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Osservazioni JWST Ristrette possibilità per l’atmosfera sull’esopianeta TRAPPIST-1e

Registro inédito do supertelescópio James Webb divulgado pela Nasa
Registro inédito do supertelescópio James Webb divulgado pela Nasa - Foto: Reprodução/ TV Globo

Telescópio Espacial James Webb (JWST) continua a indagare sull’esopianeta TRAPPIST-1e, un mondo roccioso situato nella zona abitabile della sua stella nana rossa. Localizado a circa 40 anni luce da Terra, nella costellazione di Aquário, il pianeta ha dimensioni e massa simili a Terra e orbita attorno alla stella ogni sei giorni. Le recenti osservazioni, effettuate in molteplici transiti durante il 2023 e il 2024, utilizzano la spettroscopia di trasmissione per analizzare la luce stellare filtrata dalla possibile atmosfera del pianeta. I dati finora ottenuti escludono atmosfere primarie dominate dall’idrogeno, ma non confermano o escludono definitivamente la presenza di un’atmosfera secondaria più densa, come quelle trovate sui pianeti terrestri in Sistema Solar.

I ricercatori devono affrontare ostacoli significativi a causa dell’elevata attività della stella TRAPPIST-1, che è una nana rossa ultrafredda con frequenti brillamenti e macchie stellari. Le caratteristiche di Essas causano variazioni nei segnali osservati, rendendo difficile separare gli effetti dell’atmosfera planetaria dalla contaminazione stellare.

Il sistema TRAPPIST-1 e il potenziale abitabile dei suoi pianeti

Il sistema TRAPPIST-1 ospita sette pianeti rocciosi, tutti con dimensioni vicine a quelle di Terra. Três di essi, incluso TRAPPIST-1e, si trovano nella zona abitabile, dove le temperature consentono l’esistenza di acqua liquida sulla superficie, a condizione che vi sia un’atmosfera adatta. TRAPPIST-1e riceve circa il 60% dell’irradiazione stellare che Terra riceve da Sol, rendendolo uno dei candidati più promettenti per condizioni abitabili. Estudos indicano che il pianeta ha una densità leggermente superiore a Terra, suggerendo una composizione rocciosa con un possibile nucleo di ferro più denso.

James Webb
James Webb – Foto: muratart/shutterstock.com

Le osservazioni del JWST si concentrano sui transiti, quando il pianeta passa davanti alla stella e la luce stellare attraversa la sua atmosfera. I transiti analizzati Quatro rivelano variazioni negli spettri che possono essere attribuite all’attività stellare, come brillamenti ed eterogeneità sulla superficie della stella.

La contaminazione stellare influisce sull’analisi dei dati

L’attività magnetica della stella TRAPPIST-1 genera una significativa contaminazione nei dati JWST, soprattutto a lunghezze d’onda superiori a 3 micrometri. Flares osservato durante le misurazioni, come quella registrata nel luglio 2023, modifica la profondità dei transiti fino a centinaia di parti per milione. I tradizionali Modelos di stelle non riescono a spiegare queste variazioni, richiedendo approcci più avanzati per isolare i segnali atmosferici.

Gli scienziati utilizzano processi gaussiani per modellare la variabilità stellare e correggere i dati. La metodologia Essa ci consente di scartare atmosfere ricche di idrogeno con una sicurezza superiore a 3 sigma, anche con nuvole o foschie.

Progressi metodologici nello studio delle atmosfere esoplanetarie

Il team del progetto DREAMS, collegato a JWST, applica tecniche di modellazione gerarchica per distinguere tra effetti stellari e atmosferici. Lo strumento NIRSpec/PRISM raccoglie dati su un’ampia gamma di lunghezze d’onda, consentendogli di cercare molecole come CO2, CH4, H2O e N2. Le analisi combinate di transiti multipli raggiungono una precisione di circa 50 ppm nello spettro medio.

Questi metodi rappresentano un progresso nella caratterizzazione degli esopianeti rocciosi, stabilendo standard per le future osservazioni di mondi simili. L’inclusione di nuvole e foschie nei modelli atmosferici aiuta a perfezionare i vincoli imposti ai possibili scenari.

Possibilità rimanenti per la composizione atmosferica

Le osservazioni escludono le atmosfere primarie di idrogeno ed elio, che andrebbero perse a causa della fuga idrodinamica guidata dalla radiazione stellare. Le fonti secondarie Atmosferas, formate dal degasaggio vulcanico o dalla ritenzione di sostanze volatili, rimangono un’opzione praticabile. Cenários con densa CO2 o metano sono meno probabili ma non del tutto esclusi, mentre un’atmosfera sottile e ricca di azoto potrebbe essere compatibile con i dati.

Il pianeta potrebbe aver perso gran parte della sua atmosfera originaria a causa della sua vicinanza alla stella attiva, ma la presenza di acqua sotto forma di vapore o ghiaccio non è stata confutata. Estudos complementare con altri strumenti JWST cerca segnali più sottili.

Prossimi passi nella caratterizzazione degli esopianeti

Le nuove osservazioni programmate con JWST mirano ad accumulare più transiti per aumentare la sensibilità. Técnicas che utilizzano il pianeta TRAPPIST-1b, considerato privo di atmosfera, come riferimento per correggere la contaminazione stellare, promettono di affinare i risultati. Telescópios Grandi dati terrestri come l’ELT completeranno in futuro i dati spaziali.

Questi sforzi collettivi fanno avanzare la comprensione della ritenzione delle atmosfere sui pianeti rocciosi in orbita attorno alle nane rosse, un tipo stellare comune nella galassia.

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