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La FIFA parla di un piano da un miliardo di dollari e nega la vendita del calcio mondiale

Gianni Infantino
Gianni Infantino - Asatur Yesayants / Shutterstock.com

La FIFA ha rilasciato una dichiarazione il 31 luglio 2026 per confutare le critiche relative alla proposta di istituire la FIFA Forward Enterprise (FFE). Questa nuova società concentrerà le attività commerciali e l’organizzazione delle sue principali competizioni. La massima autorità calcistica ha assicurato che “nessuno vende il calcio” e ha dichiarato che non intende rinunciare al controllo dei suoi tornei né cambiare la sua governance.

La pubblicazione della nota è avvenuta dopo le ripercussioni della proposta presentata questa settimana, che descrive la creazione di una filiale della FIFA. Si occuperebbe della gestione di beni commerciali, come il Mondiale, il Mondiale per Club e altre controversie. Il piano prevede la vendita di una quota minoritaria della nuova società a investitori privati, un modello che spesso solleva dubbi sulla possibilità che le organizzazioni sportive mantengano il pieno controllo.

La FIFA ha dichiarato che il processo di consultazione con le 211 federazioni nazionali è stato compromesso da “informazioni errate pubblicate sulla stampa”. L’ente ha informato che riprenderà le discussioni in modo che ciascuna federazione possa analizzare la proposta sulla base dei fatti, prima che si proceda alla votazione.

“Nessuno vende il calcio. Questa non è una cosa che la FIFA prenderebbe in considerazione”, ha dichiarato l’ente nel comunicato ufficiale.

La FIFA ha inoltre sottolineato che nessuna organizzazione può parlare a nome di tutte le federazioni affiliate. L’ente ha difeso il diritto di ciascuna associazione di analizzare, approvare, respingere o suggerire modifiche alla proposta, classificando questa procedura come un principio democratico dell’organizzazione.

La struttura proposta e la difesa dell’ente

Nella dichiarazione, la FIFA ha ribadito che FIFA Forward Enterprise sarà una filiale interamente controllata dall’organizzazione stessa. Se approvata, la nuova società subentrerebbe nelle attività commerciali e operative legate allo svolgimento degli eventi organizzati dall’entità, mantenendo un controllo permanente con la FIFA.

Secondo l’ente, le risorse generate da questa nuova struttura verrebbero distribuite tra le 211 federazioni nazionali, consentendo maggiori investimenti nello sviluppo del calcio in ciascun paese.

La FIFA ha inoltre informato che, secondo l’attuale proposta, ciascuna federazione riceverà 20 milioni di dollari in risorse dal programma FIFA Forward tra il 2027 e il 2030, indipendentemente dalla sua posizione durante il processo di discussione.

Inoltre, l’entità ha presentato il programma FIFA Fast Forward, che prevede un contributo aggiuntivo straordinario di 20 milioni di dollari per associazione. Secondo l’organizzazione, la partecipazione sarebbe volontaria e il finanziamento proverrebbe da investitori esterni, senza alcun trasferimento di controllo dalla FIFA o modifiche alla sua governance.

Processo di approvazione e fasi successive

La FIFA ha ribadito che la creazione della FIFA Forward Enterprise avverrà solo se la maggioranza delle 211 federazioni nazionali approverà la proposta. In caso contrario, le operazioni commerciali dell’entità rimarranno esattamente come sono attualmente.

L’organizzazione ha inoltre sottolineato che tutti i punti presentati rimangono aperti alla discussione durante tutto il processo di consultazione. Le federazioni potranno approvare, respingere o proporre modifiche a qualsiasi parte del progetto prima della votazione finale.

Dettagli della proposta dell’investitore

La creazione di FIFA Forward Enterprise è stata annunciata questa settimana come parte di un piano di riorganizzazione dello sfruttamento commerciale delle principali competizioni FIFA. L’aspettativa dell’entità è quella di vendere una quota di minoranza nella nuova società, raccogliendo circa 4,2 miliardi di dollari. La valutazione presentata dalla FIFA stima il valore della FFE a circa 20 miliardi di dollari. Secondo l’ente, le risorse raccolte permetterebbero di ampliare significativamente gli investimenti destinati alle federazioni nazionali e di aumentare i ricavi ottenuti dai diritti di trasmissione e dalle sponsorizzazioni, preservando il controllo dell’organizzazione sui suoi beni e sulle competizioni.

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