Google starebbe lavorando allo sviluppo di un dispositivo simile al noto AirTag di Apple, nome in codice “Grogu” o “Nest Locator”. Si prevede che il nuovo dispositivo utilizzerà le tecnologie a banda ultra larga (UWB) e Bluetooth a basso consumo energetico (BLE) per la sua funzionalità. Queste informazioni sono emerse dopo che uno sviluppatore, Mishaal Rahman, ha trovato riferimenti al dispositivo nella console per sviluppatori Fast Pair di Google.
Il dispositivo, che probabilmente si chiamerà Pixel Tag, è progettato per offrire funzionalità come la localizzazione precisa di dispositivi e oggetti. Dovrebbe anche essere integrato nella rete esistente Trova il mio dispositivo per Android, funzionando in modo simile alla rete di Apple, che utilizza i suoi numerosi dispositivi per individuare gli AirTag.
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La tecnologia UWB è un elemento chiave di differenziazione, poiché consente un rilevamento della posizione significativamente più accurato rispetto al solo Bluetooth. Con esso, gli utenti saranno in grado di individuare gli elementi con elevata precisione, raggiungendo una precisione di pochi centimetri, migliorando notevolmente l’esperienza di ricerca. Questa è la stessa tecnologia che Apple utilizza per la funzione “Ricerca precisa” sui suoi AirTag, garantendo che gli oggetti vicini vengano localizzati rapidamente.
Ulteriori informazioni indicano che il nuovo tracker sarebbe dotato di un altoparlante integrato, in grado di emettere suoni per facilitare la localizzazione degli oggetti smarriti nelle vicinanze. Il dispositivo trarrebbe vantaggio anche dal sistema Fast Pair di Google per una configurazione rapida e semplificata, e presenterebbe un design modulare, suggerendo la possibilità di diversi accessori o personalizzazioni.
L’ingresso di Google in questo segmento di mercato posiziona l’azienda in diretta concorrenza con Apple e Samsung, che dispongono già rispettivamente dei loro SmartTag e AirTag. Entrambe le società hanno già creato robusti ecosistemi per i loro tracker. La mossa di Google riflette l’impegno ad espandere la propria offerta hardware e rafforzare l’integrazione del proprio ecosistema, cercando una quota di un mercato in crescita e offrendo più opzioni agli utenti Android.

