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La nuova intelligenza artificiale Siri di Apple promette più intelligenza ma lascia gli investitori poco entusiasti al WWDC

WWDC - Divulgação
WWDC - Divulgação

Apple ha rivelato questo lunedì (8) durante la Worldwide Developers Conference (WWDC 2026) la prossima generazione della sua piattaforma di intelligenza artificiale, evidenziando una versione completamente riformulata dell’assistente Siri, ora chiamata Siri AI. Presentato come più intelligente, contestuale e capace di gestire compiti complessi, l’aggiornamento è il pilastro della strategia dell’azienda per recuperare il terreno perduto rispetto ai rivali nella Silicon Valley.

Il capo del software Apple Craig Federighi ha guidato la dimostrazione e ha sottolineato che il nuovo Siri comprende meglio il contesto delle richieste degli utenti, integra l’intelligenza visiva per analizzare ciò che appare sullo schermo o sulla fotocamera e offre un’interfaccia più vicina a un chatbot conversazionale. L’assistente ottiene anche un’applicazione indipendente e miglioramenti nella scrittura, nel riepilogo dei contenuti e nelle automazioni.

Nonostante le promesse, l’accoglienza da parte degli investitori è stata tiepida. Le azioni Apple (AAPL) sono scese dall’1,9% al 3,6% durante e dopo la presentazione, chiudendo la giornata con perdite significative. Gli analisti sottolineano che l’annuncio non ha portato notizie sufficienti per giustificare un forte ciclo di aggiornamenti dell’iPhone o un immediato aumento dei ricavi dei servizi.

La storia dei ritardi pesa sulla valutazione

Lanciato originariamente nel 2011, Siri non è mai stato in grado di tenere il passo con assistenti come Google Assistant, Alexa o gli ultimi modelli di ChatGPT e Gemini. Due anni fa, quando Apple annunciò per la prima volta Apple Intelligence, diverse funzionalità furono ritardate o fornite su base limitata. La versione ora presentata mantiene somiglianze con le promesse precedenti, che hanno suscitato scetticismo.

La nuova Siri AI arriverà inizialmente in versione beta nell’autunno dell’emisfero settentrionale (primavera in Brasile), con supporto prioritario in inglese e graduale espansione verso altre lingue. Le funzionalità più avanzate richiedono modelli iPhone 15 Pro o versioni successive e si basano sull’elaborazione del cloud privato, con una partnership tecnica con Google e l’uso di chip Nvidia in alcuni casi.

Impatto normativo e geografico

Un punto sensibile è la disponibilità geografica. Apple ha confermato che le nuove funzionalità Apple Intelligence e Siri AI non saranno disponibili in Cina a causa di requisiti normativi. Nell’Unione Europea, il lancio su iOS 27 e iPadOS 27 sarà posticipato a tempo indeterminato a causa del Digital Markets Act (DMA), che richiede una maggiore interoperabilità con assistenti di terze parti. Gli utenti europei potranno comunque accedere ad alcune delle nuove funzionalità su Mac e Vision Pro.

Per il mercato brasiliano l’aspettativa è un lancio allineato al calendario globale, ma con possibili limitazioni linguistiche iniziali e funzionalità che dipendono dal cloud. Gli esperti consigliano di guardare le beta degli sviluppatori per testare la compatibilità con i dispositivi più vecchi, che ricevono miglioramenti generali delle prestazioni in iOS 27 anche senza tutte le funzionalità AI.

Cosa cambia nella pratica per gli utenti

Oltre a Siri, Apple Intelligence apporta miglioramenti alla Visual Intelligence (analisi di immagini e scene), strumenti di scrittura più sofisticati e una profonda integrazione con app native come Foto, Messaggi e Safari. Gli aggiornamenti includono anche un focus sulle prestazioni delle app e un caricamento più rapido delle foto, e nuovi controlli parentali per limitare il tempo di utilizzo e bloccare i contenuti inappropriati.

L’azienda ha enfatizzato la privacy, poiché gran parte dell’elaborazione avviene sul dispositivo. Tuttavia, compiti complessi ricorrono al cloud, il che solleva discussioni sulla dipendenza da partner come Google.

Confronto con i concorrenti e prospettive future

Mentre Google e OpenAI vanno avanti con agenti autonomi e modelli multimodali più aggressivi, Apple opta per un approccio conservativo, dando priorità all’affidabilità e all’integrazione dell’ecosistema. Gli analisti ritengono che il momento sia decisivo: per sostenere l’elevata valutazione l’azienda deve dimostrare che la sua intelligenza artificiale non è semplicemente “più della stessa cosa”.

L’evento ha segnato anche la possibile ultima WWDC di Tim Cook alla guida, il che aggiunge simbolismo alla spinta per risultati concreti nell’intelligenza artificiale. Aggiornamenti software come iOS 27, macOS Golden Gate e watchOS 27 promettono miglioramenti generali di velocità e design coerente, a vantaggio anche di coloro che non dispongono di hardware top di gamma.

In breve, la nuova Siri AI rappresenta un passo importante verso la modernizzazione di un assistente che è stato lasciato indietro, ma il mercato richiede consegne rapide e un impatto misurabile. Gli utenti comuni dovrebbero percepire miglioramenti graduali dalla beta, mentre gli investitori attendono segnali più chiari di ritorni finanziari dalle scommesse sull’intelligenza artificiale.

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