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Hollywood piange Bob Mackie scomparso a 87 anni in California

Bob Mackie - Instagram
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Il costumista Bob Mackie è morto all’età di 87 anni nella città di Palm Springs, in California, a causa di complicazioni derivate da una polmonite. Il decesso è avvenuto nella mattinata all’interno dell’ospedale locale, concludendo un percorso professionale lungo più di 50 anni.

La portavoce Jenelle Hamilton ha confermato la scomparsa del creatore ai media internazionali durante le prime ore del giorno. Una nota diffusa sui canali digitali dell’artista ha ricordato la dedizione totale mantenuta verso l’arte applicata fino all’ultimo periodo di vita. Il comunicato ha spiegato che il designer ha vissuto pienamente realizzando il sogno di creare abiti straordinari destinati a durare nel tempo.

Mackie amava il glamour hollywoodiano. Il creativo ha trasformato radicalmente il linguaggio visivo dello spettacolo americano.

Il musicista Sir Elton John ha diffuso un messaggio personale per ricordare i decenni di lavoro condivisi durante le tournée musicali. Il cantante britannico ha dichiarato che indossare gli abiti di Bob regalava sempre una sensazione speciale. L’artista ha sottolineato che i capi rappresentavano autentiche opere d’arte per il teatro e per il cinema. I due collaboratori condividevano un forte senso dell’umorismo nei camerini.

Decesso avvenuto in ospedale e lo stile con paillettes

L’ambiente dello spettacolo ha attribuito a Mackie la celebre definizione di sultano delle paillettes per i modelli luccicanti realizzati per Diana Ross, Tina Turner e Liza Minnelli. L’impiego sistematico di perline e trasparenze ha rinnovato i codici estetici delle passerelle americane.

La cantante Cher ha costruito un’intesa duratura con le collezioni firmate dal sarto californiano durante concerti ed eventi pubblici. Barbra Streisand ha sfoggiato capi commissionati al suo laboratorio durante importanti trasmissioni televisive nazionali. Carol Burnett ha utilizzato i suoi abiti negli sketch comici seguiti da milioni di spettatori statunitensi.

La carriera del costumista ha ottenuto premi prestigiosi nell’industria dell’intrattenimento. Le sue collezioni hanno stabilito parametri estetici inediti per le nuove generazioni di interpreti.

Il portale ufficiale del marchio ha ribadito l’identità del linguaggio creativo promosso nel corso dei decenni di lavoro. La nota editoriale ha specificato che l’accostamento di tinte vivaci, tessuti preziosi e finiture complesse continua a emanare un’eleganza senza tempo. Tale impronta ha ispirato numerose personalità della recitazione sui tappeti rossi internazionali.

Prime illustrazioni a Los Angeles prima del successo

Nato nel sobborgo di Monterey Park, l’artista frequentò il Pasadena City College e il California Institute of the Arts prima di abbandonare gli studi nel 1961 per disegnare nel 1962 l’abito aderente indossato da Marilyn Monroe per John F. Kennedy. Il bozzetto iniziale ha segnato l’ingresso del giovane talento nel settore cinematografico.

Il costumista Ray Aghayan assunse Mackie nel 1962 all’interno del team addetto al guardaroba della trasmissione The Judy Garland Show. L’intesa lavorativa si trasformò rapidamente in una solida unione affettiva e artistica durata decenni a Los Angeles. I due professionisti vinsero insieme il primo premio Emmy dedicato ai costumi nel 1967. Aghayan è deceduto all’età di 83 anni nel 2011 per insufficienza renale.

La sfera privata del designer ha affrontato momenti di profondo dolore familiare. Le difficoltà personali hanno segnato la vita del creatore negli anni novanta.

Mackie sposò Marianne Nicholson, nota con il nome d’arte di Lulu Porter, prima di separarsi all’inizio degli anni sessanta. Il figlio Robert Gordon Mackie Jr. lavorava come truccatore teatrale e televisivo per importanti produzioni drammatiche. L’uomo morì nel 1993 a causa di complicanze legate all’infezione da virus dell’aids.

