Le sonde Viking 1 e 2, lanciate dalla NASA nel 1975 e atterrate su Marte nel 1976, hanno effettuato i primi esperimenti biologici diretti sulla superficie del pianeta rosso. I risultati dei test, condotti quasi 50 anni fa, generarono all’epoca interpretazioni controverse, con l’agenzia che concluse l’assenza di vita a causa della mancanza di composti organici rilevati.
Gli scienziati hanno recentemente rivisitato questi dati, proponendo che i segnali positivi in alcuni esperimenti possano indicare attività microbica, ma i metodi termici applicati hanno distrutto le prove potenziali. La scoperta del perclorato nel suolo marziano da parte di missioni successive, come Phoenix nel 2008, offre una spiegazione per i risultati ambigui, suggerendo che il riscaldamento dei campioni reagiva con sali ossidanti e composti organici, producendo gas anziché preservare molecole complesse.
Gli esperimenti biologici includevano tre moduli principali in ciascun lander: rilascio di traccianti, rilascio pirolitico e scambio di gas. Eles ha aggiunto nutrienti marcati radioattivamente al terreno e ha monitorato i rilasci di gas, con risposte che, in alcuni casi, somigliavano a processi metabolici. Lo strumento GC-MS, responsabile dell’analisi chimica, ha riscaldato i campioni ad alte temperature, rilevando solo cloruri di metile e anidride carbonica, il che ha portato all’interpretazione della sterilità. Gli attuali Pesquisas indicano che il perclorato, abbondante in Marte, decompone le sostanze organiche durante il riscaldamento, mascherando la sua presenza originaria.
- I lander atterrarono in luoghi diversi: Viking 1 il Chryse Planitia (20 luglio 1976) e Viking 2 il
- Le sonde hanno funzionato per anni più a lungo del previsto, inviando più di 50.000 immagini e dati sull’atmosfera, sul suolo e sulla geologia.
- Gli esperimenti biologici sono stati eseguiti in duplicato in entrambi i moduli per convalidare i risultati.

Revisione recente dei dati della missione Viking
Scienziati come Steven Benner, da Fundação a Evolução Molecular Aplicada, sostengono che le molecole organiche sono state rilevate indirettamente attraverso i loro prodotti di degradazione nei test termici. La prospettiva Essa arriva dopo le conferme dei composti organici da parte di rover come Curiosity e Perseverance in campioni più recenti. La presenza di perclorato spiega perché la GC-MS non ha identificato direttamente molecole complesse, poiché il processo ha distrutto le prove potenziali invece di preservarle.
Il modello proposto da Benner, chiamato BARSOOM, descrive ipotetici microrganismi che respirano l’ossigeno immagazzinato nel suolo, giustificando i rilasci di gas osservati negli esperimenti. L’ipotesi Essa integra i risultati positivi dell’esperimento sul rilascio del marcatore, difeso da Gil Levin, all’epoca responsabile del test. La revisione sottolinea che la conclusione originaria dell’assenza di vita potrebbe essere stata affrettata, ritardando i progressi nell’astrobiologia marziana.
Esperimenti biologici e risultati ambigui
L’esperimento sul rilascio del tracciante ha aggiunto nutrienti di carbonio-14 al suolo e ha misurato la produzione di CO2 radioattiva, registrando aumenti coerenti con il metabolismo microbico nei campioni di entrambi i lander. Il rilascio pirolitico ha esposto il suolo alla luce e ai nutrienti per rilevare la fissazione del carbonio, con segnali positivi iniziali. Já il sistema di scambio di gas ha monitorato le variazioni dell’ossigeno e di altri gas durante l’umidificazione del terreno, rivelando un rapido rilascio di ossigeno.
Questi modelli non sono stati replicati nei controlli sterili, rafforzando la possibilità biologica in quel momento. Tuttavia, nella decisione ufficiale ha prevalso l’assenza di sostanze organiche nel GC-MS. Estudos studi successivi hanno dimostrato che il perclorato reagisce con le sostanze organiche a 120°C o più, generando i cloruri rilevati e rilasciando CO2.
Perclorato e sua influenza sui test del 1976
La sonda Phoenix ha confermato nel 2008 il perclorato, un composto ossidante presente in tutto il pianeta. Rafael Navarro-González ha dimostrato nel 2010 che questa sostanza, quando riscaldata con materia organica, produce cloruro di metile e anidride carbonica, esattamente come osservato nella GC-MS di Vikings. La reazione chimica Essa spiega i risultati negativi per le sostanze organiche senza la necessità di contaminanti terrestri.
La presenza di perclorato suggerisce anche che eventuali microrganismi sulla superficie avrebbero bisogno di adattamenti estremi per sopravvivere. Gli attuali Missões cercano campioni negli strati più profondi, dove i sali ossidanti sono meno dominanti, per evitare una distruzione simile.
I progressi nelle missioni successive rafforzano il dibattito
Rover come Curiosity hanno rilevato molecole organiche conservate in rocce antiche, indicando che Marte aveva condizioni favorevoli alla vita in passato. Perseverance raccoglie campioni da restituire a Terra, concentrandosi sulle tracce biologiche nei sedimenti lacustri. I risultati moderni di Esses contestualizzano i dati Viking, suggerendo che l’interpretazione del 1976 sottostimava le prove indirette.
La discussione scientifica rimane aperta, con richieste di un dibattito rigoroso in vista delle missioni con equipaggio che potrebbero alterare l’ambiente marziano. I risultati di Vikings rimangono un riferimento fondamentale nella ricerca della vita extraterrestre.