Un pianeta ghiacciato ai confini del Sistema Solare rivela un’atmosfera inaspettata
Astrônomos ha rilevato un’atmosfera sottile attorno a un piccolo oggetto ghiacciato in orbita attorno a Sol oltre l’orbita di Netuno. Il corpo celeste, chiamato (612533) 2002 XV93, ha un raggio di circa 250 chilometri e si trova nella fascia Kuiper, a quasi 6 miliardi di chilometri da Terra. La scoperta è stata pubblicata questo lunedì (4) sulla rivista “Nature Astronomy” e mette in discussione le concezioni consolidate su quali corpi celesti possano mantenere atmosfere stabili.
Até Al momento, solo Plutão ha avuto un’atmosfera confermata tra gli oggetti transnettuniani. I precedenti tentativi di Tentativas di rilevare atmosfere su pianeti nani più grandi, come Eris, Makemake e Quaoar, non hanno prodotto risultati simili.
Observação mediante occultazione stellare ne ha permesso l’identificazione
Il team guidato dall’astronomo Ko Arimatsu di Observatório Astronômico Nacional di Japão ha utilizzato un metodo preciso chiamato occultazione stellare. Tecnica Nessa, l’oggetto passa davanti ad una stella vista da Terra e ne blocca temporaneamente la luce. Analizzare come questa luminosità diminuisce nel tempo ci permette di identificare le caratteristiche del corpo celeste, tra cui le dimensioni, la forma e la presenza di materiale attorno ad esso. Il metodo Esse si è rivelato decisivo per confermare l’esistenza dell’atmosfera.
L’osservazione è avvenuta il 10 gennaio 2024 da tre punti strategici di Japão:
- Un telescopio compatto installato sulla terrazza di Universidade di Kyoto
- Un telescopio Schmidt da 1,05 metri all’osservatorio Kiso, dotato di una fotocamera ad alta risoluzione temporale
- Un telescopio da 25 centimetri gestito dall’astronomo dilettante Katsumasa Hosoi presso Fukushima
Padrão la luce graduale ha rivelato la presenza di gas
Objetos senza atmosfera mostra uno schema caratteristico: la luce della stella scompare improvvisamente quando viene occultata. Il (612533) XV93 del 2002 si comportava in modo completamente diverso. La luce si è gradualmente attenuata durante l’occultazione, una firma che indica la presenza di un sottile strato di gas attorno all’oggetto. Il gas Esse piega leggermente i raggi luminosi prima di bloccarli completamente, producendo l’effetto osservato.
I dati raccolti hanno rivelato una pressione atmosferica compresa tra 100 e 200 nanobar. Para per metterlo nel contesto, questa misurazione rappresenta da 5 a 10 milioni di volte più sottile dell’atmosfera terrestre. Apesar di estrema leggerezza, la conferma di questo strato gassoso segna un significativo passo avanti nella comprensione della formazione e della persistenza delle atmosfere sui piccoli corpi nello spazio.

La chimica di Composição rimane aperta
Pesquisadores ha testato tre possibili scenari per la composizione chimica del gas rilevato: metano, azoto o monossido di carbonio. I tre modelli sembrano compatibili con i dati osservativi raccolti, impedendo, per ora, l’identificazione definitiva della vera composizione. I composti di Esses sono esattamente gli stessi che formano l’atmosfera di Plutão, suggerendo un’origine chimica comune tra gli oggetti transnettuniani.
L’impossibilità di distinguere quale gas domina l’atmosfera non diminuisce il valore scientifico della scoperta. Ela apre nuove strade per studi successivi utilizzando apparecchiature più avanzate o metodi di osservazione alternativi.
Implicações per comprendere i corpi transnettuniani
L’esistenza di un’atmosfera su un oggetto così piccolo e distante rimodella i precedenti modelli teorici. Cientistas credeva che solo corpi di notevoli dimensioni sarebbero stati in grado di trattenere i gas contro la pressione della radiazione solare e del vento solare. Il (612533) 2002 XV93 dimostra che questa regola ha delle eccezioni. Le dimensioni relative di Seu e la distanza da Sol creano condizioni uniche per il mantenimento di un sottile involucro gassoso.
I futuri di Estudos su altri oggetti nella cintura Kuiper possono rivelare se questa atmosfera rappresenta un caso isolato o un fenomeno più comune. La metodologia dell’occultazione stellare, convalidata in questa scoperta, offre una strada praticabile per indagini su larga scala in queste regioni estreme di Sistema Solar.








