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Gli astronomi confermano per la prima volta la massa esatta e la distanza del pianeta errante nella Via Lattea

Terra
Terra - Triff/Shutterstock.com

Gli astronomi internazionali hanno annunciato la conferma di un pianeta canaglia a Via Láctea con misurazioni precise della sua massa e distanza. L’oggetto ha una massa equivalente a circa 70 volte quella di Terra, un valore vicino a quello di Saturno nel nostro Sistema Solar. Il rilevamento di Essa è avvenuto attraverso osservazioni simultanee effettuate nel maggio 2024.

La scoperta rappresenta un progresso significativo in astronomia, poiché consente di distinguere chiaramente il corpo come un pianeta e non come una nana bruna. Il pianeta si trova a circa 9.950 anni luce da Terra, verso il rigonfiamento centrale della galassia.

  • All’evento sono state assegnate le designazioni KMT-2024-BLG-0792 e OGLE-2024-BLG-0516.
  • Le osservazioni hanno coinvolto reti di telescopi terrestri e dati provenienti dal satellite Gaia Agência Espacial Europeia.
  • La pubblicazione è avvenuta sulla rivista Science il 1 gennaio 2026.

I ricercatori hanno combinato dati provenienti da più fonti per triangolare la posizione dell’oggetto nello spazio.

Caratteristiche del pianeta scoperto

Il pianeta errante ha una massa calcolata intorno a 0,22 volte la massa di Júpiter, che lo colloca nella gamma dei giganti gassosi come Saturno. La misurazione precisa di Essa deriva dall’analisi della distorsione temporale della luce proveniente da una stella sullo sfondo durante l’evento di microlente.

La distanza stimata di circa 9.950 anni luce colloca l’oggetto nel denso disco galattico, vicino al centro di Via Láctea. La posizione Essa rende il rilevamento ancora più impegnativo a causa dell’elevata concentrazione di stelle nella regione.

Gli scienziati evidenziano che la dimensione del pianeta è paragonabile a quella di Saturno, con un diametro stimato in valori simili a quelli noti per questo pianeta di Sistema Solar. L’assenza di una stella ospite implica che l’oggetto non riceve calore significativo, mantenendo temperature estremamente basse.

Metodo di rilevamento della microlente gravitazionale

La microlente gravitazionale si verifica quando la gravità di un oggetto in primo piano amplifica temporaneamente la luminosità di una stella distante allineata dietro di esso. Il fenomeno Esse consente di rilevare corpi che non emettono luce propria, come i pianeti erranti.

In questo caso specifico, il pianeta è passato davanti a una stella sullo sfondo, provocando una distorsione osservabile nella curva di luce. Le reti terrestri Telescópios di KMTNet e OGLE hanno registrato l’evento principale nel maggio 2024.

La combinazione con i dati del satellite Gaia ha fornito l’effetto di parallasse microlente, essenziale per separare massa e distanza. La rara configurazione Essa consentiva calcoli indipendenti dei due parametri.

L’evento durò alcuni giorni, con il picco di amplificazione registrato simultaneamente da diversi punti di osservazione.

Astrônomo, astronauta, Galáxia, Espaço
Astronomo, astronauta, Galáxia, Espaço – NikoNomad/ Shutterstock.com

Osservazioni simultanee da terra e dallo spazio

Le reti terrestri come Korea Microlensing Telescope Network (KMTNet) e Optical Gravitational Lensing Experiment (OGLE) monitorano continuamente il rigonfiamento galattico per eventi di microlensing. I sistemi Esses gestiscono telescopi su più continenti per una copertura continua.

Il satellite Gaia, sebbene progettato principalmente per l’astrometria, ha catturato dati fotometrici dallo stesso evento per coincidenza di allineamento. La separazione orbitale tra Terra e Gaia ha generato una differenza temporale di circa due ore nell’osservazione del picco.

Questa differenza temporale è servita come base per il calcolo della parallasse, rompendo la degenerazione massa-distanza comune nelle singole rilevazioni. Pesquisadores guidato da Subo Dong, da Universidade da Pequim, ha integrato tutti i set di dati disponibili.

