Il vaccino universale contro il coronavirus sviluppato dall’intelligenza artificiale avanza negli studi clinici

Vacina coronavírus

Vacina coronavírus - 3DMI/ Shutterstock.com

Un immunizzante universale contro il coronavirus, sviluppato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale, ha completato la fase iniziale dei test clinici sull’uomo. Il vaccino sperimentale ha dimostrato sicurezza e buona tollerabilità in un gruppo di 39 volontari sani. Il progetto mira a offrire una protezione completa contro SARS-CoV-2 e altre varianti della stessa famiglia virale. Pesquisadores di Universidade di Cambridge ha coordinato la sperimentazione clinica. I risultati dettagliati dell’indagine scientifica sono stati recentemente pubblicati sulla rivista specializzata Journal di Infection.

Lo studio ha valutato la risposta del corpo nei partecipanti di età compresa tra 18 e 50 anni. La tecnologia utilizzata nella formulazione combina un superantigene digitale, generato da modelli di machine learning, con un innovativo sistema di applicazione a getto microfluidico. Il metodo Esse elimina completamente l’uso degli aghi convenzionali. Il dispositivo spinge il componente attivo direttamente attraverso la pelle attraverso un flusso liquido ultrafine ad alta precisione. L’approccio rappresenta un progresso nel modo in cui le vaccinazioni potranno essere somministrate in futuro.

Superantígeno digitale mappa le strutture virali con una probabilità di mutazione inferiore

Cientistas ha utilizzato la potenza di elaborazione dell’intelligenza artificiale per analizzare un enorme volume di dati genetici provenienti da diversi sarbecovirus. Da questa mappatura dettagliata, il team ha creato un componente attivo in grado di riconoscere le regioni del virus che subiscono meno cambiamenti nel tempo. La strategia Essa differisce dai vaccini tradizionali, che generalmente si concentrano sulla proteina spike, un’area altamente suscettibile alle mutazioni. L’obiettivo principale è garantire un’ampia barriera protettiva contro il ceppo originario del coronavirus, le varianti già note e i possibili nuovi agenti patogeni emergenti.

Il ricercatore principale dello studio, Saul Faust, ha spiegato che la nuova piattaforma tecnologica ci permette di sfuggire al ciclo continuo di aggiornamenti richiesti dagli attuali immunizzatori. Gli studi preclinici di Testes eseguiti su modelli animali avevano indicato un elevato potenziale di efficacia. Nella fase umana, la risposta immunologica osservata ha mostrato risultati contrastanti, sebbene il profilo di sicurezza sia rimasto strettamente positivo. L’assenza di tossicità grave conferma la fattibilità della formulazione basata sul DNA per ulteriori indagini.

L’applicazione a getto microfluidico Sistema facilita la somministrazione

Il vaccino viene somministrato utilizzando un getto microfluidico, una tecnologia che fa sì che il liquido attraversi la barriera cutanea senza necessità di perforazione meccanica. L’apparecchiatura utilizza una pressione controllata ed estremamente elevata per fornire il contenuto direttamente negli strati interni della pelle, dove si trova una grande concentrazione di cellule del sistema immunitario. La caratteristica tecnica di Essa migliora l’assorbimento dell’antigene e riduce il disagio fisico associato alle iniezioni intramuscolari standard.

Especialistas in sanità pubblica valutano che l’eliminazione degli aghi può facilitare significativamente l’adesione popolare alle future campagne di immunizzazione. La paura delle iniezioni colpisce una parte considerevole della popolazione adulta e infantile, ponendo un vero ostacolo alla copertura vaccinale ottimale. Além Inoltre, il sistema microfluidico semplifica lo smaltimento dei rifiuti sanitari e riduce il rischio di incidenti con oggetti taglienti nelle stazioni di servizio.

Lo sviluppo del progetto si è avvalso della collaborazione diretta dei ricercatori di DIOSynVax, azienda derivata da Universidade da Cambridge focalizzata sulle innovazioni biotecnologiche. La sperimentazione clinica segna una delle prime volte nella storia della medicina in cui il componente principale di un vaccino è stato interamente progettato mediante simulazioni al computer prima di passare alla sperimentazione umana. Il successo della transizione dall’ambiente virtuale all’applicazione clinica convalida il modello di ricerca adottato dal team britannico.

Il sistema immunitario dei volontari Resposta guida gli aggiustamenti per la seconda fase

Test di laboratorio hanno dimostrato che i volontari hanno sviluppato anticorpi contro il virus, sebbene i livelli rilevati siano stati considerati modesti dagli scienziati. Il fenomeno Esse è spiegato dal fatto che la maggior parte dei partecipanti aveva già un certo grado di immunità preventiva contro Covid-19. La precedente esposizione all’agente patogeno o ad altri vaccini crea uno scenario immunologico complesso per la valutazione di nuove formulazioni.

  • La sperimentazione clinica si è svolta durante la pandemia, coinvolgendo volontari con storie diverse di infezioni naturali e precedenti vaccinazioni.
  • Imunizantes basati su piattaforme di DNA tendono a generare risposte biologiche iniziali più deboli rispetto a quelle che utilizzano l’RNA messaggero.
  • Nenhum effetti collaterali gravi o eventi avversi sistemici sono stati segnalati dai medici durante il periodo di monitoraggio.
  • Reações Lievi condizioni locali, come arrossamento della pelle, si sono risolte rapidamente nella stragrande maggioranza dei casi registrati.
  • I dati raccolti convalidano il concetto strutturale del vaccino e guidano gli aggiustamenti necessari per le fasi successive.

La comunità scientifica sta monitorando attentamente il potenziale di questa tecnologia per combattere contemporaneamente intere famiglie di virus. L’attuale focus della ricerca si concentra sui sarbecovirus, un sottogruppo specifico che comprende SARS-CoV-1, SARS-CoV-2 e diversi ceppi presenti nei pipistrelli. I patogeni selvatici Esses presentano un rischio elevato di salto evolutivo per l’uomo, un evento biologico noto come spillover. La prevenzione primaria contro queste minacce può prevenire l’insorgere di nuove emergenze sanitarie globali.

La macchina Aprendizado riduce i tempi di progettazione per nuovi vaccini

Il processo di creazione del vaccino è iniziato con un’analisi massiccia delle sequenze virali raccolte nei database globali. Le tecniche di apprendimento automatico Algoritmos hanno identificato bersagli genetici conservati che il sistema immunitario umano ha la capacità di riconoscere in modo incrociato. L’intelligenza artificiale ha progettato il superantigene basandosi rigorosamente su questi dati matematici. La fase computazionale di Essa riduce drasticamente il tempo tradizionalmente impiegato nella progettazione e nella formulazione dei vaccini in laboratorio.

Lo studio di fase 1 ha dato priorità alla valutazione della sicurezza e della tollerabilità del composto nel corpo umano. Con i risultati che indicano una buona accettazione generale, i ricercatori intendono perfezionare la formulazione chimica per aumentare la potenza immunogenica. I prossimi passi prevedono una seconda fase clinica con circa 200 partecipanti, che dovrebbe approfondire la comprensione delle dinamiche della risposta immunitaria generata dal superantigene digitale.

Il consolidamento di questa piattaforma tecnologica può influenzare direttamente la preparazione delle autorità sanitarie contro le future minacce pandemiche. Lo studio condotto presso Reino Unido rafforza il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale nello sviluppo delle vaccinazioni. Il sistema Ferramentas digitale rappresenta un cambiamento di paradigma nella scienza medica, consentendo la transizione da strategie reattive ad approcci preventivi contro intere famiglie virali.

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