La Coppa del Mondo 2026 inizia questo giovedì (11), con il calcio d’inizio allo Stadio Azteca, in Messico, e promette di scrivere nuovi capitoli nella storia del torneo più prestigioso del pianeta. Alla vigilia dell’edizione che ha visto per la prima volta 48 squadre, vale la pena ripercorrere fatti che hanno contribuito a trasformare l’evento in un fenomeno globale.
Primi capitoli e zebre che sconvolsero il mondo
L’inizio della storia dei Mondiali risale al francese Lucien Laurent, che segnò il primo gol nel 1930, in Uruguay. Poco dopo la Jugoslavia ottenne la sua prima vittoria significativa: 4-0 sulla Bolivia in quell’edizione.
Nel 1934, l’egiziano Abdelrahman Fawzi segnò i primi due gol africani ai Mondiali, nonostante la sconfitta per 4-2 contro l’Ungheria. Sarebbero passati decenni prima che il continente tornasse a splendere in modo coerente.
Il più grande sconvolgimento dell’epoca avvenne nel 1950, a Belo Horizonte: Stati Uniti 1 x 0 Inghilterra. Gli inglesi, considerati imbattibili, tardarono a credere al risultato.
Pubblico più numeroso, punteggi e marcatori leggendari
Il Maracanã ha visto il pubblico più numeroso della storia per una partita della Coppa del Mondo: circa 200.000 persone hanno visto l’Uruguay battere il Brasile 2-1 nel Maracanazo del 1950. Le attuali norme di sicurezza impediscono che questo numero si ripeta.
Resta ineguagliata la partita con più gol: Austria 7 x 5 Svizzera, nel 1954, con 12 palloni in rete. Proprio Fontaine, a sua volta, segnò 13 gol ai Mondiali del 1958, un traguardo considerato irraggiungibile senza i tempi supplementari.
Pelé, appena 17enne, ha iniziato in panchina nella Svezia-58 ed è emerso come campione, capocannoniere e idolo mondiale. Nella stessa edizione la Corea del Nord batte l’Italia 1-0 e raggiunge i quarti di finale, aprendo la strada al calcio asiatico.
Progressi tecnologici, carte e record di longevità
I Mondiali del 1970, in Messico, portarono la prima trasmissione a colori e immortalarono la squadra brasiliana tre volte campione. È stato anche il momento della prima sostituzione ufficiale (Viktor Serebryanikov, dall’Unione Sovietica) e del primo cartellino giallo (Evgeniy Lovchev, stessa squadra). Il primo rosso arrivò nel 1974, con il cileno Carlos Caszely.
La Tunisia ha regalato all’Africa la sua prima vittoria nel 1978, battendo il Messico 3-1. Nello stesso anno, Rob Rensenbrink segnò il millesimo gol nella storia dei Mondiali, su rigore.
Norman Whiteside è diventato il giocatore più giovane a giocare una Coppa del Mondo, a 17 anni e 41 giorni, nel 1982. Quattro anni dopo, Roger Milla, a 42 anni, è diventato un simbolo di longevità quando ha segnato per il Camerun nel 1994. Essam El-Hadary, portiere egiziano, ha raggiunto i 45 anni in Russia-2018.
I record recenti e cosa potrebbe portare l’edizione 2026
Il gol più veloce appartiene al turco Hakan Şükür, in 11 secondi (ufficialmente 10,8) ai Mondiali del 2002. La Svizzera è stata la prima squadra eliminata senza subire gol, nel 2006, cadendo ai rigori contro l’Ucraina dopo 0-0.
Il Brasile guida la classifica storica dei gol segnati ai Mondiali, con oltre 230. Lionel Messi detiene il record di partite giocate, con 26 partite fino al 2022.
Con l’espansione a 48 squadre e 104 partite nel 2026, si prevede che la Coppa del Mondo che inizierà questo giovedì batterà il record di gol e opportunità totali. Il torneo, che dal 1982 prevede stadi a oltre 2.600 metri di altitudine e calci di rigore, assume ora una dimensione ancora maggiore poiché per la prima volta viene ospitato da tre paesi: Canada, Messico e Stati Uniti.