La collaborazione ha coinvolto istituzioni da Coreia a Sul, Polônia, China e Agência Espacial Europeia.

Possibili origini di pianeti erranti

I pianeti erranti possono nascere da interazioni dinamiche in sistemi planetari giovani, dove la gravità di altri corpi o stelle vicine espelle i mondi nello spazio interstellare. Il meccanismo Esse spiega la maggior parte dei casi di massa ridotta rilevati.

Un’altra possibilità prevede la formazione diretta in nubi di gas isolate, simile al processo stellare ma con massa insufficiente per la fusione nucleare. Objetos quelli più massicci tendono a seguire questo percorso.

I modelli simulati indicano che i sistemi multiplanetari instabili spesso perdono uno o più membri durante le prime fasi dell’evoluzione. Anche Passagens di stelle vicine in ammassi densi contribuiscono alle espulsioni.

Studi statistici suggeriscono che i pianeti di massa intermedia, come quello scoperto, abbiano probabilmente origine da dischi protoplanetari.

Abbondanza stimata in Via Láctea

Precedenti ricerche avevano identificato circa una dozzina di candidati pianeti canaglia tramite microlente, ma senza una precisa conferma della massa. La nuova rilevazione colma una lacuna conosciuta come deserto Einstein, dove gli oggetti di massa saturniana erano rari.

Stime teoriche indicano che i pianeti erranti potrebbero essere più numerosi delle stelle nella galassia. I modelli Alguns prevedono fino a miliardi di questi oggetti che vagano liberamente.

La distribuzione di massa osservata negli eventi di microlente suggerisce una popolazione dominante di massa terrestre nei mondi gioviani. L’attuale conferma rafforza questa visione per la fascia media.

Le osservazioni future dovrebbero affinare queste stime con campioni più ampi.

Progressi con i telescopi di prossima generazione

Nancy Grace Roman Space Telescope della NASA, il cui lancio è previsto per il 2027, eseguirà ampie scansioni a infrarossi per rilevare centinaia di eventi di microlente. La capacità maggiore di Sua consentirà di caratterizzare più pianeti erranti.

Anche il progetto cinese Earth 2.0, previsto per il 2028, darà priorità alla ricerca di mondi liberi tramite metodi simili. Gli strumenti Esses funzioneranno con maggiore sensibilità rispetto ai loro predecessori.

I telescopi terrestri di nuova generazione, come Giant Magellan Telescope, completeranno le osservazioni spaziali. Redes Il monitoraggio esteso aumenterà il tasso di rilevamento di eventi rari.

La combinazione della parallasse spaziale con i dati terrestri diventerà routine in queste missioni.

Dettagli tecnici dell’evento osservato

L’evento KMT-2024-BLG-0792 ha presentato una curva di luce caratteristica a lente singola con la massima amplificazione registrata in più filtri. La modellazione includeva effetti di parallasse terrestre e diurna per una maggiore precisione.

La massa calcolata esclude classificazioni alternative, come le nane brune, che richiederebbero valori più elevati. La distanza derivata colloca l’oggetto ben all’interno del disco galattico.

Dati spettroscopici complementari hanno contribuito a caratterizzare la stella sullo sfondo. L’allineamento quasi perpendicolare al movimento di Gaia ha massimizzato il segnale di parallasse.

Confronto con rilevazioni precedenti

I precedenti candidati pianeti erranti presentavano ambiguità dovute alla mancanza di parallasse misurabile. Muitos è rimasto nell’intervallo delle nane brune a causa dell’incertezza sulla massa.

L’attuale scoperta costituisce un precedente per conferme definitive. Ela dimostra la fattibilità dei metodi ibridi terra-spazio.

Altri eventi monitorati da reti simili attendono analisi simili. Il campione accumulato cresce gradualmente.

Il pianeta rilevato si distingue per riempire un intervallo di massa precedentemente sottorappresentato.

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