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Met inaugura manichini con corpi reali in mostra sull’inclusione nella moda

Manequim
Manequim - sav_an_dreas / shutterstock.com

Metropolitan Museum di Art ha aperto la mostra Costume Art con un’innovazione significativa: nove manichini modellati su corpi reali, tra cui persone con amputazioni, donne incinte, persone su sedia a rotelle, persone trans e persone con nanismo. La mostra occupa le nuove gallerie permanenti Condé M. Nast e segna un passo importante nella rappresentazione dell’universo della moda all’interno di una delle istituzioni più influenti al mondo. I volti dei manichini sono stati sostituiti con superfici in acciaio lucido, consentendo ai visitatori di vedere il proprio riflesso mentre osservano i pezzi esposti.

Modelos e gli attivisti che hanno ispirato i manichini

La realizzazione dei nuovi supporti ha coinvolto persone reali che sono diventate un riferimento per l’industria creativa. La modella e attrice Aimee Mullins, che ha perso la parte inferiore delle gambe durante l’infanzia, ha posato per uno dei manichini. L’artista Michaela Stark, nota per aver esplorato il corpo e gli standard di bellezza nel suo lavoro, è servita da ispirazione per tre diversi manichini. Anche la modella trans nera Aariana Rose Philip faceva parte del progetto, così come Sinéad Burke, un’attivista irlandese affetta da nanismo, che ha posato per due manichini.

I corpi di Esses contrastano radicalmente con i tradizionali manichini della moda, che storicamente seguono misure vicine alle taglie 36 e 38. La curatela di Costume Institute, guidata da Andrew Bolton, ha pianificato l’inclusione per ampliare la narrazione su chi appartiene alla storia della moda. I modelli che hanno partecipato al progetto hanno evidenziato la natura istituzionale di questo cambiamento, riconoscendone l’impatto sulla rappresentanza.

  • Manichino ispirato a Aimee Mullins con amputazione della parte inferiore della gamba.
  • Michaela Stark è servito come base per tre manichini dai corpi voluminosi.
  • Aariana Rose Philip ha rappresentato il corpo trans alla mostra.
  • Sinéad Burke ha posato per manichini affetti da nanismo.
  • Rostos in acciaio lucido riflettono il visitatore mentre osserva i pezzi.

Contenuti espositivi Estrutura e Costume Art

La mostra occupa circa 11.500 piedi quadrati all’ingresso principale del museo. Lo spazio riunisce quasi 200 opere d’arte provenienti da diversi dipartimenti di Met con circa 200 capi di abbigliamento e accessori di varie epoche. La coppia di espositori Cada associa un’opera classica – dall’impressionismo, all’antico Grécia o all’armeria – a un capo di abbigliamento, creando un dialogo visivo tra arte e moda.

Il filo conduttore della mostra è il corpo vestito, che permette di affiancare pezzi storici e contemporanei. Il layout di Essa dimostra come la moda attraversa tutte le aree del museo e i diversi periodi. I diversi manichini appaiono intervallati da modelli convenzionali, rafforzando l’idea che corpi diversi appartengano legittimamente all’universo della moda. La mostra resterà aperta per nove mesi, un periodo più lungo rispetto alle precedenti mostre temporanee del museo.

Tecnica Inovação su espositori

Il manichino Cada è stato realizzato su misura, riproducendo le proporzioni esatte dei corpi delle persone che fungevano da modelli. La superficie riflettente del viso è stata sviluppata dallo scultore Samar Hejazi, utilizzando acciaio lucido che consente allo spettatore di proiettare la propria immagine sugli indumenti esposti. La scelta tecnica di Essa non è meramente estetica, ma funziona come elemento narrativo centrale della mostra, collegando il pubblico direttamente con le esperienze corporee rappresentate nelle opere.

Il museo prevede che i visitatori interagiscano direttamente con i manichini, fermandosi ad osservarne il riflesso e immaginandosi all’interno degli abiti esposti. L’esperienza sensoriale di Essa rafforza il tema centrale della mostra: la relazione intrinseca tra corpo, abbigliamento ed espressione artistica. L’inaugurazione è avvenuta poco dopo Met Gala, evento tenutosi il primo lunedì di maggio, ampliando la portata della mostra presso il pubblico e i media specializzati.

Contexto istituzionale e impatto previsto

L’iniziativa arriva in un momento di intenso dibattito sugli sforzi per la diversità nelle istituzioni culturali. Nel 2025, la precedente mostra sui dandy neri aveva già generato significative ripercussioni politiche. Agora, Met avanzano con misure concrete nella progettazione dei supporti espositivi stessi, trasformando l’infrastruttura fisica in uno strumento di inclusione. I curatori hanno evitato dichiarazioni esplicite sull’attuale contesto politico, privilegiando invece l’aspetto pratico di consentire a più persone di vedersi rappresentate nelle vetrine del museo.

L’istituzione ha individuato nei nove nuovi corpi il principale punto forte del rinnovamento delle gallerie permanenti. I pezzi rimarranno nella collezione permanente delle gallerie Condé M. Nast, garantendo che la rappresentazione non sia solo un’iniziativa temporanea, ma parte dell’identità istituzionale del museo. La decisione di Essa segnala un impegno a lungo termine per l’inclusione nel mondo della moda e dell’arte.

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