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Le tariffe di Trump aumentano i prezzi e sollevano dubbi sugli assegni da 2.000 dollari

Donald J Trump
Donald J Trump - Foto: Instagram Donald J Trump - Foto: Instagram

L’amministrazione di Donald Trump ha annunciato lo scorso fine settimana la possibilità di pagare dividendi di almeno 2.000 dollari a persona, ad eccezione dei redditi più alti, sulla base delle entrate generate dalle tariffe. La proposta, presentata in risposta alle critiche alla politica commerciale e alla vittoria democratica nelle elezioni di medio termine, è stata rapidamente respinta dal segretario al Tesoro Scott Bessent, che ha indicato che gli importi potrebbero arrivare in altre forme, come i tagli fiscali già approvati. Si prevede che le tariffe, che includono un aumento del 107% sulla pasta italiana, genereranno 299 miliardi di dollari nel 2026, secondo il Tax Policy Center, ma gli esperti sottolineano che l’impatto ricadrà sulle aziende e sui consumatori americani. La promessa di dividendi incontra scetticismo poiché le tariffe aumentano i prezzi e non coprono i costi annunciati.

La politica tariffaria, difesa da Trump come pagata dalle aziende straniere, è, in pratica, pagata dagli importatori americani. L’aumento dei prezzi dei prodotti importati, come alimentari e beni di consumo, mette sotto pressione le tasche dei cittadini. L’amministrazione cerca di bilanciare la narrazione, classificando le tariffe come norme della Corte Suprema, mentre Trump evidenzia le entrate generate.

  • Principali impatti delle tariffe:
    • Aumento del 107% del costo della pasta italiana importata.
    • Entrate previste pari a 2,5 trilioni di dollari tra il 2026 e il 2035.
    • Pressione sulle aziende americane che sostengono i costi.

Reddito di miliardi di dollari, ma niente assegni

Secondo le proiezioni del Tax Policy Center, le tariffe imposte dall’amministrazione Trump dovrebbero generare 299 miliardi di dollari nel 2026. Tuttavia, l’importo è ben lungi dal mantenere le promesse di dividendo di 2.000 dollari a persona.

Le entrate accumulate entro il 2035 potrebbero raggiungere i 2,5 trilioni di dollari, ma gran parte di esse saranno assorbite da altri impegni fiscali, come la riduzione del debito nazionale di 38,1 trilioni di dollari. L’idea di controlli diretti, simili ai controlli di stimolo durante la pandemia, richiederebbe l’approvazione del Congresso, cosa improbabile nello scenario attuale.

Impatto sul commercio di massa

La tariffa del 107% sulla pasta italiana, che include una tassa antidumping del 92% e del 15% sulle importazioni dall’Unione Europea, aumenta notevolmente il prezzo del prodotto negli Stati Uniti. La misura, giustificata come protezione commerciale, colpisce direttamente consumatori e rivenditori.

Le aziende americane, come le catene di supermercati, pianificano già di trasferire i costi ai clienti. Il settore alimentare importato si trova ad affrontare ulteriori sfide nel contesto del rallentamento economico.

Donald trump
Donald trump – Foto: Instagram

Contradizioni nella narrativa ufficiale

L’amministrazione Trump fatica a sostenere la tesi secondo cui i dazi vengono pagati da altri paesi. Alla Corte Suprema, il Procuratore GeneraleD. John Sauer ha classificato le tariffe come normative, minimizzandone l’impatto fiscale.

Giorni dopo, Trump ha evidenziato le entrate generate come fonte per i dividendi promessi. Questa contraddizione genera sfiducia tra gli analisti e anche tra gli alleati del presidente.

La possibilità di una recessione, avvertita dai consiglieri di Trump, aggiunge complessità allo scenario. L’aumento dei prezzi, combinato con il rallentamento della crescita e la riduzione delle assunzioni, potrebbe peggiorare l’insoddisfazione popolare.

Rischi economici in aumento

Le tariffe, anche se generano entrate significative, non risolvono gli attuali problemi economici degli Stati Uniti. L’aumento dei costi dei beni importati contribuisce all’inflazione, mentre la promessa di dividendi diretti sembra lontana.

L’esperienza del governo Biden, che ha iniettato risorse nell’economia e aumentato l’inflazione, funge da monito. Gli economisti sottolineano che ripetere questa strategia potrebbe peggiorare il debito pubblico ed esercitare una pressione ancora maggiore sul bilancio familiare.

Pressione sui consumatori

L’impatto dei dazi ricade direttamente sui consumatori americani. Prodotti come la pasta italiana, ora più costosi del 107%, riflettono il costo reale della politica commerciale di Trump.

Scenario politico ed economico

La promessa di dividendi è arrivata dopo la vittoria democratica nelle elezioni di medio termine, che hanno messo in luce il problema dell’accessibilità. Tuttavia, la mancanza di chiarezza sui pagamenti e l’aumento dei prezzi potrebbero farlominare la popolarità dell’amministrazione.

La Corte Suprema sta ancora valutando la legalità delle tariffe, ma anche se verranno mantenute, i numeri non supportano le promesse di Trump. La combinazione di inflazione, rallentamento economico e costi elevati mette in discussione la narrativa della prosperità difesa dal governo.

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