Ultime Notizie (IT)

L’impatto del tempo trascorso davanti allo schermo sulla salute mentale varia a seconda dell’uso e del contesto, rileva uno studio universitario

Uso de tela, celular, homem na cama usando telefone
Uso de tela, celular, homem na cama usando telefone - Gorodenkoff/shutterstock.com

Non sempre il tempo dedicato quotidianamente agli schermi digitali si traduce in danni alla salute. Una nuova prospettiva suggerisce che il fattore determinante del benessere psicofisico è il modo in cui interagiamo con computer e cellulari, e non solo la durata. Invece di una condanna diffusa, gli esperti ora sostengono un’analisi più approfondita dei contesti e della struttura dei contenuti consumati.

Gli scienziati della Pennsylvania State University propongono di vedere l’interazione con la tecnologia sotto una nuova luce, sfidando il presupposto che tutto il tempo passato davanti allo schermo sia intrinsecamente dannoso. Sostengono che usi e scenari specifici sono più rilevanti per la salute mentale e fisica rispetto al numero totale di ore trascorse su dispositivi mobili o computer.

Per supportare questa tesi, i ricercatori hanno sviluppato un modello innovativo, introducendo il concetto di “microsistemi virtuali”. Lo studio esamina come cinque dimensioni particolari, tra cui lo scopo di fruizione e il peso emotivo dei contenuti, influenzano il benessere nell’arco della vita. Questa analisi, recentemente pubblicata sulla piattaforma di ricerca digitale ufficiale dell’American Psychological Association (APA), offre una comprensione dettagliata del coinvolgimento dello schermo.

Il comportamento davanti a computer e smartphone non è uniforme. Le attività variano ampiamente, dal lavorare su un laptop al guardare video sui social media nelle prime ore del mattino, con conseguenti diversi livelli di coinvolgimento e impatto.

Con questo in mente, i ricercatori suggeriscono di valutare l’effetto del tempo trascorso davanti allo schermo, sia sugli adulti che sui bambini, considerando cinque diversi contesti. Questo approccio mira a fornire un’analisi più efficace degli sviluppi tecnologici.

Comprendere i cinque assi che definiscono l’uso degli schermi

La ricerca descrive nel dettaglio i cinque elementi essenziali per comprendere in che modo il tempo trascorso davanti allo schermo influisce su ogni persona:

  • Forma di impegno:Distingue tra consumo passivo (come lo scorrimento infinito dei feed) e partecipazione attiva (come la creazione di contenuti o un’interazione sociale significativa).
  • Scopo d’uso:Si distingue tra uso ricreativo, didattico o professionale.
  • Momento e ambiente:Si ritiene che l’utilizzo notturno possa nuocere al sonno, mentre l’utilizzo diurno, integrato nei contesti sociali, possa apportare benefici.
  • Struttura del contenuto:Confronta l’esperienza di contenuti brevi e frammentati con attività che richiedono un’attenzione continua e prolungata.
  • Carica emotiva:Valuta l’impatto affettivo del contenuto, che può fornire di tutto, dalle esperienze positive alle interazioni tossiche o angoscianti.
giovane che usa il cellulare
giovane mentre usa il cellulare – Foto: Bruno Peres/Agência Brasil

L’importanza dell’interattività nelle interazioni digitali

Non esiste un limite di tempo ideale per trascorrere del tempo davanti a uno schermo, come spiega Nelson Roque, professore associato di Sviluppo umano e studi familiari alla Penn State. Egli esemplifica il fatto che un solo minuto può essere il momento clou del mese, permettendoti di incontrare un amico o risolvere un problema. Allo stesso modo, un minuto può rovinare la settimana, scatenando problemi di salute mentale a causa di qualcosa letto o visto. L’esperto sottolinea che il contesto è molto più rilevante della semplice durata.

In termini generali, analizzare se l’utilizzo dello schermo sia più passivo o interattivo offre un’indicazione chiara: una maggiore interattività indica generalmente una connessione interpersonale più ricca o uno stimolo alla creatività dell’utente.

Rischi di contenuti frammentati e loro impatto cognitivo

La valutazione della “struttura del contenuto” è essenziale. Il consumo passivo ed eccessivo di notizie o social media, ad esempio, è stato associato a risultati peggiori in termini di salute mentale. È spesso motivato dall’ansia o utilizzato come fuga da compiti, pensieri ed emozioni ed è progettato per mantenere l’utente impegnato più a lungo del previsto.

I contenuti frammentati costringono il cervello a elaborare le informazioni continuamente, scartandole subito dopo, senza costruire una narrazione coesa. Ciò impedisce al cervello di organizzare ciò che viene visto, con conseguente dispendio eccessivo di energia mentale e compromissione della memoria di lavoro. Gli autori dello studio consigliano alle persone di analizzare le proprie abitudini di utilizzo dello schermo sulla base di questi parametri, chiedendosi se stanno davvero raccogliendo i benefici.

L’influenza degli schermi cambia in ogni fase della vita

Lo studio dimostra inoltre che l’impegno digitale provoca effetti diversi, non solo tra individui con reazioni diverse, ma anche a seconda delle diverse fasi dello sviluppo umano:

  • Nei bambini:L’uso passivo senza la supervisione dei genitori è legato a un minore sviluppo del linguaggio, mentre l’uso interattivo può stimolare la crescita cognitiva.
  • Negli adolescenti:Il rischio per la salute mentale è più legato alla qualità emotiva e sociale delle interazioni online (come il cyberbullismo o il confronto sociale) che alla durata totale del tempo trascorso davanti allo schermo.
  • Negli adulti (di mezza età e anziani):L’uso attivo è generalmente associato a migliori prestazioni cognitive (comprese la memoria e le funzioni esecutive), mentre l’uso passivo è stato collegato a un elevato rischio di declino cognitivo.

I ricercatori suggeriscono che il lavoro futuro dovrebbe concentrarsi su come e perché le persone utilizzano la tecnologia, piuttosto che limitarsi a misurare il tempo di utilizzo. Concludono con un invito all’azione, indicando che i legislatori potrebbero prendere in considerazione la regolamentazione di tattiche particolarmente dannose come lo scorrimento infinito. Tali politiche, dicono, potrebbero trasformare in modo significativo il modo in cui interagiamo con i nostri telefoni.

To Top