Diversi gruppi organizzati hanno approfittato dell’alta visibilità della cerimonia di apertura della Coppa del Mondo per protestare nelle strade di Città del Messico questo giovedì (11). Le manifestazioni si sono svolte attorno all’emblematico Stadio Azteca, catturando l’attenzione dei media internazionali.
I manifestanti, tra cui insegnanti, attivisti per i familiari scomparsi nella cosiddetta guerra alla droga e cittadini insoddisfatti dell’amministrazione del presidente Claudia Sheinbaum, hanno scandito slogan e fatto molto rumore. Le richieste variano, ma convergono nella ricerca di attenzione alle urgenti questioni sociali e politiche che sfidano lo scenario delle celebrazioni sportive.
La polizia messicana ha risposto alle proteste con forti misure di contenimento. I rapporti indicano l’uso di bombe stordenti e getti d’acqua come strumenti di dispersione, generando confusione e grande commozione tra la gente. L’intervento ha portato all’arresto di alcuni manifestanti che hanno tentato di resistere all’azione della polizia.
Il panorama della capitale messicana questo giovedì ha rivelato un netto contrasto tra il clima festoso e l’intensa opposizione. Mentre i murales venivano rinnovati, venivano introdotti nuovi treni e lo stadio veniva rinnovato per accogliere turisti e partite, il viale principale della capitale era caratterizzato da barricate d’acciaio erette dai commercianti, in cerca di protezione dai manifestanti e da potenziali disordini.
Ore prima della partita di apertura tra Messico e Sud Africa, la Calzada de Tlalpan, la principale strada di accesso allo Stadio Azteca, era occupata dai manifestanti. Un gruppo specifico è avanzato verso l’arena con l’obiettivo di fare pressione sulle autorità per un maggiore impegno nella ricerca dei familiari scomparsi, uno dei temi più delicati della giornata.
La stampa locale sottolinea che il Messico sta affrontando una prolungata crisi di persone scomparse. Il movimento chiamato “Illuminiamo la ricerca” riunisce famiglie e organizzazioni di almeno dieci stati messicani. Lo scopo è quello di attirare l’attenzione globale sulla lentezza nel localizzare le persone e sulla lentezza nell’identificazione dei corpi ritrovati.
In un comunicato ufficiale, il Segretariato per la Sicurezza di Città del Messico ha dichiarato di essere riuscito a controllare la situazione e ha rivelato il numero delle persone coinvolte negli incidenti:
- In seguito agli incidenti nei pressi dello Stadio Ciudad de México, dove circa 200 individui incappucciati si sono separati da due gruppi di circa 800 manifestanti, la situazione è stata stabilizzata dagli agenti della Polizia Metropolitana.
Nonostante la manifestazione sia stata classificata pacifica dagli stessi familiari, che hanno negato qualsiasi intenzione di impedire l’evento sportivo ma piuttosto di dare visibilità al loro problema, le autorità locali hanno imposto un blocco. La misura mirava a impedire al folto contingente di manifestanti di raggiungere lo Stadio Azteca, evitando così possibili disagi ai tifosi diretti alla cerimonia di apertura dei Mondiali.
L’Estadio Azteca ospiterà cinque partite dell’attuale Coppa del Mondo: tre partite della fase a gironi, di cui due presenze della nazionale messicana e la partita di apertura contro il Sudafrica, oltre a una partita del secondo turno e l’ultima degli ottavi. Alla fine del torneo, lo stadio avrà giocato un totale di 24 partite di Coppa del Mondo nella sua storia.