Giochi vs libri: come i giovani possono conciliare divertimento e studio

PC Gamer garoto jogando

PC Gamer garoto jogando

Un recente studio, pubblicato il 10 luglio 2026, sfida la percezione comune secondo cui il tempo trascorso giocando ai videogiochi è il principale fattore responsabile dei deficit cognitivi negli adolescenti. La ricerca, condotta dall’Università privata di scienze della salute Karl Landsteiner di Krems, in Austria, ha analizzato 3.854 giovani e ha concluso che il comportamento compulsivo legato ai giochi, e non le ore trascorse da soli, è ciò che realmente influisce sullo sviluppo cognitivo.

Analisi del tempo trascorso davanti allo schermo rispetto al comportamento compulsivo nei giovani

L’indagine ha coinvolto adolescenti di età compresa tra i 12 ei 16 anni, cercando di separare gli effetti del volume di ore trascorse davanti ai giochi elettronici dalle conseguenze di una perdita di controllo sul comportamento. I ricercatori hanno notato una chiara distinzione tra l’uso moderato dello schermo e la presenza di abitudini compulsive, che sono definite dall’incapacità del bambino di controllare la propria voglia di giocare, da un intenso desiderio di giocare o dal continuare a giocare nonostante le conseguenze negative, incluso il rendimento scolastico. Queste caratteristiche sono cruciali per identificare un possibile disturbo del gioco online.

Compromissioni cognitive associate alla perdita di controllo nei giochi

Gli adolescenti che mostravano segni di dipendenza dal gioco hanno mostrato risultati significativamente peggiori in diversi test cognitivi somministrati dai ricercatori. Le difficoltà osservate erano più evidenti in aree quali il ragionamento logico e la memoria a lungo termine. Inoltre, i partecipanti a questo gruppo hanno mostrato carenze nelle abilità visuospaziali e verbali e hanno commesso un numero maggiore di errori in compiti che richiedevano un rapido processo decisionale sotto pressione. Questo scenario rafforza l’idea che la compulsione ha un impatto negativo diretto sulle funzioni cerebrali essenziali.

Effetti positivi e negativi di diversi tipi di giochi

La ricerca ha indagato anche come il genere dei videogiochi possa influenzare gli adolescenti. I giochi di ruolo e di strategia, noti per i loro complessi sistemi di costruzione e pianificazione, sono stati associati a un miglioramento delle abilità logiche e verbali dei giocatori. D’altra parte, i giochi sparatutto in prima persona (FPS), con il loro ritmo veloce, hanno dimostrato il legame più forte con la gravità di possibili disturbi legati al gioco. Questa differenziazione suggerisce che non è solo la quantità ma anche la natura dell’esperienza che conta.

Metodologia innovativa per differenziare l’impatto dei giochi

Il gruppo di ricerca, guidato dal dottor David Willinger, ha utilizzato test psicologici e motori convalidati e modelli di equazioni strutturali per condurre lo studio. Questo approccio sofisticato ha permesso agli scienziati di isolare gli effetti attribuibili alle ore di gioco da quelli direttamente correlati al comportamento compulsivo. Di conseguenza, i dati hanno evitato l’equivalenza automatica tra tempo trascorso davanti allo schermo e disordine, offrendo una comprensione più precisa e differenziata dell’argomento.

Rivalutare le abitudini di gioco online

I risultati dello studio incoraggiano una nuova prospettiva nella valutazione delle abitudini individuali di gioco elettronico. Piuttosto che condannare semplicemente le sessioni prolungate come intrinsecamente rischiose, i risultati suggeriscono che è fondamentale analizzare il controllo che il giocatore ha sulla propria attività, le motivazioni alla base del gioco e le conseguenze concrete del proprio comportamento. Un’attività mirata e pianificata, ad esempio, presenta caratteristiche distinte di un comportamento che persiste, anche a fronte di effetti negativi riconoscibili. Ciò implica che genitori ed educatori debbano concentrarsi sulla qualità e sullo scopo del coinvolgimento con i giochi, e non solo sull’orologio.

Vedi Anche