Il portiere Guillermo Ochoa, uno dei grandi della nazionale messicana, è pronto a giocare la sua sesta Coppa del Mondo, un’impresa straordinaria che lo mette al fianco di leggende come Lionel Messi e Cristiano Ronaldo. La sua partecipazione inizierà giovedì, nella sfida contro il Sud Africa, anche se l’aspettativa è che partirà dalla panchina.
I tifosi messicani e gli appassionati di calcio potranno seguire in tempo reale la partita tra Messico e Sud Africa, che si giocherà a partire dalle 16 di questo giovedì. Ulteriori informazioni sulla classifica completa della Coppa del Mondo 2026 sono inoltre disponibili per la consultazione.
In una dichiarazione alla FIFA, il famoso portiere ha espresso la sua felicità e il suo ottimismo in vista dell’imminente Coppa del Mondo. Ha sottolineato la difficoltà di arrivare alla sua sesta partecipazione, dicendo di aver provato la stessa emozione del suo debutto nel torneo.
Nonostante la sua longevità e i suoi record, l’arciere non gode dell’unanimità tra i tifosi messicani. Ci sono ragioni per la divisione delle opinioni riguardo alla sua presenza in Nazionale.
Nonostante questa sia la sua sesta convocazione ai Mondiali, Guillermo Ochoa non ha giocato in tutte le edizioni. Nel 2006, il portiere messicano era Oswaldo Sánchez, mentre nel 2010 fu scelto Óscar Pérez, 37 anni, lasciando Ochoa in panchina.
La storia della partecipazione di Ochoa ai Mondiali

- Nel 2006 non ha avuto opportunità di giocare.
- Nel 2010 è rimasto in panchina.
- Nell’edizione 2014 ha giocato quattro partite, con un record di due vittorie, un pareggio e una sconfitta.
- Ai Mondiali del 2018 ha giocato quattro volte, registrando due vittorie e due sconfitte.
- Nel 2022 ha partecipato a tre partite, registrando una vittoria, un pareggio e una sconfitta.
L’esperto portiere è stato il titolare indiscusso della Nazionale ai Mondiali del 2014, 2018 e 2022. Tuttavia, per il torneo del 2026, arriva senza lo stesso consenso per la posizione, e l’aspettativa, anche con l’infortunio di Luis Malagón, è che sarà il backup di José Raúl Rangel.
Nonostante il suo probabile status di riserva, la sua influenza e il riconoscimento all’interno del cast e nella società messicana rimangono incrollabili. Prova di ciò è stato l’onore di ricevere la bandiera nazionale direttamente dalle mani della presidente Claudia Sheinbaum, in una cerimonia ufficiale lunedì scorso.
In un altro momento clou, Cristiano Ronaldo, Lionel Messi e lo stesso Ochoa guidano la classifica delle partecipazioni ai Mondiali, raggiungendo l’impressionante traguardo di sei edizioni ciascuno.
La convocazione per la sesta Coppa del Mondo è stata accompagnata da un messaggio emozionante diffuso dallo stesso Ochoa, in cui rifletteva su “una vita di sforzi” dedicata al calcio e alla Nazionale.
Il 2025 ha segnato un periodo senza convocazioni per l’esperto portiere, che però è tornato in rosa per l’amichevole contro l’Australia di maggio, garantendosi un posto nella lista definitiva per il 2026. In questa rosa, infatti, figura l’atleta più giovane a partecipare all’attuale Coppa del Mondo.
Il giovane centrocampista Gil Mora, appena 17enne e membro dell’attuale squadra, ha espresso la sua ammirazione per il veterano. “Ogni volta che guardavo le partite della nazionale, lui era lì in porta, impedendoci di segnarne troppi”, ha detto Mora, descrivendo l’opportunità di condividere il campo con il suo idolo come un “sogno diventato realtà”.
Il viaggio di Ochoa per diventare titolare nella squadra nazionale messicana è iniziato presto. Il suo debutto è avvenuto nel dicembre 2005, in un’amichevole contro l’Ungheria, quando aveva solo 20 anni ed era già alla sua terza stagione professionistica con l’América. La sua ascesa al club è stata favorita dall’importante sostegno brasiliano.
L’ex giocatore brasiliano Zaguinho, idolo e capocannoniere dell’América e dell’Estádio Azteca, ha rivelato in un’intervista a ge di essere stato responsabile di aver dato a “Memo” Ochoa la sua prima possibilità nel club. Zaguinho ha sottolineato la difficoltà di mantenere regolarità e longevità per competere in sei Coppe del Mondo, esprimendo grande rispetto e ammirazione per il portiere.