La Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA) ha definito questo mercoledì (10) che il cambiamento nella divisione di potenza dei motori di Formula 1 sarà effettuato gradualmente, invece di un cambiamento improvviso nel 2027. La decisione risponde direttamente alle lamentele dei piloti riguardo alle norme del 2026, che hanno aumentato il ruolo della parte elettrica e generato problemi di guida e di gestione dell’energia.
Dal 2027, il motore a combustione interna (ICE) rappresenterà il 58% della potenza totale, rispetto al 42% del motore elettrico (MGU-K). Nel 2028 la divisione arriva al 60% per la combustione e al 40% per l’elettrico. Oggi, nella stagione del debutto dei nuovi propulsori, il saldo è intorno al 53-47%.
Modifiche tecniche dettagliate
La potenza del motore a combustione, attualmente pari a 400 kW, salirà a circa 420 kW nel 2027 e raggiungerà i 450 kW nel 2028. La componente elettrica scenderà da 350 kW a 300 kW. Per compensare, il limite di raccolta aumenterà progressivamente fino a 400 kW nel 2028.
Un altro cambiamento rilevante è l’aumento del flusso di carburante: 5% in più nel 2027 e 13% nel 2028. In pratica, questo permette ai motori termici di fornire maggiori prestazioni senza dipendere troppo dalla batteria. Il pulsante “push to pass” continua a fornire gli stessi 350 kW aggiuntivi.
Correzioni accelerate dalla rivolta dei piloti
Il regolamento del 2026, che ha semplificato i propulsori e ha dato più peso al sistema elettrico, ha attirato nuovi produttori come Ford (ritornato dopo 22 anni) e Audi. Tuttavia, nelle prime gare della stagione, i piloti hanno segnalato un improvviso calo di potenza quando la batteria si scarica, una maggiore necessità di gestione dell’energia e una sensazione di “artificialità” nelle gare.
Incidenti come la caduta di Oliver Bearman al GP del Giappone e le frequenti lamentele sulle qualifiche hanno rafforzato la pressione. In risposta, la FIA aveva già implementato degli aggiustamenti dal GP di Miami in poi, ma il pacchetto annunciato oggi va più in profondità per ripristinare un equilibrio che favorisca maggiormente il motore tradizionale.
Cosa cambia nella pratica per squadre, produttori e tifosi
La transizione graduale offre ai team e ai produttori il tempo di adeguare progetti già avanzati, evitando elevati costi aggiuntivi o ritardi. Per i piloti l’obiettivo è ridurre l’eccesso di gestione della batteria e rendere più “naturali” gare e classifiche, con meno interferenze dovute all’energia recuperata.
Le modifiche necessitano ancora dell’approvazione del World Motor Sport Council, prevista per il 23 giugno. Alle discussioni hanno partecipato Mercedes, Ferrari, Honda, Ford e Audi, che forniscono i motori agli 11 team.
La Formula 1 cerca di bilanciare la transizione verso i carburanti sostenibili con il mantenimento dello spettacolo che attira i fan, qualcosa che i regolamenti iniziali del 2026 mettono a rischio nelle prime valutazioni della stagione.