Estados Unidos e Israel hanno effettuato attacchi militari contro obiettivi in Irã che includevano l’impianto sotterraneo di arricchimento dell’uranio in Natanz. Agência Internacional di Energia Atômica hanno confermato danni recenti agli edifici d’ingresso della struttura sulla base delle immagini satellitari aggiornate. Le azioni di Essas hanno colpito anche le partecipazioni in Venezuela, il principale fornitore di petrolio di China insieme a Irã. Il presidente Donald Trump ha indicato che le operazioni potrebbero durare circa quattro settimane. China, il più grande acquirente mondiale di petrolio iraniano, ha condannato gli attacchi come inaccettabili e ha chiesto un’immediata moderazione da parte di tutte le parti coinvolte. Pequim non ha ancora confermato ufficialmente il programma della visita di Trump prevista dal 31 marzo al 2 aprile. Especialistas sottolineano che la reazione cinese finora è rimasta limitata. La situazione attuale ha ribaltato le aspettative iniziali per l’incontro bilaterale, che avrebbe avuto come focus principale il commercio.
Il portavoce di Ministério di Relações Exteriores di China, Mao Ning, ha dichiarato che il paese adotterà le misure necessarie per proteggere la propria sicurezza energetica.
Tra gli aspetti evidenziati dalle autorità cinesi ci sono i seguenti:
- Garanzia di un approvvigionamento energetico stabile per l’economia globale.
- Opposizione all’uso della forza che viola la sovranità di altri paesi.
- Monitoraggio costante degli impatti sulle rotte marittime di importazione.
Agência Internacional di Energia Atômica ha ulteriormente spiegato che non si prevedono conseguenze radiologiche dal danno in Natanz. L’impianto era già stato gravemente colpito in un precedente conflitto avvenuto nel giugno dello scorso anno. La conferma è arrivata dopo una dichiarazione iraniana sull’attacco di domenica e un’analisi di un think tank americano pubblicata lunedì. Nenhum ulteriore impatto è stato rilevato nella parte principale dell’impianto di arricchimento del carburante.
🚨URGENTE – Teerã, capitale di Irã, è attualmente sotto forte attacco da parte degli Stati Uniti e di Israelpic.twitter.com/wr6D0LwqMr
— SPAZIO LIBERDADE (@NewsLiberdade)3 marzo 2026
Reazione cinese alle azioni militari americane
China ha espresso ferma opposizione all’uso della forza nelle relazioni internazionali. Il governo ha invitato tutte le parti coinvolte a garantire un approvvigionamento energetico stabile a beneficio dell’economia globale.
Il portavoce Mao Ning ha ribadito durante una regolare conferenza stampa che Pequim adotterà le misure necessarie per garantire la propria sicurezza energetica. La dichiarazione di Essa è arrivata direttamente in risposta alle domande sui possibili effetti degli attacchi su Venezuela e Irã.
Danni confermati all’impianto nucleare iraniano
L’ingresso dell’impianto sotterraneo di arricchimento del carburante a Natanz è stato colpito durante gli attacchi coordinati. L’impianto rappresenta una delle tre unità di arricchimento dell’uranio in funzione a Irã prima degli eventi recenti.
Agência Internacional di Energia Atômica ha utilizzato immagini satellitari più recenti per confermare il danno localizzato. Especialistas osservano che la struttura principale dell’impianto ha già subito gravi danni a causa di un precedente conflitto.
Nessuna perdita radiologica è stata prevista dalle autorità internazionali di monitoraggio nucleare. La conclusione coincide con una valutazione indipendente rilasciata il giorno prima da un istituto nordamericano.
Dipendenza cinese dal petrolio iraniano
China importa il 13,4% del suo petrolio trasportato via mare da Irã, diventando così il più grande acquirente mondiale di questa fonte. L’interruzione prolungata dell’Qualquer, soprattutto nell’Estreito del Ormuz, potrebbe generare pressioni immediate sui prezzi e sull’industria nazionale.
Gli analisti indicano che la diversificazione delle fonti aiuterebbe nel lungo termine, ma il breve termine espone evidenti vulnerabilità. Il Paese sta già affrontando un’ulteriore pressione sui costi di produzione derivante dalle fluttuazioni del mercato globale dell’energia.
Posizione ristretta di Pequim di fronte alle offensive americane
La reazione ufficiale cinese si è finora limitata a dichiarazioni di condanna e inviti alla moderazione senza misure di ritorsione concrete. Especialistas attribuisce questa posizione al ridotto spazio di influenza che Pequim ha sulle operazioni militari in corso.
L’ex ambasciatore degli Stati Uniti Nicholas Burns ha osservato che il comportamento attuale dimostra i limiti di China come partner affidabile per gli alleati autoritari. Casa Branca ha evitato commenti diretti su possibili modifiche all’ordine del giorno del vertice bilaterale.
Rischi reali per l’approvvigionamento energetico cinese
L’offensiva in corso espone rischi pratici e simbolici per la strategia energetica cinese. Il Paese fa molto affidamento su rotte marittime vulnerabili che potrebbero essere colpite da un’escalation in Golfo Pérsico.
Le autorità di Pequim monitorano attentamente la possibilità di blocchi o interruzioni che aumentano i costi interni. La capacità americana di proiettare il potere globale rafforza la percezione della pressione strategica sugli interessi cinesi nella regione.
Esperti come il professor Zhao Minghao, di Universidade Fudan, sottolineano che le azioni contro Irã e Venezuela potrebbero cambiare gli equilibri di potere nel mercato energetico internazionale. Il professor Zha Daqiong, di Universidade di Pequim, afferma che Pequim non si sente obbligato a offrire supporto materiale a Irã.
Analisi esperta dello scenario
Secondo gli analisti delle relazioni internazionali, l’attacco e la possibilità di un cambio di regime nel Irã incidono direttamente sugli interessi cinesi. Il dominio americano sul mercato energetico potrebbe generare ulteriore pressione contro Pequim su più fronti.
Gli esperti sottolineano che China mantiene le distanze e attribuisce la responsabilità degli sviluppi in Oriente Médio a Estados Unidos. La narrazione di Essa rafforza l’immagine di Washington come agente di instabilità regionale.
L’assenza di supporto materiale cinese per Irã durante le operazioni indica un cauto calcolo strategico da parte di Pequim. Analistas prevedono che l’attenzione rimarrà sulla protezione delle rotte commerciali senza un coinvolgimento militare diretto.
Misure per garantire la sicurezza energetica
China ha ribadito il proprio impegno a intraprendere tutte le azioni necessarie per preservare il proprio approvvigionamento energetico. Il governo sottolinea l’importanza della stabilità globale in questo settore per evitare impatti sull’economia mondiale.