confronti con le comete locali evidenziano variazioni nella polvere e nei composti volatili. La struttura supporta pressioni termiche e gravitazionali.

Nasa
Nasa – Foto: Tada Images / Shutterstock.com

Segni di riscaldamento intenso

Le osservazioni mostrano una sublimazione accelerata del ghiaccio. Getti di gas emergono dal nucleo.

Le fessure si espandono rapidamente. Il perielio si verifica alla distanza minima dal Sole nel 2026.

Le forze termiche mettono sotto pressione l’integrità. Il monitoraggio è intensificato con telescopi terrestri.

Possibili frammenti nello spazio

La rottura può generare un’estesa scia di detriti. Parte dei frammenti formano sciami meteorici visibili dalla Terra.

Il rischio di impatto con i pianeti è minimo. Le immagini di Hubble catturano i dettagli del nucleo.

Traiettoria iperbolica confermata

La cometa mantiene la velocità di fuga dal sistema solare. La gravità locale non lo cattura.

Dopo il perielio, lascia il quartiere solare. I dati aiutano a comprendere la resistenza degli oggetti interstellari.

Monitoraggio con telescopi avanzati

Gli osservatori terrestri e spaziali aumentano la sorveglianza. Gli aggiornamenti settimanali analizzano la brillantezza.

L’apparecchiatura registra le espulsioni del materiale. Le variazioni nel nucleo guidano le previsioni.

Previsioni per i prossimi mesi

L’approccio accelera i cambiamenti strutturali. La frammentazione parziale è già probabile.

Le osservazioni si concentrano su getti ed espulsi. I dati contribuiscono a modelli di dinamica interstellare.

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