L’acclamata serie HBO *Euphoria* è tornata per la sua terza stagione il 12 aprile 2026, con il suo creatore e regista, Sam Levinson, ancora una volta sotto i riflettori della critica. Além delle recenti polemiche che circondano l’attrice Sydney Sweeney e la sua storia su OnlyFans, vecchie accuse di “plagio estetico” sono riemerse con la messa in onda dei nuovi episodi.
Queste accuse persistenti si concentrano sulla presunta appropriazione da parte di Levinson dello stile visivo caratteristico del fotografo canadese Petra Collins. Il lavoro di Collins è riconosciuto per l’atmosfera nebbiosa ed eterea presente nelle sue fotografie e nei video musicali. La controversia si è intensificata dopo che Collins è stata licenziata dal team HBO, mentre la sua estetica visiva ha continuato ad essere visibilmente presente nella serie.
Riemersione delle accuse di plagio
La discussione sul plagio estetico non è nuova a *Euphoria*. Nelle prime stagioni, osservatori e critici sottolineano notevoli somiglianze tra la direzione artistica e la fotografia della serie e il portfolio di Petra Collins. Il fotografo, noto per catturare la gioventù contemporanea con uno sguardo sognante e, a tratti, cupo, ha uno stile molto particolare. La coincidenza che Collins sia stato inizialmente coinvolto nella produzione prima di essere rimosso, con la sua firma visiva rimasta, alimenta le accuse di appropriazione. Especialistas nel copyright estetico indicano che mentre l’ispirazione è comune nell’arte, il limite viene oltrepassato quando gli elementi distintivi vengono replicati senza attribuzione o consenso, soprattutto dopo che il creatore originale è stato licenziato.
Levinson e il team di *Euphoria* sostengono che l’estetica della serie è il risultato di un processo collaborativo e di un’ampia visione artistica che comprende diverse influenze. Tuttavia, i critici sostengono che il licenziamento di Collins, seguito dal mantenimento di uno stile così simile al suo, suggerisca qualcosa di più della semplice ispirazione. La serie è lodata per la sua bellezza visiva e il suo impatto, ma l’ombra del plagio può influenzare la percezione della sua originalità. Il dibattito solleva importanti questioni sulla paternità e sull’etica nell’industria dell’intrattenimento, dove lo stile visivo può essere commerciabile quanto la sceneggiatura.
La firma visiva di Petra Collins
Petra Collins ha costruito una carriera distintiva attraverso un’estetica che è diventata sinonimo di un certo tipo di rappresentazione dell’adolescenza e della femminilità. Le opere di Seus sono caratterizzate da un’atmosfera onirica, quasi eterea, che si traduce in uno stile riconoscibile. L’artista utilizza elementi che evocano nostalgia e vulnerabilità, spesso con un tocco di surrealismo.
- Utilizzo di luci morbide e diffuse per creare un ambiente nebbioso.
- Colori pastello saturi e toni caldi, spesso con filtri rosati o bluastri.
- Concentrati sulle espressioni introspettive e malinconiche dei personaggi.
- Composizioni che ricordano fotografie analogiche e video musicali degli anni ’90.
- Temi di autoesplorazione, sensualità e angoscia adolescenziale.
Questo approccio visivo si allinea con la narrativa di *Euphoria*, che esplora le complessità della vita adolescenziale concentrandosi su temi come la dipendenza, l’identità e le relazioni. La presenza di questi elementi nella serie, anche dopo la partenza di Collins, evidenzia la forza della loro influenza e il nocciolo della controversia estetica che accompagna la produzione. HBO e i produttori della serie non hanno commentato pubblicamente il licenziamento specifico di Collins o le accuse di plagio che lo circondano.
Reazioni e contesto del ritorno della serie
Il ritorno di *Euphoria* per la sua terza stagione ha intensificato l’esame su Sam Levinson. Além della controversia con Petra Collins, il creatore aveva già affrontato critiche per questioni come la rappresentazione grafica delle scene e la presunta glorificazione di alcuni temi delicati. La nuova stagione arriva dopo una notevole pausa e le aspettative dei fan sono alte.
L’accoglienza iniziale dei nuovi episodi mescola l’entusiasmo per la trama e la performance del cast con il rinnovamento delle discussioni etiche. L’attenzione focalizzata sull’attrice Sydney Sweeney, ad esempio, dopo la rivelazione del suo lavoro su OnlyFans, ha aggiunto anche uno strato di complessità all’ambiente che circonda la serie. Embora il caso di Sweeney è di natura diversa, si aggiunge a un quadro di scandali e dibattiti che spesso accompagnano la produzione. Essas Le controversie, sia sulla paternità artistica che sulla vita personale degli attori, influenzano la percezione pubblica di *Euphoria*, trasformandola in un punto focale per discussioni più ampie sulla cultura pop e i suoi limiti.
Il confine tra ispirazione e copia nell’arte
La discussione sul plagio estetico in *Euphoria* fa rivivere un vecchio dibattito nel mondo dell’arte e della creazione: dove finisce l’ispirazione e inizia la copia? Nel campo visivo, la delimitazione è spesso soggettiva e complessa, poiché gli artisti si influenzano naturalmente a vicenda e si basano su opere esistenti. Fotógrafos, registi e designer spesso citano altri creatori come fonti della loro estetica, ma il confine diventa sfumato quando la somiglianza è tale da minare l’originalità o quando c’è un rapporto di lavoro diretto che si interrompe.
Nel caso di *Euphoria* e Petra Collins, il problema è aggravato dal fatto che Collins faceva parte del team HBO. L’uso continuato di un linguaggio visivo da lei reso popolare dopo il suo abbandono della produzione solleva interrogativi sull’etica dell’appropriazione. Lo scenario Este provoca riflessioni sulla protezione della proprietà intellettuale nei formati visivi e su come le industrie creative debbano navigare tra l’ammirazione per gli stili e la riproduzione indebita. La controversia funge da caso di studio sull’importanza dell’attribuzione e del rispetto per la paternità individuale, anche in un ambiente collaborativo come la produzione televisiva di alto profilo.