Non esiste una postura perfetta per tutti, ma la scienza indica che sdraiarsi sulla schiena non è sempre la soluzione migliore, soprattutto per chi ha problemi digestivi, respiratori o dolori muscolari. Semplici aggiustamenti, come prediligere il lato sinistro o regolare l’altezza del cuscino, fanno la differenza nella qualità del sonno.
Le posizioni del sonno influenzano i problemi comuni
Dormire sulla schiena (posizione supina) mantiene la colonna vertebrale allineata e può alleviare il dolore al collo o alla parte bassa della schiena quando c’è un supporto adeguato sotto le ginocchia. Tuttavia, questa posizione favorisce il russamento e l’apnea ostruttiva notturna perché la lingua e i tessuti molli ricadono all’indietro, restringendo le vie aeree. Per chi soffre di reflusso gastroesofageo, il rischio aumenta, poiché l’acidità di stomaco aumenta più facilmente.
In questi casi gli esperti consigliano di sollevare la testata del letto o la parte superiore del busto. Dormire a pancia in giù è generalmente la soluzione peggiore, poiché costringe la colonna vertebrale a curvarsi e può aggravare il dolore alla schiena e al collo.
Il lato sinistro è dedicato alla digestione e alla circolazione
La posizione più consigliata dalla maggior parte degli esperti è dormire sul fianco, preferibilmente a sinistra. In questa postura, la gravità aiuta a mantenere il contenuto dello stomaco al di sotto dell’esofago, riducendo gli episodi di reflusso e bruciore di stomaco. Gli studi mostrano meno sintomi di reflusso notturno in coloro che adottano questa posizione.
Inoltre, sdraiarsi sul fianco sinistro migliora la circolazione sanguigna e facilita la digestione, poiché lo stomaco e il pancreas si trovano in una posizione più naturale. Per chi soffre di apnea, il lato sinistro aiuta anche a mantenere le vie aeree più aperte rispetto a chi dorme sulla schiena. Un cuscino tra le gambe e un altro alla corretta altezza delle spalle previene il dolore alle anche e alle spalle.
Confusione tra sistemi linfatici e glinfatici nelle reti
Sui social i post promettono che alcune posizioni migliorano la “circolazione linfatica” ed eliminano le tossine. Ciò che molti non spiegano è la differenza: il sistema linfatico drena i liquidi in tutto il corpo, mentre il sistema glinfatico è specifico del cervello ed elimina le scorie metaboliche, come le proteine associate all’Alzheimer e al Parkinson, soprattutto durante il sonno profondo.
La ricerca, compresi gli studi di risonanza magnetica, mostra che la posizione laterale è più efficiente per il flusso glinfatico rispetto al dormire sulla schiena o sullo stomaco. Ciò significa che sdraiarsi su un fianco potrebbe potenzialmente aiutare il cervello a “pulirsi” meglio durante la notte, anche se sono necessari ulteriori studi sugli esseri umani.
Cosa cambia nella pratica e quando preoccuparsi
Modificare la tua posizione non risolverà tutto da solo, ma può ridurre i sintomi e migliorare il riposo. Chiunque si svegli con bruciore di stomaco, russamento forte, stanchezza diurna o dolore persistente dovrebbe consultare un medico: potrebbe essere necessario sottoporsi a test per apnea o reflusso. Controllare eccessivamente la postura durante la notte, però, diventa fonte di ansia e disturba il sonno.
I consigli generali includono la scelta di un materasso e un cuscino adatti alla forma del proprio corpo, il rispetto di un programma regolare ed l’evitare pasti pesanti prima di andare a dormire.