Un tornado ha devastato venerdì (7) il Rio Bonito do Iguaçu, nel Paraná, con venti superiori a 250 km/h. Il fenomeno è emerso da una supercella ed è durato pochi minuti, distruggendo le strutture locali. Un ciclone extratropicale colpirà questo sabato (8) il sud e il sud-est del Brasile, con venti fino a 100 km/h e piogge intense.
Gli esperti di Cemaden e Climatempo spiegano le distinzioni tra questi eventi meteorologici. I fenomeni differiscono per formazione, estensione e durata, senza alcun rapporto diretto tra loro.
- Tornado: piccoli e intensi, con un diametro fino a 1 km.
- Cicloni extratropicali: ampi, fino a 1 mila km di larghezza.
- Uragani: cicloni tropicali negli oceani caldi.
Scala e durata dei fenomeni
I tornado occupano piccole aree, raramente superiori a 1 km di larghezza. Si dissipano rapidamente, in pochi secondi o minuti.
I cicloni extratropicali coprono regioni estese, pari a mille chilometri. La sua azione persiste per giorni, influenzando più stati.
Gli uragani coprono aree equivalenti a interi stati. Rimangono attivi per periodi prolungati sugli oceani.

Energia eolica registrata
I venti dei tornado superano i 250 km/h, causando danni localizzati e intensi. La rotazione avviene nelle nuvole a imbuto discendenti.
I cicloni extratropicali generano venti fino a 150 km/h al massimo. Sono il risultato dei contrasti tra le masse d’aria calda e fredda.
Gli uragani hanno venti superiori a 119 km/h, con forti rotazioni orizzontali. L’energia proviene dalle acque oceaniche a temperatura superiore a 27°C.
Formazione specifica per ogni tipologia
I tornado emergono da forti tempeste con mesocicloni. Le supercelle cariche favoriscono la loro presenza in aree instabili.
I cicloni extratropicali si sviluppano alle medie latitudini. La bassa pressione atmosferica attira l’aria a temperature variabili, formando nuvole.
Gli uragani, o cicloni tropicali, iniziano vicino all’equatore. Le acque calde forniscono vapore per l’intensificazione.
Presenza sul territorio nazionale
Secondo uno studio di Unicamp, i tornado hanno registrato almeno 205 casi tra il 1990 e il 2011. Gli eventi aumentano con le variazioni climatiche.
I cicloni extratropicali si verificano frequentemente nel Brasile meridionale. L’influenza di El Niño intensifica i temporali durante la stagione.
Gli uragani non si formano nell’Atlantico meridionale a causa di condizioni inadeguate. Casi subtropicii moli sono rari e meno potenti.
Classificazione per intensità misurata
La scala Fujita avanzata valuta i tornado da F0 a F5. I danni nel Rio Bonito do Iguaçu indicano una categoria elevata.
I cicloni extratropicali non utilizzano questo parametro specifico. Gli impatti coinvolgono pioggia e venti in un’ampia regione.
Gli uragani seguono la scala Saffir-Simpson, da 1 a 5. Le velocità definiscono le categorie in base al danno potenziale.
Fattori climatici coinvolti
I contrasti termici tra fronti freddi e caldi generano instabilità. Forti temporali precedono i tornado al Centro-Sud.
Il cambiamento climatico aumenta gli eventi estremi in tutto il Paese. Aumenta la frequenza delle piogge intense e dei forti venti.
La protezione civile emette avvisi per Rio Grande do Sul, Santa Catarina, San Paolo e Rio de Janeiro. La popolazione riceve indicazioni sui rischi.