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I cittadini in Russia ricevono ordini di mobilitazione; l’esperto scredita la validità giuridica

Rússsia, serviço militar
Rússsia, serviço militar - SGr/shutterstock.com

I cittadini russi hanno riferito di un aumento significativo nell’emissione di ordini di mobilitazione, alimentando le preoccupazioni su una possibile nuova ondata di leva militare nel Paese. Le notizie, che si sono intensificate negli ultimi mesi, emergono in uno scenario di voci e pressioni. I documenti vengono consegnati sia agli uffici di arruolamento sia attraverso piattaforme digitali, come i servizi statali, creando incertezza.

Il fenomeno alimenta la speculazione secondo cui il governo sta preparando il terreno per una mobilitazione su larga scala nel prossimo futuro. Sebbene alcuni cittadini segnalino l’imposizione di restrizioni, come il divieto di viaggiare all’estero o difficoltà presso il Dipartimento di Stato di Transito (Detran) dopo aver ricevuto mandati di comparizione, un esperto sottolinea che molti di questi ordini potrebbero non avere valore legale nella pratica. La situazione attuale è complessa e continua a generare apprensione tra la popolazione, soprattutto tra gli uomini in età di servizio militare attivo.

Rapporti di citazione e ordini di mobilitazione sulle reti

Diversi russi hanno condiviso le loro esperienze sui social media, descrivendo in dettaglio la ricezione degli ordini di mobilitazione e le conseguenze immediate. Uno dei reportage su Instagram descrive la sorpresa di aver ricevuto una “lettera di felicità”, che prevedeva una serie di restrizioni per non presentarsi alla data prevista, compreso il divieto di viaggiare all’estero. Ha detto che alcune di queste restrizioni sarebbero già in vigore.

Un altro cittadino ha riferito di aver ricevuto un sms che lo convocava all’ufficio di arruolamento militare. Si è presentato prima della data prevista e gli è stato notificato un ordine di mobilitazione, il che implicava che avrebbe dovuto presentarsi a un punto di incontro se fosse stata dichiarata la mobilitazione. Nei commenti a queste pubblicazioni, altre persone, comprese le mogli di uomini convocati, descrivono in dettaglio situazioni simili:

  • mandati di comparizione per accedere al sito dei Servizi dello Stato, dove hanno trovato ordini di mobilitazione pur avendo riserve nelle società.
  • Mariti con la patente sospesa dal Detran, che richiedeva l’arruolamento militare prima del rinnovo.
  • Ordini di mobilitazione “incollati” sulle carte d’identità militari, anche per chi ha solo la patente di categoria “B”.

Questi video e resoconti sui social media hanno alimentato voci intense su una possibile nuova ondata di mobilitazione in Russia, ampliando la portata delle discussioni oltre le piattaforme digitali.

Dichiarazioni del vice e la controversia sull’hacking

La crescente preoccupazione è stata rafforzata da un post sul canale Telegram del deputato della Duma di Stato russa Andrei Gurulev. Nella settimana precedente la notizia di un’intensa mobilitazione, il messaggio affermava che “la campagna inverno-primavera non ha prodotto i risultati che tutti speravamo”, con il progresso delle operazioni militari che si è bloccato all’inizio dell’estate. La pubblicazione aggiunge che “dietro le quinte e ad alti livelli si parla attivamente della necessità di una nuova mobilitazione su larga scala”. Secondo fonti interne citate nel post, “una decisione fondamentale in materia è già stata presa e sarà attuata in autunno”.

Tuttavia, il giorno dopo la pubblicazione, Gurulev ha utilizzato il suo canale Max Messenger per affermare che il suo canale Telegram era stato violato. Egli ha precisato che l’accesso non è stato ancora ripristinato e che i testi circolanti sono “distribuiti da nemici”. La controversia che circonda la dichiarazione e la sua successiva smentita non hanno fatto altro che intensificare le speculazioni e la confusione sui veri piani del governo russo riguardo alla mobilitazione.

