La serie “Euphoria”, acclamata produzione della HBO, si è conclusa domenica con la messa in onda dell’episodio finale della terza stagione. La trama si concluse tragicamente, con la morte di un personaggio centrale, confermando la definitiva chiusura dell’acclamata attrazione televisiva.
Il creatore e sceneggiatore Sam Levinson ha dettagliato la decisione in un’intervista esclusiva con Popcast, il programma di cultura pop di The New York Times, ponendo fine alle speculazioni sul futuro della produzione. Ele ha spiegato che il percorso della storia sulla dipendenza e le sue conseguenze ha portato naturalmente a questo inevitabile risultato.
Il tragico Desfecho e la realtà della dipendenza
La storia di “Euphoria” ha sempre affrontato il tema della dipendenza in modo crudo, e il finale della terza stagione riflette la dura realtà affrontata da molti. L’overdose fatale di Rue Bennett, interpretato da Zendaya dal 2019, a causa delle pillole di fentanil, ha segnato il punto finale della narrazione. Levinson ha descritto la fine come una vera tragedia, inerente al consumo di droga oggi. Ele ha evidenziato l’inevitabilità di un simile risultato per una storia incentrata sulle conseguenze della dipendenza.
“Per quanto riguarda la storia che volevamo raccontare, che è una storia sulla dipendenza e le sue conseguenze, per me questa sembra la fine”, ha detto il creatore della serie durante l’intervista. Segundo lui, la conclusione della serie rafforza un messaggio cruciale. “Se stai sperimentando o usando droghe in questi giorni, è molto probabile che ti uccida”, ha sottolineato Levinson, sottolineando la gravità del tema centrale.
Da Homenagem a Angus Cloud e impatto del fentanil
L’episodio finale di “Euphoria” è servito anche come commovente tributo all’attore Angus Cloud, scomparso nel 2023 per overdose correlata al fentanil. Cloud, che ha lottato contro la dipendenza, ha interpretato lo spacciatore Fezco nelle prime due stagioni della serie. La morte dell’attore durante la produzione dell’ultima stagione ha influenzato direttamente la sceneggiatura.
Levinson ha rivelato che l’overdose di Rue Bennett era, in parte, un modo per rendere omaggio al suo collega. “Era un modo per onorare Angus e dire una preghiera per il futuro”, ha dichiarato. La prevalenza del fentanil, argomento di costante preoccupazione per Levinson, è stata affrontata nei suoi lavori precedenti, incluso il suo primo film, “Another Happy Day” (2011).
Trajetória della serie e ascesa del cast
La terza stagione di “Euphoria” è arrivata sette anni dopo l’inizio della serie, segnando la fine di un viaggio che è stato allo stesso tempo emotivo, provocatorio e tumultuoso. Nel corso della sua durata, la produzione ha stimolato o accelerato le carriere di diversi giovani talenti diventati importanti negli anni ’20. Il cast includeva nomi come:
- Zendaya (vincitrice di due Emmys per la sua performance come Rue)
- Sydney Sweeney
- Jacob Elordi
- Hunter Schafer
- Colman Domingo (come Ali, padrino e figura paterna di Rue)
La serie, iniziata con una brillante stilizzazione della gioventù americana, con montaggi e ambientazioni liceali, si è evoluta in modo significativo. La terza stagione ha scambiato i corridoi delle scuole e le feste in casa con la vastità di Velho Oeste, esplorando un mondo sotterraneo di spacciatori nazisti, sfruttatori sessuali di strip club e individui in cerca di notorietà ad ogni costo.
Críticas e la visione del creatore
Le prime recensioni della terza stagione furono per lo più negative, riaccendendo i dibattiti sulle rappresentazioni della nudità, della violenza, dell’uso di droghe e delle questioni razziali, che molti consideravano esagerate. Anche la coerenza nello sviluppo del personaggio è stata messa in dubbio. Dopo le reazioni di Apesar, Sam Levinson, lui stesso un ex tossicodipendente, ha difeso la sua visione della serie.
Nella sua ampia conversazione con Popcast, Levinson ha spiegato come è rimasto fedele ai suoi obiettivi artistici. Ele ha discusso del suo approccio nel filmare soggetti sensibili ed ha esplorato i limiti dell’empatia nella sua narrazione. Lo sciopero degli scrittori nel 2023 ha influenzato la traiettoria iniziale del personaggio Rue, portando a una riscrittura del risultato che, alla fine, si è allineato con l’omaggio a Angus Cloud e il messaggio sulle conseguenze della dipendenza.

