Il playmaker Stephen Curry, la stella principale dell’Golden State Warriors, non parteciperà all’All-Star Game della NBA nel 2026 a causa di un persistente infortunio al ginocchio destro. L’assenza è stata confermata questo lunedì (9), dopo la valutazione del dipartimento medico della squadra San Francisco. L’evento festivo è previsto tra il 13 e il 15 febbraio, e si svolgerà a Intuit Dome, a Inglewood, nella regione di Los Angeles.
L’allenatore Steve Kerr ha riferito che l’atleta ha avuto a che fare con la sindrome dolorosa femoro-rotulea, una condizione infiammatoria che causa disagio attorno alla rotula. A causa di questa situazione fisica, il numero 30 è già stato escluso da 14 partite della stagione regolare in corso. La decisione di preservarlo mira a garantire che il giocatore sia pronto per l’ultima frazione di campionato e la lotta per i playoff.
Sullo stesso tema: Il dolore ricorrente tiene la stella dei Golden State Warriors lontana dalla festa annuale del basket a Los Angeles
Il comitato tecnico ha stabilito che il rientro del playmaker dovesse avvenire solo dopo il break di All-Star Weekend. L’aspettativa è che Curry sia disponibile per il confronto contro Boston Celtics, previsto per il 19 febbraio, alle Chase Center. Até lì, l’atleta seguirà un rigoroso programma di terapia fisica e rafforzamento muscolare per attenuare il dolore al ginocchio.
Dettagli del quadro clinico e delle prestazioni
La sindrome che colpisce il 37enne veterano è spesso associata all’usura naturale e all’elevato volume di partite del campionato nordamericano. Embora non sono presenti danni strutturali gravi, come rotture dei legamenti, la costante irritazione impedisce all’atleta di eseguire movimenti esplosivi e salti con totale sicurezza. Il dipartimento medico dell’Warriors ha optato per la cautela, dando priorità alla salute a lungo termine del giocatore.
Pur affrontando limitazioni fisiche, il playmaker registra numeri impressionanti nell’attuale edizione della competizione. Ele mantiene una media di 27,2 punti, 3,5 rimbalzi e 4,8 assist a partita, dimostrando un’elevata efficienza offensiva. Stephen Curry guida la lega nel tiro perimetrale, realizzando il 39,1% dei tentativi da tre punti, il che rafforza la sua importanza strategica per il sistema tattico di Steve Kerr.
Assenze e cambiamenti nella selezione di Time Mundo
L’assenza di Curry non è l’unica cosa che preoccupa gli organizzatori dell’evento all-star di quest’anno. È stato confermato che anche i giocatori d’élite di Outros, come Giannis Antetokounmpo e Shai Gilgeous-Alexander, saranno assenti per motivi di salute. Gilgeous-Alessandro, che ha subito un infortunio addominale, ha già fatto annunciare il suo sostituto dal commissario Adam Silver. Il centro Alperen Sengun, di Houston Rockets, occuperà il posto nella squadra internazionale.
Di più sul tema: Il playmaker Stephen Curry ha intenzione di firmare il rinnovo con i Golden State Warriors dopo un periodo frustrante
Luka Doncic è un altro nome nella lista dei possibili tagli, in attesa di ulteriori valutazioni cliniche per capire se sarà a posto. La NBA non ha ancora ufficializzato chi prenderà il posto lasciato da Curry nella squadra Estados Unidos. La lista originaria contava 24 atleti selezionati, divisi tra i principali talenti americani e star in rappresentanza del resto del mondo.
Nuovo formato in Intuit Dome
L’edizione 2026 segna il debutto di un modello di competizione riformulato, abbandonando una volta per tutte il tradizionale scontro tra Conferência Leste e Oeste. Il torneo si giocherà in formato quadrangolare, coinvolgendo tre squadre composte da otto giocatori ciascuna. Duas di queste squadre sarà composto esclusivamente da nordamericani, mentre il terzo riunirà gli highlights internazionali di Time Mundo.
- Le squadre giocheranno partite da 12 minuti in un sistema di rotazione rapida.
- Le due squadre che accumuleranno le migliori prestazioni accederanno alla finale.
- Il nuovo formato mira ad aumentare la competitività e l’intrattenimento per un pubblico globale.
- I punti accumulati e il tempo di gioco ridotto promettono una maggiore intensità difensiva.
Impatto su Golden State partite immediate
L’assenza del capocannoniere incide direttamente sul rendimento collettivo della squadra Califórnia negli impegni che precedono la sosta. Curry non ha giocato nel duello contro Memphis Grizzlies ed è stato escluso anche per lo scontro contro San Antonio Spurs. Con queste assenze, il playmaker accumulerà cinque game consecutivi fuori combattimento, cosa che ha costretto Kerr ad aggiustare la rotazione.
Senza il suo elemento principale di regia, Golden State Warriors dovrebbe dare più minuti a giocatori come Brandin Podziemski e Moses Moody. Além Inoltre, il ruolo di facilitatore delle giocate ricadrà maggiormente sul veterano Draymond Green. L’obiettivo immediato è mantenere la competitività per non perdere posizioni importanti nella classifica Conferência Oeste mentre l’idolo recupera.
La nuova arena debutta in Los Angeles
All-Star Game 2026 si terrà presso Intuit Dome, la moderna casa di Los Angeles Clippers, che è stata recentemente aperta. Esta è la settima volta che la regione Los Angeles ha ospitato Jogo da Estrelas, stabilendo un nuovo record nella storia del campionato. L’infrastruttura tecnologica dell’arena è stata progettata per offrire un’esperienza coinvolgente a tifosi e ospiti per tutto il fine settimana.
Preparazione per il rientro a febbraio
L’attenzione di Stephen Curry è ora concentrata sulla terapia intensiva per il suo ritorno previsto per il 19 febbraio. Gli allenamenti con contatto fisico dovrebbero essere consentiti solo nella settimana precedente la partita contro Celtics. Até Al momento il giocatore svolge solo attività di lancio leggero ed esercizi a basso impatto in acqua per preservare le articolazioni.
La partita contro Boston Celtics è considerata cruciale per le aspirazioni di Golden State nella stagione 2025-26. Enfrentar uno dei principali contendenti al titolo richiederà che il playmaker sia in ottima forma fisica. Per questo motivo la decisione di rinunciare all’All-Star Game è stata accettata dall’atleta, puntando ad un vantaggio collettivo per la sua franchigia nei mesi decisivi.

