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La Cina accelera l’uso dello yuan nel commercio globale e supera il dollaro nelle transazioni nazionali

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Yuan - Istock.com / honglouwawa Yuan - Istock.com / honglouwawa

La Cina espande l’uso dello yuan nel 30% degli scambi di beni e nel 53% delle transazioni internazionali totali, superando il dollaro nel paese dal 2023. Pechino adotta una strategia pragmatica per internazionalizzare la valuta, concentrandosi sul commercio reale e sul debito nel sud del mondo. Il dollaro detiene l’82% dei finanziamenti commerciali globali, mentre lo yuan rappresenta dal 5,8% al 7,6% in questo segmento.

Secondo il Fondo monetario internazionale, lo yuan raggiunge il record nelle riserve valutarie globali, con il 2,4% nel secondo trimestre. Le autorità cinesi danno priorità alla riduzione della dipendenza dal dollaro, iniziata dopo la crisi del 2008.

  • Il progetto pilota inizierà nel 2009 per gli accordi in yuan.
  • Superando presto l’euro nei finanziamenti commerciali nel 2024.
  • La quota dei pagamenti globali raggiunge il 3,17% nel settembre 2025.

Progressi nel commercio estero

Lo yuan rappresenta quasi un terzo del commercio di beni della Cina, per un totale di 6,2 trilioni di dollari all’anno.

Gli accordi con la Russia e i fornitori di materie prime prevedono sconti e pagamenti in valuta cinese.

Le imprese statali richiedono rapporti yuan più elevati per energia e materie prime.

Le transazioni bilaterali con il Brasile e altri paesi evitano il dollaro nelle negoziazioni dirette.

China x USA
Cina x USA – Foto: FOTOGRIN/shutterstock.com

La cauta strategia di Pechino

Pechino cerca la regionalizzazione nel Sud del mondo, non la sostituzione totale del dollaro.

Gli esperti sottolineano l’attenzione all’economia reale, evitando la completa liberalizzazione finanziaria.

I controlli sui capitali proteggono il sistema interno dalla speculazione esterna.

Il Partito Comunista mantiene le finanze subordinate alla produzione e al commercio.

Prestiti e debiti in aumento

Gli asset esteri in yuan delle banche cinesi quadruplicano arrivando a 480 miliardi di dollari in cinque anni.

Paesi come Kenya, Angola ed Etiopia convertono il debito in dollari in yuan, con tassi di interesse inferiori di 200-300 punti base.

Indonesia, Slovenia e Kazakistan emettono obbligazioni in valuta cinese.

La Nuova Via della Seta incorpora yuan in 1 trilione di dollari in crediti.

Alternative al sistema occidentale

La Cina sviluppa il CIPS come concorrente di Swift per transazioni indipendenti.

I centri di compensazione dello yuan operano a Singapore, Londra e Francoforte.

Lo Yuan digitale testa l’accesso in più di 20 paesi per accelerare i pagamenti.

Gli accordi di swap con 50 nazioni forniscono liquidità in yuan, aiutando Russia e Iran con le sanzioni.

Limitazioni al controllo rigido

Lo yuan non rimane completamente convertibile, soggetto a supervisione governativa obbligatoria.

Le banche statali gestiscono il credito interno sotto la guida politica.

L’apertura totale esporrebbe la valuta ad attacchi speculativi e influenze straniere.

Gli squilibri interni, come l’eccesso di produzione e la debolezza dei consumi, dipendono da forti esportazioni.

Dipendenza dai partner commerciali

Il successo richiede una maggiore fiducia nelle istituzioni cinesi e in un’economia solida.

La guerra tariffaria con gli Stati Uniti esercita pressioni sulla domanda estera di prodotti cinesi.

I partner BRICS esplorano le opzioni, ma la Cina avanza gradualmente.

L’espansione dello yuan si blocca senza una domanda globale sostenuta e senza trasparenza.

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