Il fenomeno El Niño durerà fino al 2027 con forza estrema

El Niño

El Niño - mesh cube/Istock.com

La NOAA ha confermato il 15 settembre 2026 che il fenomeno El Niño presenta una probabilità superiore al 90% di raggiungere una classificazione di intensità eccezionale tra la primavera e le prime settimane dell’estate nell’Oceano Pacifico. I dati ufficiali di monitoraggio indicano che questo schema climatico manterrà la sua attività fino al primo semestre del 2027.

Le rilevazioni termiche superficiali condotte lungo la fascia equatoriale mostrano valori critici nei settori adiacenti al Sud America, dove i termometri marini registrano livelli compresi tra 2,8 ºC e 3,7 ºC. I venti tropicali mutarono. Gli scienziati dell’agenzia governativa statunitense hanno accertato la piena interazione tra le masse oceaniche e la circolazione dell’atmosfera proprio analizzando le deviazioni nelle correnti aeree insieme ai movimenti della convezione equatoriale rilevati attraverso la strumentazione satellitare.

Riscaldamento anomalo delle acque nel Pacifico equatoriale

L’indicatore RONI, utilizzato per determinare lo stato termico relativo del mare, ha toccato quota 1,4 ºC nel trimestre compreso tra giugno e agosto del 2026.

I parametri oceanici mantengono una traiettoria di ascesa costante verso soglie mai documentate prima d’ora nell’area monitorata. I tecnici della NOAA prevedono un’ulteriore accelerazione termica prima della conclusione del ciclo stagionale in corso nel Pacifico equatoriale.

Probabilità del settantacinque per cento di superare i primati

I modelli numerici indicano una probabilità del 75% che l’attuale episodio superi l’intensità di ogni evento registrato dal 1950 durante il trimestre tra ottobre e dicembre del 2026. Tra il 2015 e il 2016, nel corso di uno dei periodi più estremi della storia recente, le acque superarono i 2 ºC per diversi trimestri consecutivi. Il culmine di quel ciclo precedente toccò un valore di 2,3 ºC nello stesso indice di misurazione marina.

I prossimi rapporti operativi definiranno se i valori raggiungeranno il record storico assoluto nei registri ufficiali del clima globale.

Transizione verso condizioni neutre prevista nel secondo trimestre

Le stime meteorologiche attestano che l’influenza di El Niño resterà dominante almeno fino al trimestre che unisce i mesi di marzo e maggio del 2027. Il ritorno verso una fase neutra possiede una probabilità quantificata al 55% solo a partire dal trimestre tra aprile e giugno del 2027.

  • Persistenza dell’anomalia climatica durante la primavera e l’estate nell’emisfero australe.
  • Estensione degli effetti meteorologici fino a parte dell’autunno del 2027.
  • Raggiungimento della soglia termica massima tra ottobre e dicembre del 2026.

Questa configurazione prolungata condizionerà il clima dell’intero emisfero australe per tre stagioni consecutive. La persistenza delle anomalie nelle acque oceaniche altera in modo diretto la distribuzione delle precipitazioni sui continenti vicini. I meteorologi mantengono alta l’attenzione sull’evoluzione dei venti e dei bacini meridionali fino alla prima metà del 2027.

Piogge intense e siccità divideranno il territorio del Brasile

La ripartizione dei fenomeni atmosferici legati all’evento non produrrà impatti omogenei nelle diverse aree geografiche del Brasile.

La Regione Sud registrerà precipitazioni nettamente superiori alle medie stagionali a causa della spinta delle correnti calde meridionali. I settori della Regione Nord affronteranno al contrario un deficit idrico prolungato accompagnato da temperature particolarmente elevate.