L’esperto spiega la mancanza di valore legale delle ordinanze nella pratica

Per comprendere la reale situazione e la validità giuridica di questi ordini, Ivan Chuvilyaev, addetto stampa del progetto “Go to the Forest”, ha partecipato al programma Current Time. Ha affermato categoricamente che questi ordini “non hanno valore legale”, demistificando il panico generato.

L’esperto ha spiegato che i documenti rosa distribuiti in grandi quantità funzionano più come una “potente arma psicologica”. Mirano a provocare panico e confusione esercitando pressioni sugli individui affinché firmino contratti militari. Secondo Chuvilyaev, la logica dietro questa tattica è quella di ingannare le persone facendole credere che firmando un contratto saranno “al sicuro” in caso di una futura mobilitazione.

Ha sottolineato che la distribuzione di questi ruoli non è un indicatore affidabile di una mobilitazione imminente. “Non c’è alcuna indicazione. Questo, ovviamente, non è affatto un indicatore, non è correlato in alcun modo alla possibilità o all’impossibilità di mobilitazione. Si tratta di una sorta di divinazione attraverso la lettura delle foglie di tè, una pratica che va avanti da quattro anni”, ha dichiarato Chuvilyaev. Ha inoltre osservato che la tendenza a ricevere questi “adesivi” è stata notata da metà aprile e che l’origine di molte di queste notizie su Instagram è “un po’ sospetta”, in alcuni casi priva di credibilità.

Per quanto riguarda il divieto di viaggio, Chuvilyaev ha chiarito che se si tratta di un mandato di comparizione per chiarire informazioni o per una visita medica, il divieto di lasciare il Paese non è automatico. Ha citato le statistiche che mostrano che per ogni persona fermata alla frontiera, dieci o più riescono a lasciare il Paese, anche con la convocazione pubblicata sul sito Gosuslugi. Ciò suggerisce che il sistema elettronico di registrazione militare potrebbe non funzionare correttamente o che non faccia scattare un divieto automatico.

Pressioni per gli appalti e fallimenti dell’anagrafe militare unificata

Ivan Chuvilyaev ha criticato aspramente il “Registro unificato delle persone sottoposte al servizio militare”, classificandolo come un “Reich digitale assoluto” che, nonostante la sua brutalità, era costituito da “mani che germogliano dallo stesso luogo”. Secondo lui il sistema è “pieno di buchi, goffo, storto, sproporzionato” ed è stato sviluppato da persone che hanno già dimostrato incompetenza.

L’esperto ha affermato che il registro è, in sostanza, uno “schema completamente corrotto” il cui unico scopo è il riciclaggio di denaro. Questo difetto intrinseco si traduce in un sistema inefficace. Se il registro funzionasse, ci si aspetterebbe una “massa critica di tutti i tipi di divieti” di viaggio, e non solo poche decine di casi all’anno, come è stato osservato. La discrepanza tra mandati di comparizione e divieti effettivi rafforza la percezione di un sistema disfunzionale.

Manipolazione di studenti e debitori nella ricerca di nuovo personale militare

Sullo sfondo delle voci su una nuova ondata di mobilitazione, Chuvilyaev ha descritto la situazione delle persone in cerca di aiuto. Ha sottolineato che l’attuale campagna è fortemente legata alla manipolazione degli studenti. C’è una campagna “molto attiva” nelle università per incoraggiare la firma di contratti, con un focus particolare sui contratti per l’utilizzo dei droni. Ha lamentato che le autorità non sono ancora in grado di abbandonare questa strategia, che persiste da diversi mesi, anche di fronte alla resistenza degli studenti.

L’addetto stampa ha descritto questa tattica come una “menzogna a più livelli” che promette che “andrà tutto bene” per coloro che firmano i contratti. Questa pressione psicologica è intensa ed è diventata più aggressiva, al punto che “fanno pressioni anche sulle ragazze affinché firmino contratti”. Allo stesso tempo, non ci sono alternative per i debitori, le persone in difficoltà finanziarie o coloro che hanno perso il lavoro, che spesso si trovano costretti a firmare contratti nei centri di custodia cautelare e nelle colonie penali. La situazione dimostra una massiccia campagna di propaganda e una pressione psicologica sui giovani per assicurarsi nuove adesioni.

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