Due anni fa, Apple annunciò la sua prima incursione nel campo dell’intelligenza artificiale. Costruita in gran parte su modelli sviluppati internamente, “Apple Intelligence” ha promesso di trasformare l’assistente Siri, precedentemente considerato limitato, in un assistente personale perspicace capace quanto i chatbot più avanzati, con l’ulteriore vantaggio dell’accesso ai dati personali dell’utente e ad altre potenti funzionalità. Lo sforzo si è concluso con un fallimento imbarazzante, con la società che ha mantenuto poco di ciò che aveva promesso.
Il produttore di iPhone non ha bisogno di costruire modelli per trarre profitto dalla tecnologia
Il nuovo approccio recentemente rivelato da Apple all’intelligenza artificiale di Siri evidenzia una strategia diversa. Invece di fare affidamento esclusivamente sullo sviluppo interno di modelli su larga scala, l’azienda esplora partnership e integrazioni che le consentano di monetizzare la tecnologia in modo più efficiente, sfruttando la sua base installata di centinaia di milioni di dispositivi.
Questo aggiornamento trasforma Siri in un assistente più colloquiale e integrato, capace di comprendere il contesto personale, analizzare cosa c’è sullo schermo dell’utente e cercare informazioni aggiornate sul web. L’attenzione alla privacy, con l’elaborazione sul dispositivo o nel cloud privato, rafforza la posizione unica di Apple nel mercato.
Gli analisti sottolineano che, non avendo la necessità di competere direttamente nella costruzione di giganteschi modelli di base, Apple può concentrarsi sull’esperienza dell’utente e sull’ecosistema, aree in cui già domina. Ciò lo pone come un concorrente inaspettato, o “cavallo oscuro”, nella corsa all’intelligenza artificiale, soprattutto contro i rivali che investono miliardi nella formazione dei modelli.
La disponibilità inizia con i test degli sviluppatori su iOS 27, iPadOS 27 e altri sistemi, con la beta per gli utenti più avanti nel 2026. Il lancio segna una seconda possibilità per Apple di mantenere le promesse fatte in precedenza.

