La cometa interstellare 3I/ATLAS rivela una composizione ricca di CO2 e incuriosisce gli astronomi globali nel 2025

Gli astronomi dell’Unione Astronomica Internazionale hanno confermato il 2 luglio 2025 l’origine interstellare della cometa 3I/ATLAS, inizialmente rilevata dal sistema ATLAS in Cile. L’oggetto, con una traiettoria iperbolica, rappresenta il terzo visitatore esterno al Sistema Solare, dopo 1I/ʻOumuamua nel 2017 e 2I/Borisov nel 2019. Questa rarità guida osservazioni coordinate dalle agenzie spaziali.
La scoperta è avvenuta il 1 luglio, quando il telescopio ha registrato il corpo di 20-30 chilometri di diametro tra le costellazioni del Serpente e del Sagittario. La sua attività, confermata da immagini sfocate, ha attirato immediatamente l’attenzione della comunità scientifica per analizzare i materiali formati in un altro sistema stellare.
La cometa passa al perielio nell’ottobre 2025, avvicinandosi al Sole a 1,37 UA, rilasciando gas e polvere per uno studio dettagliato.
- La traiettoria iperbolica indica il non ritorno al Sistema Solare.
- Nucleo stimato tra 320 metri e 5,6 km dalle osservazioni di Hubble.
- Velocità attuale di 1,5 pollici al minuto, con accelerazione osservata.
🚨 3I/ATLAS reportedly captured by R. Naves Observatory in Begur, Spain — November 5, 2025.
— Astronomy Vibes (@AstronomyVibes) November 5, 2025
If this image is real… what are we really looking at?
Are we doomed? #3IATLAS pic.twitter.com/Gy096UqjMh
Dettagli di rilevamento iniziale
Il sistema ATLAS finanziato dalla NASA ha identificato 3I/ATLAS come ppunto debole nelle osservazioni di giugno 2025, recuperato dagli archivi. Confermato il 2 luglio dal Nordic Optical Telescope, l’oggetto mostrava coma marginale e allungamento della coda, caratteristiche della cometa attiva.
Ricerche successive in Cile e Arizona ne hanno convalidato la natura interstellare, con studi accademici che prevedevano interazioni con le missioni spaziali.
La mobilitazione ha incluso telescopi terrestri e spaziali per mapparne l’evoluzione.
Composizione chimica rivelata da James Webb
Il telescopio spaziale James Webb ha osservato la cometa nell’agosto 2025, rilevando una chioma dominata da anidride carbonica (CO₂) in un rapporto 8:1 rispetto all’acqua (H₂O). Questa composizione supera gli standard delle comete locali, suggerendo la formazione nelle regioni fredde di un altro sistema.
Sono stati registrati livelli elevati di monossido di carbonio (CO), cianuro e vapori di nichel, con acqua ghiacciata in quantità minori. Gli esperti analizzano se le radiazioni cosmiche hanno alterato questi elementi durante il viaggio.
La crosta irradiata dal nucleo, stimata a 15-20 metri, converte la CO in CO₂ alla luce del sole, spiegando la dominanza osservata.
Questi rilevamenti avvengono a 277 milioni di miglia dalla Terra, con i dati elaborati per confrontare le firme isotopiche.
Osservazioni dalle sonde su Marte
L’Agenzia spaziale europea ha registrato 3I/ATLAS tra l’1 e il 7 ottobre 2025, utilizzando ExoMars TGO e Mars Express a 19 milioni di miglia di distanza. Immagini impilateha rivelato tracce stellari, confermando un’attività stabile senza focolai fino a settembre.
Swift UVOT della NASA ha rilevato l’idrossile (OH) in luglio e agosto, tracciando il vapore acqueo nella coma. SPHEREx osservato dal 7 al 15 agosto, identificando il solfuro di carbonile tra i gas rilasciati.
Questi passaggi ravvicinati a Marte forniscono dati sulle interazioni atmosferiche.
- ExoMars TGO: focus sui gas in tracce.
- Mars Express: analisi di polveri e ioni.
- Swift UVOT: spettri da ultravioletti a volatili.
Campagna di monitoraggio globale
Hubble ha catturato un’immagine il 21 luglio 2025, mostrando un bozzolo di polvere a forma di goccia attorno al nucleo, con stelle solcate dalla traiettoria iperbolica. TESS e le sonde marziane fanno parte della rete, coordinata dalla NASA e dall’ESA.
Studi in corso stanno esaminando la coda ionica, con Clipper che dovrebbe attraversare l’Europa tra il 30 ottobre e il 6 novembre, anche se senza conferma ufficiale delle manovre.
La cometa raggiunge la massima vicinanza alla Terra il 19 dicembre, a 268 milioni di chilometri, consentendo osservazioni terrestri limitate dalla luminosità solare.
Traiettoria attuale e visibilità
3I/ATLAS viaggia da antiche regioni della Via Lattea, risalenti a 10 miliardi di anni fa, superando velocemente le comete locali. Nelle immagini appare la sua forma allungata, quasi simmetricaalta risoluzione, possibilmente rimodellata dalle radiazioni.
Visibile alla magnitudine 11,7 il 5 novembre, con una chioma luminosa e una debole coda opposta al Sole, l’oggetto rimane distante dalla Terra a 2,23 UA.
Gli astronomi utilizzano il passaggio per addestrare il rilevamento delle minacce, migliorando gli avvisi di impatto.
La prossimità post-perielio a metà novembre rivelerà la fase post-solare, sfuggendo al bagliore stellare.
Progressi negli studi interstellari
La terza cometa extrasolare offre indizi sulla diversità planetaria, con anomalie chimiche che mettono in discussione i modelli di ebollizione cometaria. Le osservazioni a infrarossi di JWST evidenziano il suo potenziale per mappare origini stellari lontane, integrando dati provenienti da più missioni per un profilo completo.
Questa analisi in corso, senza che fino ad oggi siano rilevati nuovi elementi, rafforza la comprensione dei processi di formazione oltre il Sistema Solare, con particolare attenzione alle sostanze volatili e alla polvere per confronti futuri.

