Il dietro le quinte della storica disputa tra Argentina e Spagna per Lionel Messi diventa un documentario

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Messi - Fabideciria / Shutterstock.com

Lionel Messi, leggenda mondiale del calcio e attuale vincitore della Coppa del Mondo, è stato al centro di un’intensa disputa tra due federazioni all’inizio degli anni 2000. Spagna e Argentina hanno provato ad assicurarsi il giovane attaccante quando è entrato nelle giovanili del Barcellona all’età di 13 anni, dimostrando una qualità tecnica di gran lunga superiore a quella degli altri atleti della sua età. Questa battaglia dietro le quinte è il tema centrale del documentario “Messi, the Forgotten Tape”, una produzione della durata di poco più di 20 minuti che è stata presentata in anteprima questo martedì sul piano premium della piattaforma Disney+.

Il documentario racconta dettagliatamente la vicenda da una registrazione VHS con una vecchia intervista al giocatore e presenta testimonianze di personaggi centrali coinvolti nelle trattative tra le due confederazioni nazionali.

In uno degli estratti, il giovane risponde in modo estremamente timido alla domanda di un giornalista sul suo soprannome d’infanzia.

Il focus centrale della controversia era garantire l’atleta per le squadre giovanili. L’imprenditore Horacio Gaggioli, che ha gestito la carriera del giocatore dal 2001 al 2005, ha rivelato di aver chiesto al giornalista Jaume Marcet una registrazione delle giocate del giovane da inviare ai dirigenti di Buenos Aires, poiché il comitato tecnico della Federcalcio argentina non conosceva l’attaccante del Rosario.

La federazione argentina era completamente all’oscuro dell’esistenza del giovane talento. D’altro canto, i professionisti spagnoli già seguivano e ammiravano la prestazione dell’atleta sui prati catalani, auspicando il suo immediato inserimento nella squadra europea. Jaume Marcet, professionista che ha lavorato per più di vent’anni all’emittente ufficiale del club spagnolo concentrandosi sul settore giovanile, ha dichiarato di non aver mai visto un giocatore con le caratteristiche di quel ragazzo.

La strategia delineata dalla Reale Federcalcio spagnola consisteva nell’utilizzare la vicinanza degli allenatori e degli atleti della base per convincere i giovani a naturalizzarsi, approfittando anche del rapporto amichevole tra i presidenti degli enti. Ginés Meléndez, direttore delle categorie giovanili della Spagna dal 2001 al 2023, ha scherzosamente affermato che l’unica alternativa rimasta al momento sarebbe quella di rapire l’atleta per garantire la sua permanenza nella squadra spagnola.

Dietro le quinte viene rivelata la consegna della registrazione all’assistente di Marcelo Bielsa

La richiesta della cassetta avvenne nel 2003, motivata dalle pressioni subite da Jorge Messi da parte dei registi spagnoli affinché accettasse la naturalizzazione del figlio. Durante la visita della principale delegazione argentina a Barcellona, ​​Horacio Gaggioli ha concentrato la concentrazione della squadra e ha consegnato il materiale nelle mani di Claudio Vivas, che ha lavorato come assistente dell’allenatore Marcelo Bielsa. Il video ha impiegato due mesi per arrivare a Hugo Tocalli, responsabile della squadra sudamericana Under 17.

Il comandante argentino, vedendo le poche giocate contenute nella registrazione, è rimasto impressionato, ma ha deciso di mantenere il gruppo già concentrato per il Mondiale Under 17 in Finlandia, lasciando il giovane fuori dalla lista. La Spagna finì per eliminare l’Argentina 3-2 nelle semifinali di quel torneo, con una prestazione decisiva del centrocampista Cesc Fàbregas.

La sera stessa dell’eliminazione, durante la cena ufficiale in albergo, il cuoco del comitato tecnico spagnolo si avvicinò a Hugo Tocalli e gli dichiarò che l’Argentina sarebbe stata campione se avesse convocato il giovane che giocava nel Barcellona. La dichiarazione ha suscitato una grande sorpresa nell’allenatore, che ha capito che anche lo staff europeo conosceva il potenziale del giovane di Rosario.

L’allenatore ha riferito che il commento è stato accolto come un duro colpo e si è addormentato quella notte. Quando ha provato a rispondere dicendo che conosceva il giocatore, il dipendente ha finito per chiedergli perché non avesse chiamato prima.

Dall’agosto 2004, la federazione argentina ha avviato una complessa task force per localizzare la famiglia del giocatore in un momento difficile da comunicare. Il procedimento prevedeva la consultazione di elenchi telefonici, l’organizzazione d’urgenza di una partita amichevole e l’invio di una convocazione ufficiale via fax, in cui il cognome del futuro fuoriclasse era scritto erroneamente “Mecci”.

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