Un nuovo studio SETI indica che la meteorologia spaziale distorce i segnali alieni stretti
Instituto I ricercatori del SETI hanno pubblicato un lavoro che mette in discussione le tradizionali strategie di ricerca dell’intelligenza extraterrestre. Lo studio, pubblicato su The Astrophysical Journal, analizza come la meteorologia spaziale attorno alle stelle può alterare i segnali radio a banda ultra stretta prima ancora che lascino il loro sistema planetario natale.
Questa distorsione avviene a causa del plasma turbolento generato dai venti stellari e dalle espulsioni di massa coronale, fenomeni simili a quelli osservati in Sol. Gli autori utilizzano i dati di vecchie missioni per quantificare l’effetto e proporre aggiustamenti nelle ricerche future.
Il lavoro ha coinvolto l’astronomo Vishal Gajjar come autore principale, insieme a Grayce C. Brown.
La meteorologia spaziale influenza la propagazione delle onde radio
Il fenomeno individuato trasforma un segnale concentrato ad una precisa frequenza in un’emissione più ampia e indebolita.
Questo cambiamento avviene mentre il segnale attraversa l’ambiente turbolento vicino alla stella emittente.
Di conseguenza, le trasmissioni che risulteranno come picchi acuti possono essere distribuite su più frequenze, rendendole difficili da captare per gli attuali algoritmi SETI.
I dati provenienti dalle sonde interplanetarie convalidano il modello
Il team ha esaminato i segnali radio inviati da missioni come Mariner 4, Pioneer 6, Helios 1, Helios 2 e Viking, lanciate tra il 1964 e il 1976.
Questi dati hanno mostrato che l’allargamento spettrale avviene quando si attraversa il mezzo interplanetario di Sol, con maggiore intensità durante i periodi di tempeste solari.
Le osservazioni delle sonde Helios, che hanno operato vicino a Sol, hanno indicato che la distorsione aumenta quanto più il segnale si avvicina alla stella.
Sulla base di queste misurazioni dirette, i ricercatori hanno costruito simulazioni per altri sistemi stellari e diverse bande di frequenza.
Le nane rosse rappresentano una sfida più grande
Le stelle di tipo M, conosciute come nane rosse, costituiscono circa il 75% delle stelle in Via Láctea.
Queste stelle sono più piccole, più fredde e molto attive, il che crea ambienti in cui l’effetto di ampliamento del segnale tende ad essere più pronunciato.
Sebbene la probabilità che un’espulsione di massa coronale coincida esattamente con la trasmissione sia bassa, inferiore al 3%, quando si verifica l’allargamento può moltiplicarsi di oltre mille volte rispetto alle condizioni normali.
Frequenze più alte possono migliorare il rilevamento
Lo studio raccomanda di dare priorità alle frequenze radio più elevate, dove l’impatto del plasma stellare è meno significativo.
Inoltre, suggerisce di ampliare i criteri di rilevamento per includere segnali leggermente più ampi che in precedenza venivano scartati automaticamente.
Questo approccio consente alle ricerche di considerare ciò che effettivamente arriva a Terra dopo aver attraversato la meteorologia spaziale di altre stelle.
- I segnali da 100 megahertz possono essere ampliati fino a 100 hertz in condizioni tipiche.
- In oltre il 60% dei sistemi simulati, le frequenze più basse producono una distorsione ancora maggiore.
- Circa il 70% dei sistemi causa un leggero flare, mentre il 30% causa una distorsione più grave.
Le strategie di ricerca devono essere aggiornate
Gli algoritmi SETI tradizionali si concentrano su picchi di frequenza estremamente stretti, poiché questi sono difficili da produrre per i processi naturali.
Tuttavia, il nuovo modello mostra che i segnali artificiali intenzionali possono perdere questa caratteristica quando lasciano il sistema di origine.
La ricerca non risolve il paradosso Fermi, ma offre un meccanismo che aiuta a comprendere il silenzio cosmico osservato finora.
Le simulazioni indicano proporzioni significative
I calcoli indicano che l’effetto di ampliamento si verifica in una frazione considerevole di sistemi stellari.
Nelle condizioni analizzate, la maggior parte degli ambienti stellari altera leggermente i segnali, mentre una porzione più piccola provoca cambiamenti più drastici.
Questi risultati sono stati ottenuti dall’estrapolazione di dati reali raccolti da sonde umane a Sistema Solar.
Il lavoro contribuisce ad affinare le ricerche dei tecnosegnali, adattandoli alla realtà fisica degli ambienti stellari. Pesquisadores continua a raccogliere più dati per testare le previsioni del modello nelle future osservazioni del radiotelescopio.








