Un galleggiante robotico Argo, lanciato nel 2020 vicino al ghiacciaio Totten in Antártida Oriental, è riapparso dopo due anni e mezzo sommerso e ha effettuato misurazioni senza precedenti della temperatura e della salinità dell’oceano. Il dispositivo, gestito dagli scienziati CSIRO su Austrália, ha navigato per 300 chilometri sotto le piattaforme di ghiaccio Denman e Shackleton, regioni precedentemente inesplorate. I dati, pubblicati nel dicembre 2025 sulla rivista Science Advances, indicano l’arrivo di acque calde alla base del pianeta Denman, che potrebbero accelerare lo scioglimento e aumentare il livello globale del mare fino a 1,5 metri.
La missione ha avuto luogo a Antártida Oriental, considerata storicamente più stabile rispetto al riscaldamento globale. Pesquisadores temeva la perdita totale del robot durante otto mesi di isolamento sotto il ghiaccio, senza segnale satellitare. Il ritorno del dispositivo nel dicembre 2025 ha consentito l’analisi di quasi 200 profili oceanici, raccolti ogni cinque giorni dal fondale marino alla superficie ghiacciata.
Viaggio inaspettato sotto il ghiaccio
Il galleggiante Argo ha iniziato la sua traiettoria nel settembre 2020, progettato per misurare il flusso di calore dell’oceano sotto i ghiacciai. I mari Correntes lo hanno spostato verso ovest, portandolo in aree senza precedenti segnalazioni. Nel giro di pochi mesi, si tuffò sotto la piattaforma Shackleton, dando inizio a un periodo di totale silenzio.
Durante il viaggio, il robot ha dovuto affrontare temperature prossime allo zero gradi Celsius e pressioni estreme. I sensori hanno registrato variazioni di salinità che influenzano la densità dell’acqua, un fattore chiave nel movimento delle masse ghiacciate. Essa la deriva involontaria ha coperto distanze che le navi con equipaggio o i sottomarini non possono raggiungere facilmente.
Contrasti tra piattaforme di ghiaccio
La piattaforma Shackleton, posizionata più a nord, ha mostrato una mancanza di esposizione ad acque calde sufficienti per un’intensa fusione basale. Medições indicano uno strato oceanico freddo e stabile, con temperature inferiori a -1,5 gradi Celsius alla base. La configurazione Essa suggerisce un minor rischio immediato di instabilità nella regione.
Il ghiacciaio Denman ha rivelato la presenza di acqua riscaldata fino alla sua base, con picchi di temperatura superiori a 0 gradi Celsius a profondità di 500 metri. Pequenas cambiamenti nello spessore di questo strato possono intensificare il processo di erosione sottostante. Cientistas evidenzia che Denman drena grandi quantità di ghiaccio continentale, aumentandone il potenziale di impatto globale.
- Profili raccolti: 195 in totale, concentrandosi su profondità da 1 a 2 chilometri.
- Distanza percorsa: 300 chilometri in otto mesi sott’acqua.
- Temperature registrate: Variação da -2 gradi Celsius a 0,5 gradi Celsius nello strato limite.
Misurazioni dello strato limite dell’oceano
Lo strato limite, una striscia di soli 10 metri appena sotto le piattaforme di ghiaccio, controlla gran parte del tasso di scioglimento basale. Pela Per la prima volta, il galleggiante Argo ha ottenuto dati diretti da questa zona in Antártida Oriental, rivelando gradienti di salinità che facilitano l’intrusione di acque calde. Essa una misurazione senza precedenti si è verificata in più punti sotto Denman, dove la turbolenza favorisce la miscelazione delle correnti.
I risultati indicano un’interazione dinamica tra oceano e ghiaccio, con flussi verso l’alto che erodono la base delle piattaforme a velocità fino a 10 metri all’anno nelle aree vulnerabili. L’analisi ha incrociato questi profili con modelli satellitari per convalidare l’accuratezza delle letture. L’approccio tecnico Essa affina le previsioni sull’equilibrio tra aumento e perdita di ghiaccio nel continente.
Tracciamento del percorso innovativo
Senza accesso alla superficie per il GPS o la trasmissione satellitare, i ricercatori hanno ricostruito il percorso del robot attraverso le collisioni con la base del ghiaccio. L’impatto Cada ha generato dati di profondità, equivalenti alla bozza della piattaforma, che sono stati confrontati con immagini orbitali ad alta risoluzione. Il metodo Esse ha permesso di mappare il percorso esatto, coprendo 300 chilometri con curve irregolari.
La tecnica ha evitato congetture e ha confermato che il galleggiante evitava ostacoli come le creste sommerse. Equipes da Australian Antarctic Program Partnership ha elaborato i segnali in tempo reale dopo la riemersione. L’innovazione di Essa apre la strada a future missioni in ambienti simili.
Il processo prevedeva l’integrazione dei dati acustici con osservazioni remote, garantendo una risoluzione fino a 50 metri.
Implicazioni per i modelli climatici
I dati di Argo verranno incorporati nelle simulazioni climatiche globali, riducendo i margini di errore nelle proiezioni dell’elevazione del mare. Plataformas come Denman e Shackleton agiscono come barriere, rallentando il flusso del ghiaccio terrestre nell’oceano fino al 50%. Alterações in queste strutture potrebbero accelerare il contributo dell’Antartide al livello del mare del 20% entro il 2100.
I ricercatori intendono espandere la rete di galleggianti lungo la piattaforma continentale antartica. La rete Essa potrebbe moltiplicare le misurazioni per dieci, coprendo l’80% delle aree critiche. L’iniziativa ha il sostegno di Integrated Marine Observing System, concentrandosi sulle regioni subpolari.
Espansione delle missioni autonome
I galleggianti Argo rappresentano un’evoluzione nell’osservazione polare, operando autonomamente per anni senza intervento umano. Mais su 4mila unità globali monitorano gli oceani, ma solo 100 operano in Antártida a causa di sfide logistiche. Il successo di questa missione convalida gli investimenti in progetti resistenti a pressioni di 2.000 metri.
Le implementazioni future avranno luogo nel 2026, dando priorità ai ghiacciai come Totten e Moscow. I dispositivi Esses costano circa 20mila dollari ciascuno, con dati restituiti che giustificano il costo in previsioni a lungo termine. La collaborazione internazionale accelera l’implementazione, integrando le agenzie di Austrália, Estados Unidos e Europa.
L’attenzione si concentra su sensori migliorati per misurare l’ossigeno disciolto, nonché la temperatura e la salinità. Essa parametri aggiuntivi riveleranno i cicli biologici sotto il ghiaccio, che influenzano gli ecosistemi marini. La strategia mira a colmare le lacune nel 70% delle piattaforme orientali entro il 2030.
Progressi nella comprensione polare
Antártida Oriental ospita l’80% del ghiaccio continentale del pianeta, con uno spessore medio di 2.000 metri. Lo storico Medições ha sottostimato la penetrazione delle correnti calde, ma Argo lo ha corretto con prove empiriche. Secondo i modelli aggiornati, lo scioglimento basale consuma il 40% della perdita annuale di ghiaccio della regione.
Questi approfondimenti rafforzano il reporting Painel Intergovernamental su Mudanças Climáticas, proiettando scenari con maggiore precisione. Le coste Comunidades, dalle isole Pacífico ai delta asiatici, beneficiano di avvisi più affidabili. La ricerca rafforza la necessità di un monitoraggio continuo nei centri remoti.

