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Le sonde europee registrano dettagli senza precedenti del visitatore interstellare durante l’avvicinamento a Marte

Comet
Comet - Photo: Sergey Kuznetsov/istock

Agência Espacial Europeia ha confermato la cattura di dati dettagliati sul corpo celeste 3I/ATLAS, identificato come il terzo oggetto proveniente da un altro sistema stellare ad attraversare il nostro quartiere cosmico. Le osservazioni sono state effettuate da apparecchiature posizionate nell’orbita marziana, sfruttando il passaggio del visitatore a circa 30 milioni di chilometri dall’Planeta Vermelho. Il monitoraggio ha permesso agli scienziati di analizzare la struttura della nube di gas e polvere che circonda il nucleo, fornendo indizi sulla sua remota formazione.

Monitoraggio orbitale e traiettoria iperbolica

Lo strumento CaSSIS, operante a bordo della sonda ExoMars Trace Gas Orbiter, è stato responsabile della registrazione della chioma della cometa, superando le sfide tecniche imposte dalla bassa luminosità e dall’alta velocità del bersaglio. L’oggetto viaggia a circa 250.000 chilometri all’ora, un’accelerazione che risulta dalla minima influenza gravitazionale esercitata da Sol. Gli orbitali Cálculos hanno confermato una traiettoria iperbolica con un’eccentricità maggiore di 6, caratteristica che ne impedisce la cattura permanente da parte della gravità solare e ne convalida l’origine esterna.

Cometa 3I/ATLAS
La cometa 3I/ATLAS – Telescópio Espacial Hubble/NASA,

I dati complementari della missione Mars Express hanno contribuito a perfezionare le misurazioni spettrali durante il periodo di avvicinamento più vicino. L’operazione coordinata tra le sonde ha richiesto precise regolazioni orbitali per allineare le telecamere con la cometa, che è entrata nel sistema solare interno dalla direzione della costellazione Sagitário. Il perielio è stato raggiunto alla fine di ottobre 2025, quando l’oggetto è passato tra le orbite di Marte e Júpiter, a 210 milioni di chilometri da Sol.

Composizione chimica distinta ed evoluzione della luminosità

Le analisi spettroscopiche hanno rivelato una composizione chimica che differenzia 3I/ATLAS dalle comete formate localmente. Il nucleo ha un’elevata percentuale di anidride carbonica rispetto all’acqua, suggerendo che la sua formazione sia avvenuta in una regione estremamente fredda del suo sistema stellare originale, forse nella cosiddetta linea di ghiaccio della CO₂. Observações effettuato da Telescópio Espacial James Webb ha indicato un cambiamento nel colore della chioma, che si è evoluta dai toni rossastri a bluastri dopo aver attraversato il perielio.

  • Diametro del nucleo stimato tra 300 metri e 5,6 chilometri.
  • Velocità media di percorrenza nell’ordine di 60 chilometri al secondo.
  • La distanza minima registrata rispetto a Terra è stata di 270 milioni di chilometri.

L’attività gassosa dell’oggetto si è rivelata più intensa di quella osservata nei visitatori precedenti, come ‘Oumuamua. Sono stati rilevati Jatos complessi di gas e polvere guidati dal riscaldamento solare, alterando leggermente l’accelerazione prevista, sebbene senza comportare alcun rischio di deviazione o collisione.

Interazioni future e eredità scientifica

Il passaggio di 3I/ATLAS ha mobilitato una rete di monitoraggio globale che includeva telescopi terrestri e spaziali. La missione Juice, diretta a Júpiter, ha effettuato osservazioni durante il picco di attività post-perielio, misurando l’espulsione di materiali dal nucleo ghiacciato. I dati Esses sono essenziali per affinare i modelli teorici sulla sublimazione nelle comete interstellari e sulla distribuzione della materia tra i sistemi stellari.

Per l’anno 2026 l’attenzione è rivolta all’interazione gravitazionale della cometa con Júpiter, prevista per marzo, che sarà monitorata dalla sonda Juno. Embora la luminosità visiva dell’oggetto è diminuita man mano che si allontana nelle regioni esterne del sistema solare, le informazioni raccolte dalle missioni Europa Clipper e Hera continuano ad essere elaborate. Lo studio dettagliato di questo visitatore offre una rara opportunità di analizzare materiale esogeno senza la necessità di missioni di intercettazione profonde.

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