Il tribunale sudcoreano ordina l’arresto e l’espulsione di una donna brasiliana per aver stalking la star dei BTS

Il sistema giudiziario sudcoreano ha ordinato la reclusione di una donna nata in Brasile per un periodo di un anno, più due anni sotto osservazione condizionale, per reati di molestie ossessive e violazione domestica. La sanzione nasce da una serie di continui attacchi diretti all’artista Jung Kook, uno dei membri del celebre gruppo musicale BTS.
Invasione della privacy e assedio alla residenza dell’artista
Il comportamento estremo dell’ammiratore ha acquisito slancio nel dicembre dello scorso anno, accumulando una serie di gravi infrazioni nel distretto di Yongsan-gu. Le azioni registrate dalle autorità di sicurezza includono:
- Suonare il campanello della struttura per 133 volte consecutive nelle prime ore del 12 dicembre.
- Accesso non autorizzato al parco della casa il giorno successivo, approfittando dell’ingresso di un addetto alle consegne da una porta laterale.
- Pattuglie costanti attorno al perimetro della casa in 22 diverse occasioni nel corso di trenta giorni.
- Lanciare oggetti e introdurre carte attraverso gli spazi del cancello principale nel tentativo di stabilire un contatto forzato.
Sconvolto dalla sequenza dei disordini, Jung Kook ha formalizzato una denuncia alle autorità, che ha portato al primo arresto dell’inseguitore. Rilasciata il giorno successivo, la polizia di Seul le ha ufficialmente intimato di non avvicinarsi all’indirizzo. Il cittadino brasiliano, però, ha disatteso l’ordine diretto ed è tornato in zona, suonando il campanello e postando nuovi messaggi. Per fermare l’insistenza, gli agenti di sicurezza hanno applicato un ordine di restrizione di emergenza il 28 dicembre, stabilendo una distanza minima obbligatoria di 100 metri tra lei e la proprietà.
Disobbedienza agli ordini del tribunale e nuovo arresto
Nonostante le barriere legali stabilite, la donna ha continuato la sua routine di molestie il 4 gennaio di quest’anno, abbandonando fotografie e vari documenti stampati in giro per la casa di Jung Kook. Questo atto di recidività ha provocato un immediato secondo arresto, mandando l’indagato direttamente al banco degli imputati con l’accusa formale di stalking continuo e ingresso illegale in proprietà privata.
Nel corso della lettura della sentenza, il magistrato incaricato del caso ha sottolineato che gli imputati hanno continuato a commettere i reati anche dopo aver ricevuto chiare istruzioni dalle forze di sicurezza, ignorando completamente gli ordini di distanziamento. La star del K-pop ha chiesto ai tribunali di imporre una sanzione severa. A sostegno della decisione, la corte ha valutato il rigore della nuova legislazione anti-stalking del Paese, approvata nel 2021 proprio per tutelare personaggi pubblici e comuni cittadini dalla persecuzione sistematica. Come attenuanti per non applicare il massimo della pena, il tribunale ha ritenuto che il cantante non avesse sentito il campanello durante gli attacchi notturni, che l’intruso non fosse penetrato all’interno dell’abitazione e che il mancato rispetto della misura di emergenza avesse avuto un impatto considerato lieve.
Espulsione dal Paese asiatico e storia della salute mentale
Insieme alla pena detentiva, la sentenza prevedeva l’allontanamento forzato della donna brasiliana dal territorio sudcoreano. Il giudice ha spiegato che, poiché l’imputata aveva già trascorso circa tre mesi in custodia cautelare e sarebbe stata espulsa non appena la sua condanna fosse stata completata, la probabilità che lei molestasse nuovamente il membro dei BTS sarebbe diminuita drasticamente, garantendo la sicurezza del musicista.
All’inizio dell’anno, i familiari della donna di 30 anni hanno spiegato pubblicamente che soffre di gravi problemi psichiatrici. I parenti hanno riferito che la giovane ha lasciato lo stato di Paraíba per San Paolo in cerca di opportunità professionali e, nonostante le insistenze della famiglia affinché mantenesse il sostegno terapeutico, ha rifiutato. La notizia che era partita per la Corea del Sud è arrivata via internet alla sua famiglia, generando immediato panico, poiché sapevano che stava vivendo un episodio di delirio, credendo fermamente che Jung Kook fosse il suo partner romantico predestinato.
Una persona vicina alla famiglia ha precisato che una crisi psicologica di simili proporzioni si era già verificata nel 2021, quando la giovane si sottopose a una perizia psichiatrica e ricevette il referto che confermava il disturbo mentale. Dopo l’arresto in Asia, la routine della famiglia si è ridotta a quotidiani tentativi di comunicazione, con la madre che supplica costantemente la figlia di accettare di tornare in Brasile, richiesta che continua a essere respinta dagli imputati.




