L’applicazione Instagram ha accidentalmente reso disponibile, in Brasile, una funzionalità chiamata “Instagram Map”, che permetteva agli utenti di condividere la propria posizione con i rispettivi follower. Lo strumento, apparso questo mercoledì (10), ha rapidamente suscitato un intenso dibattito sui social media, con molte critiche incentrate sulla potenziale violazione della privacy.
In un comunicato ufficiale inviato a g1, la società Meta, responsabile di Instagram, ha chiarito che il rilascio della funzionalità in territorio brasiliano è avvenuto per errore. La società ha dichiarato che stava correggendo l’incidente per disabilitare la funzionalità.
Prima di essere disattivato, l’interfaccia dello strumento visualizzava un messaggio che indicava che la posizione non sarebbe stata condivisa a meno che l’utente non avesse attivato l’opzione. Instagram ha inoltre comunicato che “i tuoi follower possono vedere i tuoi contenuti nei luoghi che tagghi”, suggerendo un controllo facoltativo sui dati.
Nella sezione di messaggistica diretta (DM) dell’app, gli utenti troveranno un’icona a forma di globo etichettata “Mappa”. Interagendo con esso, si apriva una schermata che permetteva la visualizzazione di luoghi associati a pubblicazioni e storie condivise da altri profili.
Questa funzionalità era già stata controversa nel 2025, quando alcuni utenti avevano avuto accesso in precedenza alla funzione ed avevano espresso notevoli preoccupazioni su come sarebbero state condivise le informazioni sulla posizione. La storia delle accuse contro le principali piattaforme di social media, inclusa Meta, per la mancata protezione dei dati sensibili aggiunge un livello di urgenza a questi dibattiti, evidenziando l’importanza di uno stretto controllo sui dati personali.
All’epoca, l’azienda aveva dichiarato che lo sviluppo della funzionalità dava priorità alla sicurezza, incorporando meccanismi in modo che gli utenti potessero determinare chi avrebbe avuto accesso alla loro posizione, nascondere punti specifici, come il loro posto di lavoro, e ricevere promemoria per condividere questi dati solo con contatti fidati.
Ripercussioni immediate e critiche all’esposizione dei dati
La reazione negativa alla nuova funzionalità di Instagram ha preso il sopravvento sui social network, dove diversi utenti hanno espresso le loro critiche e messo in guardia sui gravi rischi potenziali per la privacy e la sicurezza personale.
Un utente di Internet, ad esempio, ha utilizzato la piattaforma X per esprimere la sua indignazione, affermando che “Instagram dà un’arma agli stalker”, sottolineando la preoccupazione per l’abuso dell’informazione.
Un altro post ha rivelato sorpresa e paura: “Sto visualizzando le posizioni di innumerevoli persone su Instagram, comprese persone con cui non ho mai interagito”, il che evidenzia l’ampiezza e l’esposizione inaspettata dei dati.
Un terzo utente, in tono incredulo, ha scritto: “Siamo nel 2026 e Instagram ha ritenuto accettabile lanciare una MAP che permetta di vedere dove sono le persone!”. La frase evidenzia lo stupore per l’apparente mancanza di sensibilità della piattaforma.
Inoltre, un commento ha sottolineato la gravità della situazione, soprattutto per le donne: “Non attivate la localizzazione sulla mappa di Instagram, soprattutto se siete donne. Questa è una delle più grandi follie che abbia mai visto”, un monito diretto sui pericoli reali e sulle implicazioni per la sicurezza dei gruppi più vulnerabili della società.