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La catena falsa su WhatsApp spaventa gli utenti affermando che Meta AI legge le conversazioni private

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WhatsApp - Kateryna Muzhevska/ Shutterstock.com

La notizia che circola questa settimana nei gruppi WhatsApp sostiene che Meta AI, l’intelligenza artificiale dell’applicazione, possa leggere i messaggi di gruppo e le conversazioni private se gli amministratori non attivano immediatamente la “privacy avanzata”. Il messaggio richiede un’azione urgente e spaventa chi lo riceve.

L’accusa è falsa. La crittografia end-to-end di WhatsApp continua a funzionare normalmente e impedisce a Meta o a qualsiasi intelligenza artificiale di accedere al contenuto delle conversazioni senza che l’utente interagisca esplicitamente con lo strumento.

Cosa dice esattamente la catena?

Il testo condiviso in una catena avverte che l’intelligenza artificiale può “aprire messaggi di gruppo, vedere numeri di telefono o persino accedere ai dati personali del cellulare”. Indica agli amministratori del gruppo di attivare le impostazioni avanzate sulla privacy per bloccare presumibilmente questo accesso.

Esperti di fact-checking, come il sito austriaco Mimikama, negano il contenuto. L’attuale mescola due diverse funzionalità dell’app e crea un rischio che non esiste.

Come funziona davvero la Meta AI

Meta AI appare come un cerchio blu-viola nell’angolo dello schermo ed è disponibile dal 2025. Elabora le informazioni solo quando l’utente le attiva direttamente, ad esempio inviandogli un messaggio o utilizzando il comando @Meta AI in un gruppo.

Al di fuori di queste interazioni, le conversazioni tra le persone rimangono protette dalla crittografia end-to-end. La tecnologia “Private Processing” di Meta garantisce che, anche quando utilizzati, i contenuti vengano trattati in forma temporanea e crittografata, senza archiviazione permanente da parte dell’azienda.

Cosa fa davvero la privacy avanzata

L’opzione “privacy chat avanzata” esiste e serve a proteggere le chat sensibili. Quando lo attivi:

  • Impedisce ai partecipanti di esportare la conversazione;
  • Blocca il download automatico dei media;
  • Limita l’uso di determinate funzioni AI da parte di altri utenti nella chat.

Ciò non ha alcuna relazione con il presunto accesso ai messaggi di Meta AI. Il suo obiettivo è quello di dare maggiore controllo contro le azioni degli altri partecipanti al gruppo, non contro l’azienda.

Perché questa voce continua a tornare?

Messaggi simili sono circolati nelle ondate precedenti, con lievi variazioni nella data o nei dettagli. L’appello deriva dall’uso di termini reali come “Meta AI” e “privacy avanzata”, che danno falsa credibilità. I fact-checker di testate come G1, Snopes e Mimikama hanno già smentito più volte versioni simili.

Consiglio pratico: Non è necessario attivare alcuna configurazione aggiuntiva a causa di questa corrente. Chi non interagisce con Meta AI non ha motivo di preoccuparsi. Per chi lo utilizza, basta evitare di condividere dati sensibili direttamente con l’AI.

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