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Gli Stati Uniti accusano i giganti cinesi Alibaba e BYD di assistere le forze armate di Pechino

BYD
BYD -Quality Stock Arts/shutterstock.com

Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha pubblicato lunedì (8) un elenco aggiornato delle aziende cinesi che, secondo Washington, aiutano le forze armate di Pechino. Il provvedimento ha provocato l’immediata protesta della Cina, che ha accusato gli Stati Uniti di reprimere ingiustificatamente le imprese del Paese.

Tra le principali aziende citate figurano il colosso dell’e-commerce Alibaba, il motore di ricerca Baidu e il produttore di veicoli elettrici BYD. L’elenco fa parte della cosiddetta lista 1260H, che identifica le entità legate alla strategia di fusione militare-civile della Cina.

Le aziende negano le accuse e minacciano reazioni

Alibaba ha definito l’inclusione un “errore” e ha affermato che non è una compagnia militare né partecipa ad alcuna strategia di fusione militare-civile. L’azienda ha minacciato di intraprendere azioni legali per contestare la decisione.

Baidu ha respinto le accuse, definendole “completamente infondate”, e ha affermato che utilizzerà tutte le risorse disponibili per essere cancellato. BYD non ha ancora commentato pubblicamente il caso.

Alibaba
Alibaba – Foto: VTT Studio / Shutterstock.com

Attenzione alle aziende americane

Il deputato repubblicano John Moolenaar, presidente del comitato ristretto della Camera sulla Cina, ha definito la lista un campanello d’allarme per le imprese, i governi e i cittadini statunitensi. Ha raccomandato alle aziende americane di smettere di fare affari con le entità quotate per evitare di facilitare l’avanzata militare cinese.

L’aggiornamento arriva poche settimane dopo l’incontro tra il presidente Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping a Pechino, in un momento in cui entrambe le parti cercavano stabilità nelle relazioni bilaterali. Trump ha invitato Xi a visitare Washington a settembre.

Contesto e impatto dell’elenco precedente

La nuova versione è simile a un elenco pubblicato brevemente a febbraio e poi ritirato senza spiegazioni. Ora l’elenco comprende circa 188 aziende in totale, tra cui anche produttori di chip di memoria come ChangXin Memory Technologies e Yangtze Memory Technologies, nonché altri nomi nel settore dell’intelligenza artificiale, come Tencent.

Anche se la designazione non impone sanzioni automatiche immediate, limita i contratti diretti del Pentagono con queste società e serve da segnale ai fornitori e agli investitori americani. L’elenco rafforza la preoccupazione di Washington circa l’integrazione tra il settore civile e quello militare in Cina.

La reazione di Pechino

Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian ha criticato la mossa definendola una “generalizzazione sconsiderata” del concetto di sicurezza nazionale. Ha chiesto a Washington di correggere le sue pratiche e di smettere di reprimere le aziende cinesi.

L’inclusione di marchi globali come Alibaba e BYD potrebbe aumentare le tensioni commerciali tra le due maggiori economie del mondo, anche nel contesto degli sforzi di dialogo.

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