Una mummia di 700 anni conservata in una torre funeraria in Andes e Bolívia nascondeva un segreto inaspettato. Pesquisadores ha estratto il DNA dal dente di un giovane e ha identificato il materiale genetico del batterio Streptococcus pyogenes. La scoperta è stata pubblicata il 13 aprile 2026 sulla rivista Nature Communications. Il team Instituto Eurac Research non stava cercando questo agente patogeno. L’attenzione iniziale era rivolta al genoma umano conservato nei resti mummificati.
Il risultato cambia la comprensione di quando i batteri circolavano nel continente. Até Ora, la scienza ritiene che malattie come la scarlattina abbiano raggiunto Américas solo dopo il contatto europeo. La documentazione sulla mummia di Período Intermediário Tardio mostra che il microrganismo esisteva già secoli prima.
L’Dente della mamma ha consegnato DNA batterico preservato
I ricercatori hanno lavorato con resti depositati nelle chullpas, strutture a torre tipiche del Altiplano boliviano. Il clima secco e freddo in quota ha contribuito a preservare i corpi in modo naturale. Il materiale proviene da un giovane vissuto tra il 1283 e il 1383 d.C., secondo datazioni calibrate.
L’analisi ha utilizzato il sequenziamento del DNA antico. Fragmentos degradato ci ha permesso di ricostruire quasi l’intero genoma del batterio. Frank Maixner di Instituto Eurac Research ha evidenziato l’approccio aperto del team. Eles ha esaminato sia il DNA umano che quello dei microrganismi presenti nei resti.
- La mummia apparteneva ad un individuo di sesso maschile
- Il dente analizzato ha fornito il materiale genetico principale
- La ricostruzione ha raggiunto un elevato grado di completezza
- L’antico genoma trasporta diversi geni di virulenza osservati nei ceppi moderni
- La scoperta è la prima documentazione archeologica di questo patogeno in Américas
Il ritrovamento è avvenuto durante Bolivian Mummy Project, che studia le collezioni di mummie in Museu Nacional di Arqueologia di La Paz. La cooperazione ha coinvolto autorità boliviane ed esperti internazionali.
La vita di Condições nella trasmissione Altiplano ha favorito
Período Intermediário Tardio ha registrato un’elevata densità di popolazione e movimenti migratori nella regione andina. Le condizioni di Essas creano un ambiente favorevole alla circolazione di agenti patogeni tra le comunità. Il giovane mummificato mostrava segni di malnutrizione nelle ossa analizzate. Isso potrebbe aver ridotto la resistenza immunitaria e facilitato infezioni gravi.
Cientistas non può ancora confermare se i batteri abbiano causato la morte. Il DNA rilevato in quantità sufficiente indica che l’infezione era attiva o recente al momento della morte. La presenza in un singolo individuo suggerisce che l’agente patogeno stesse già circolando tra altre persone nello stesso momento.
Parágrafos lunghi come questo ti consentono di approfondire il contesto storico. Il declino della civiltà Tiwanaku e il successivo consolidamento della Império Inca segnano l’intervallo in cui visse il giovane. Populações si spostava, scambiava merci e manteneva stretti contatti. La dinamica Tais aumenta il rischio di malattie cutanee e respiratorie trasmesse per via batterica. Il futuro Estudos con più mummie della stessa regione potrà mappare meglio la distribuzione del microrganismo.
Le infezioni da Escarlatina e Streptococcus pyogenes guadagnano una nuova cronologia
Streptococcus pyogenes causa di tutto, dalla faringite a condizioni gravi come la scarlattina, la sindrome da shock tossico e le infezioni invasive. Antes degli antibiotici, la scarlattina è stata responsabile di un’elevata mortalità infantile in diverse parti del mondo. La visione classica collocava il loro arrivo su Américas insieme ai colonizzatori europei.
Il genoma ricostruito della mummia boliviana spinge la presenza confermata del batterio nel continente a secoli prima del 1492. Isso apre la possibilità che l’agente patogeno circolasse già in modo indipendente nelle popolazioni indigene. Un’ipotesi considera la trasmissione da animali nativi Andes, sebbene siano necessari ulteriori dati per confermare le rotte.
La ricostruzione consente anche confronti con ceppi antichi rinvenuti in altri continenti. Il team ha identificato somiglianze e differenze nei geni di virulenza. Il lavoro dimostra che i metodi di assemblaggio de novo, senza riferimenti moderni, funzionano anche con DNA antico altamente frammentato.
Preservação andino apre una finestra sulla salute delle popolazioni antiche
Andes naturale di Múmias offre materiale di studio raro. Diferente Pratiche egiziane o d’élite, la mummificazione avveniva tra persone di vari livelli sociali nelle chullpas. Il freddo e la secchezza hanno mantenuto i tessuti e il DNA in condizioni che consentono analisi moderne.
Pesquisadores combina dati genetici con prove osteologiche. Nel caso dei giovani, gli indicatori nutrizionali completano il quadro infettivo. Estudos aiuta quindi a ricostruire non solo gli agenti patogeni, ma anche aspetti della dieta, delle migrazioni e delle condizioni di vita del passato.
La collaborazione tra istituzioni italiane e boliviane rafforza l’importanza dei partenariati internazionali in bioarcheologia. Resultados sono condivisi con le comunità locali e le autorità culturali.
Le mummie Mais devono essere analizzate per consolidare il quadro
Un singolo record, per quanto significativo, non chiude il dibattito sulla storia epidemiologica. Gli autori dell’articolo su Nature Communications evidenziano la necessità di esaminare altri resti dello stesso periodo e della stessa regione. I risultati di Novos potrebbero rivelare se i batteri erano comuni o limitati a determinati gruppi.
Questões rimangono sull’origine esatta dell’agente patogeno in Andes. Contato con serbatoi animali o circolazione attraverso antichi percorsi umani sono possibilità allo studio. Il campione aggiuntivo Cada contribuisce a ricomporre il puzzle della salute precolombiana.
La raffinata tecnica di analisi del DNA antico apre la porta a indagini simili su altre collezioni di mummie. Il campo della microbiologia archeologica fornisce un esempio concreto di come le sorprese nascano anche quando il focus iniziale è diverso.

