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Apple annuncia la terza generazione di Foundation Model e migliora l’intelligenza artificiale concentrandosi sulla privacy e sulle prestazioni del dispositivo

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Apple - Alexander Fedosov / Shutterstock.com

Apple ha rivelato questo lunedì (8) la terza generazione dei suoi Apple Foundation Models (AFM), che guidano la prossima fase dell’Apple Intelligence. La famiglia comprende cinque modelli personalizzati, con progressi significativi nell’elaborazione su dispositivo e nel cloud privato, in collaborazione con Google e NVIDIA.

I nuovi modelli supportano Siri più potente, strumenti intelligenti nelle app di tutti i giorni e funzionalità multimodali come voci espressive e editing avanzato delle immagini. Il tutto mantenendo la privacy come principio centrale, con i dati elaborati senza archiviazione o condivisione.

Innovazioni dei dispositivi: efficienza con architettura sparsa

Due modelli funzionano direttamente sui dispositivi. AFM 3 Core è l’evoluzione del modello denso con 3 miliardi di parametri, con guadagni di qualità. Il pezzo forte è l’AFM 3 Core Advanced, con 20 miliardi di parametri, nativamente multimodale e ottimizzato per i chip Apple Silicon più avanzati.

La grande novità è nell’architettura. Invece di caricare tutti i pesi nella RAM (DRAM), il modello utilizza la potatura che segue le istruzioni (IFP). Il modello completo è archiviato nella memoria flash (NAND) e attiva, a seconda della complessità, solo da 1 a 4 miliardi di parametri per richiesta. Ciò risolve le tradizionali limitazioni dell’hardware consumer e consente la scalabilità senza compromettere la latenza o il consumo energetico.

Questo approccio differisce dal tradizionale Mixture-of-Experts (MoE), che scambia i pesi token per token. Qui la decisione sull’instradamento viene presa in modo tempestivo, con gli esperti condivisi sempre attivi e gli altri caricati solo quando necessario.

Modelli di cloud privato e partnership strategiche

Tre modelli operano su Private Cloud Compute (PCC), garantendo che i dati dell’utente non vengano mai archiviati o consultati da Apple o da terze parti:

  • AFM 3 Cloud: ottimizzato per velocità e prestazioni generali.
  • ADM 3 Cloud (Immagine): focalizzato sulla generazione e modifica delle immagini, inclusi Image Playground e Genmoji.
  • AFM 3 Cloud Pro: il più completo, per compiti complessi con agenti e ragionamento avanzato.

Per il modello Pro, Apple ha esteso il PCC alle GPU NVIDIA su Google Cloud, mantenendo le stesse garanzie di privacy attraverso l’elaborazione confidenziale. Questa collaborazione combina l’architettura di Apple con le tecnologie Google (basate su Gemini) e l’hardware NVIDIA.

Cosa cambia nella pratica per utenti e sviluppatori

La terza generazione rappresenta un balzo in avanti rispetto alle generazioni precedenti, soprattutto nella multimodalità e nell’efficienza energetica. Funzionalità come dettatura più accurata, voci espressive e fotoritocco intelligente arrivano con meno dipendenza dal cloud per le attività comuni.

Non tutti i dispositivi che supportano Apple Intelligence riceveranno il modello Advanced completo: richiede hardware di fascia alta come iPhone 17 Pro o Mac con M4 o versione successiva. I modelli più vecchi utilizzeranno AFM 3 Core base o cloud.

Questa strategia bilancia le prestazioni locali (veloci e private) con la capacità del cloud per i casi più impegnativi, differenziandosi dagli approcci all-cloud della concorrenza.

Gli sviluppatori ottengono l’accesso a queste funzionalità tramite API, con una profonda integrazione nei sistemi operativi.

Apple dovrebbe rendere presto disponibili le nuove funzionalità per i test degli sviluppatori, con un lancio per gli utenti in autunno (primavera in Brasile), tramite aggiornamenti gratuiti di iOS, iPadOS e macOS.

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