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Due sonde gemelle della NASA partiranno per Marte con un volo Blue Origin questo mercoledì

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Marte - Methiran RG/shutterstock.com Marte - Methiran RG/shutterstock.com

Due satelliti identici della NASA, chiamati Blue e Gold, sono pronti a decollare verso Marte in una missione pionieristica. Il lancio avrà luogo a bordo del razzo New Glenn di Blue Origin mercoledì 12 novembre 2025, alle 14:50 (ora di Brasilia), dalla stazione spaziale della Cape Canaveral, in Florida. L’iniziativa, denominata EscaPADE, mira a indagare l’interazione tra il vento solare e il campo magnetico marziano, spiegando la graduale perdita dell’atmosfera del pianeta miliardi di anni fa.

La missione fa parte del programma SIMPLEx della NASA, incentrato sull’esplorazione economica planetaria. Costando meno di 100 milioni di dollari, le sonde promettono dati preziosi sull’ambiente spaziale di Marte. Forniranno la prima vista stereoscopica 3D della magnetosfera e della ionosfera marziana.

  • I veicoli spaziali pesano 535 kg ciascuno, per un totale di 1.070 kg di carico utile.
  • Dotato di strumenti come EMAP, del Goddard Space Flight Center, per misurare le particelle energetiche.
  • EESA, sviluppato dalla UC Berkeley, analizzerà gli elettroni e gli ioni nell’alta atmosfera.
  • L’ELP, presso la Embry-Riddle Aeronautical University, rileverà plasma e accelerazioni.

La traiettoria alternativa evita l’attesa dell’allineamento planetario

EscaPADE adotta un percorso di “lancio e passaggio del mouse” senza precedenti, deviando dalla tradizionale finestra di trasferimento di Hohmann, che si verifica ogni 26 mesi. Dopo il lancio, le sonde si dirigeranno verso il punto di Lagrange L2, a 1,5 milioni di chilometri dalla Terra, dove orbiteranno per circae un anno su una traiettoria a forma di fagiolo.

Questa strategia consente decolli flessibili, indipendentemente dall’allineamento della Terra e di Marte. Le navi torneranno brevemente nelle vicinanze della Terra nel novembre 2026, approfittando della finestra successiva per iniziare il viaggio di sette mesi verso la loro destinazione.

Il punto L2 bilancia le forze gravitazionali del Sole e della Terra, riducendo il consumo di carburante. Inoltre, offre protezione contro le cinture di radiazione, preservando i componenti della sonda durante l’attesa.

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I costi ridotti determinano un modello di missione conveniente

Il budget di EscaPADE è in contrasto con le missioni precedenti, come MAVEN, che sono costate 582 milioni di dollari. Guidata dall’Università della California a Berkeley, con il supporto di Rocket Lab e Advanced Space, l’operazione enfatizza le partnership commerciali per ridurre le spese.

Il contratto di lancio con Blue Origin è costato circa 20 milioni di dollari, tramite il programma VADR della NASA. Questo approccio tollera rischi maggiori ma accelera la scienza planetaria. New Glenn, al suo secondo volo, trasporta le sonde incapsulate in carenature di 7 metri di diametro.

Rischi inerenti all’innovazione orbitale

L’attesa prolungata nello spazio espone le sondeusura naturale, come radiazioni e variazioni termiche. Gli operatori monitorano i sistemi da remoto, ma i guasti dei componenti possono compromettere la missione.

Altre iniziative SIMPLEx hanno subito battute d’arresto, come Lunar Trailblazer, annullata a causa di errori di comunicazione, e LunaH-Map, interessata da ritardi nel lancio. Tuttavia, secondo gli esperti, il potenziale di successo giustifica l’investimento.

La durata totale di EscaPADE è stimata in 2,5 anni, con particolare attenzione alle previsioni delle tempeste solari per la futura esplorazione umana.

Innovazioni tecnologiche nelle sonde

I veicoli spaziali incorporano progressi nella miniaturizzazione e nell’efficienza energetica. Ciascuno trasporta tre strumenti principali per raccogliere dati in tempo reale sui flussi di particelle.

Il design consente il funzionamento in formazione, catturando le variazioni spaziali nella magnetosfera marziana. Gli ingegneri hanno testato le unità in simulazioni di vuoto e radiazioni prima dell’integrazione nel razzo.

Preparativi finali e sfide logistiche

Blue Origin completa i test al Launch Complex 36, inclusa la fornitura di propellente. Il primo stadio tenterà di atterrare sulla piattaforma Jacklyn nell’Atlantico per un futuro riutilizzo.

Un recente blocco del governo da parte del governo ha messo a rischio il programma, ma il coordinamento con la FAA ha assicurato la continuità. Il lancio è subordinato alle condizioni meteorologiche favorevoli, dopo essere stato rinviato il 9 novembre a causa del maltempo.

La missione arriva a marzote nel settembre 2027, orbitando per un anno per mappare le dinamiche atmosferiche. Questi dati supportano modelli di protezione per gli astronauti in missioni con equipaggio.

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