Collaborazione decennale con la televisione statunitense

La collaborazione intrapresa nel 1966 con Mitzi Gaynor attirò l’attenzione della comica televisiva Carol Burnett. I dirigenti della rete televisiva affidarono a Mackie la gestione completa degli abiti di The Carol Burnett Show per 11 edizioni consecutive.

La responsabile del National Comedy Center, Journey Gunderson, ha diffuso una nota per evidenziare il valore dei costumi nelle produzioni comiche. Il testo ha spiegato che il disegnatore comprese la capacità del vestito di definire la personalità dei protagonisti televisivi. L’intervento di Mackie nei progetti con Lucille Ball, Bette Midler e Joan Rivers ha consolidato passaggi storici della commedia. Il guardaroba scenico amplificava le risate del pubblico presente negli studi di registrazione.

La linea Barbie accolse la firma dello stilista negli anni ottanta. L’operazione commerciale aprì nuovi canali di vendita per il marchio.

Il disegnatore ampliò le attività commerciali nel 1982 proponendo collezioni di prêt-à-porter e una serie speciale di bambole Barbie da collezione. I modellini arrivarono sul mercato con ampi abiti da sera, copricapi imponenti, lunghi strascichi e ricami di perline. L’iniziativa attirò collezionisti adulti e garantì una presenza costante nei grandi magazzini americani.

Origine dell’abito infuocato per i palcoscenici musicali

Il cosiddetto abito in fiamme rappresenta uno dei progetti più iconici del repertorio dello stilista, indossato da celebrità come Tina Turner e Cher. La cantante Beyoncé ha successivamente proposto una versione aggiornata di tale modello durante una recente serie di concerti.

La prima versione del vestito apparve nel programma televisivo The Fred Astaire Show nel 1968, realizzata con dischi dorati cuciti su una maglia aderente. Cher e Tina Turner indossarono variazioni con paillettes più minute durante lo spettacolo The Sonny & Cher Show per consentire movimenti di danza agevoli. Il taglio del capo ricordava una tuta aderente caratterizzata da inserti trasparenti e dettagli grafici simili a lingue di fuoco. Lo stilista amava ripetere che le donne vestite da lui non temevano affatto di farsi notare.

Cher catalizzò l’attenzione generale durante la notte degli Oscar del 1986. L’apparizione suscitò reazioni immediate nella stampa di settore.

Dopo l’esclusione dell’attrice dalle candidature per il film Mask, il costumista realizzò per la cerimonia del 1986 un imponente copricapo di piume scure abbinato a un completo ricamato con addome scoperto. La cantante salì sul palco ironizzando sulle raccomandazioni dell’Academy riguardanti il modo formale di vestire delle attrici drammatiche. L’episodio rafforzò la complicità professionale tra i due protagonisti.

Riconoscimenti televisivi e statuette vinte agli Emmy

La critica televisiva premiò nuovamente Mackie nel 1999 con un Emmy per lo speciale intitolato Cher: Live in Concert from Las Vegas. L’intesa con la cantante portò a un ulteriore trionfo nel 2003 grazie all’allestimento di Cher: The Farewell Tour.

Durante oltre cinquant’anni di attività, Bob Mackie ha conquistato 9 statuette ai Television Emmy Awards. I giurati dell’ente televisivo hanno inserito i suoi progetti tra i candidati in 30 occasioni ufficiali. L’Academy cinematografica ha nominato il costumista per 3 volte nella corsa agli Oscar per i costumi dei film. I capi più celebri rimangono esposti in musei americani dedicati allo spettacolo.

La commissione degli Emmy ha registrato 30 candidature complessive per le sue opere. I progetti televisivi hanno scandito cinque decenni di lavoro.

Il costumista realizzò abiti da sera per Lucille Ball in occasione di importanti spettacoli natalizi trasmessi dalle emittenti statunitensi. Joan Rivers richiese vestiti personalizzati per le registrazioni effettuate nei teatri di New York e Los Angeles.

Bette Midler commissionò a Mackie diversi costumi per concerti tenuti nelle principali sale musicali nordamericane verso la fine del Novecento. I capi rispondevano alle esigenze sceniche degli spettacoli dal vivo.

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