Oblivion Remastered per Switch 2: il gioco divide le opinioni tra grafica migliorata e problemi di prestazioni

The Elder Scrolls IV - Oblivion Remastered

The Elder Scrolls IV - Oblivion Remastered - Reprodução

Dopo essere stato pubblicato per PC, PlayStation e Xbox un anno fa, The Elder Scrolls 4: Oblivion Remastered è ora disponibile nella sua interezza su Nintendo Switch 2. Prima del suo arrivo, c’erano grandi dubbi sulle prestazioni grafiche e sul gameplay, poiché altre piattaforme soffrono ancora di glitch, crash e problemi di prestazioni. Ciò ha sollevato la domanda: come potrebbe una console con meno capacità essere in grado di eseguire il gioco in modo più stabile? Nonostante i miglioramenti visivi presenti nella versione Switch 2, le prestazioni rimangono una preoccupazione, aggravata dalla elaborazione più limitata del dispositivo Nintendo.

Bethesda ha mostrato ulteriore attenzione con Oblivion Remastered, apportando ottimizzazioni specifiche a Switch 2. La società ha recentemente dichiarato che intende applicare questi stessi miglioramenti ad altre versioni del gioco, suscitando la speranza che le piattaforme attuali ricevano prestazioni superiori. Tuttavia, la domanda principale rimane: può un titolo rimasterizzato con una storia di problemi funzionare davvero perfettamente su una console meno potente?

La versione Switch 2 di Oblivion richiede 58 GB di spazio, una dimensione molto più ridotta rispetto alle edizioni PlayStation e Xbox. Un punto a favore unico è il supporto per il mouse, che può essere utilizzato con i Joy-Contro rimovibili, facilitando il puntamento dell’arco e la navigazione nei menu. Il gioco sfrutta anche la tecnologia DLSS di Nvidia, che risulta essere un’applicazione più sofisticata rispetto alla TSR presente su altre console.

Qualità visiva su Switch 2

Nonostante le impostazioni grafiche siano più basilari, Oblivion Remastered su Switch 2 presenta una qualità visiva sorprendente. La tecnologia DLSS può ridurre al minimo l’impatto di una risoluzione inferiore, garantendo un’esperienza visiva piacevole.

Quando è collegato al dock, lo Switch 2 punta alla risoluzione 1080p, ottenuta attraverso la ricostruzione da 960x540p nativi. Al contrario, in modalità portatile, le regolazioni visive per ombre e texture sono le stesse, ma la risoluzione DLSS finale è ridotta a 900p, ricostruita da 800x450p. Questa differenza si traduce in una minore chiarezza rispetto all’esperienza televisiva.

La qualità dell’immagine su Switch 2 risalta in scenari come dungeon e città, dove gli elementi sono più vicini, a volte superando la nitidezza vista su Xbox Series S. Tuttavia, DLSS trova i suoi limiti nei vasti ambienti open-world. I dettagli più fini degli alberi, ad esempio, mostrano sfarfallio, rami ondeggianti e rumore sulle superfici riflettenti a causa dell’input a 540p, oltre a evidenti artefatti di occlusione e aliasing nella Città Imperiale, che richiedono il massimo dalla tecnologia.

In termini visivi, diverse impostazioni di gioco su Switch 2 sono inferiori a quelle su Xbox Series S. La vegetazione è meno fitta e alcuni alberi sono stati rimossi dalla scena. Le distanze di rendering utilizzano un livello di dettaglio (LOD) più aggressivo, limitando la visualizzazione di castelli e ombre a lunghe distanze. Sebbene gli elementi appaiano correttamente man mano che il giocatore si avvicina, la differenza nelle scene più distanti è notevole rispetto alle console più potenti.

Prestazioni: i crash persistono

Le prestazioni del gioco rimangono insoddisfacenti, segnate dagli stessi gravi crash che hanno ostacolato le versioni rilasciate per altre console. Interruzioni che portano a zero fotogrammi al secondo sono inaccettabili in un gioco attualmente sul mercato.

Tuttavia, la qualità delle texture per elementi come segni e muratura è generalmente paragonabile a quella di Xbox Series S, anche se ci sono impostazioni più elevate disponibili su PS5 e Series X. È interessante notare che alcuni materiali come le tracce di fango sono stati sostituiti con altri su Switch 2, rendendoli difficili da identificare. Il punto di maggiore impatto è nelle ombre degli alberi, che vanno da una rappresentazione dettagliata delle foglie a macchie d’ombra più basilari.

D’altro canto, le riflessioni Lumen e l’illuminazione globale (GI) si distinguono per la loro eccellenza. SSR funge da alternativa a risoluzioni inferiori, come 540p, ma la configurazione ibrida offre risultati superiori. La luce indiretta viene simulata nei sotterranei e nelle città, raggiungendo un livello paragonabile alla Serie S nella maggior parte delle situazioni, anche se con una precisione di dispersione leggermente inferiore rispetto alla Serie X. Per ridurre l’elaborazione della CPU, sono state applicate animazioni semplificate; Gli NPC distanti si muovono a 15 fotogrammi al secondo, il che può interrompere l’immersione in ambienti aperti.

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Bethesda ha promesso di rilasciare aggiornamenti per le altre versioni di Oblivion Remastered, che si rivelano essenziali in seguito ai risultati di questo nuovo test.

Lo Switch 2 punta a una velocità di 30 fotogrammi al secondo, invece di 60 fps. Tuttavia, soffre degli stessi problemi di sincronizzazione dei fotogrammi riscontrati su altre console, risultando in una fotocamera instabile poiché i tempi di rendering oscillano tra 16 ms e 50 ms. Persistono anche le interruzioni del movimento, con blocchi che durano fino a 230 ms quando si attraversa il terreno o si affrontano più nemici. Sebbene gli arresti anomali completi della durata di diversi secondi siano poco frequenti, costituiscono un difetto grave e quasi imperdonabile in un titolo contemporaneo.

Per quanto riguarda il problema del “degrado delle prestazioni” notato su PS5 e Xbox, dove le prestazioni peggiorano progressivamente, Switch 2 mostra un comportamento più favorevole. Non è stato osservato alcun calo significativo delle prestazioni dopo un’ora di gioco, anche se ciò potrebbe essere attribuito al limite di 30 fps, che potrebbe mascherare i problemi che potrebbero sorgere con i 60 fps sbloccati. È stato identificato un bug della fotocamera quando si cambiavano i salvataggi ed è stato identificato un arresto anomalo riproducibile, ma la stabilità complessiva era superiore rispetto ad altre piattaforme.

Il paradosso tecnico della rimasterizzazione

L’architettura di rendering ibrido rimane impressionante poiché gestisce la logica originale di Oblivion all’interno di Unreal Engine 5. Questo approccio mantiene l’autenticità dei sistemi, dei glitch e dei modelli di comportamento degli NPC del gioco originale del 2006. Sebbene gli elementi visivi dell’UE5 come i modelli migliorati e l’illuminazione globale Lumen funzionino bene, limitazioni tecniche come framerate incoerente e balbuzie compromettono l’esperienza. Dopo un anno, è ancora difficile vedere questa versione come l’omaggio definitivo a un classico amato, ma rappresenta un’impresa tecnica notevole per una console portatile.