La donna che ha avvelenato i bambini con le uova di Pasqua nel Maranhão è stata condannata a 66 anni di carcere

Jordélia Pereira Barbosa - Reprodução

Jordélia Pereira Barbosa - Reprodução

Una donna è stata condannata a 66 anni di carcere in regime chiuso, nelle prime ore di questo martedì (23), dal Tribunale del Maranhão. Jordélia Pereira Barbosa è accusata di avvelenamento di due bambini a Imperatriz (MA), morti dopo aver consumato un uovo di Pasqua da lei inviato.

Le vittime mortali furono Luiz Fernando Rocha Silva, di 7 anni, e Evillyn Fernanda Rocha Silva, di 13 anni, che non sopravvissero all’ingestione dei dolci. Anche la madre, Mírian Lira, è stata ricoverata in un’unità di terapia intensiva (UTI), ma è riuscita a riprendersi da quanto accaduto nell’aprile dello scorso anno.

L’analisi del cioccolato ha rivelato la presenza del “chumbinho”, un potente pesticida vietato e clandestino in Brasile, generalmente utilizzato per sterminare i roditori. Secondo la denuncia presentata, Jordélia si sarebbe avvalsa di un mototassista per consegnare le caramelle all’abitazione di Mírian.

Il Pubblico Ministero del Maranhão (MPMA) ha indicato che la motivazione del gesto era la gelosia e il desiderio di vendetta, poiché Jordélia era stata la fidanzata del compagno di Mírian. Gli eventi si sono svolti nell’aprile 2025, nella città di Imperatriz.

La decisione del tribunale ha imposto l’immediata esecuzione della sentenza, mantenendo la detenzione preventiva della condannata e respingendo la sua richiesta di ricorso in libertà. Inoltre, è stato stabilito un risarcimento per danni morali pari a 100 salari minimi per Mírian Lira Rocha e 400 salari minimi per i genitori dei bambini deceduti.

Dettagli dell’indagine e piano di avvelenamento

L’azione penale è stata proposta dal Ministero Pubblico del Maranhão (MPMA) e accettata dal 3° Tribunale Penale di Imperatriz. L’ottava procura di Imperatriz, sotto la responsabilità del procuratore Tiago Quintanilha Nogueira, ha condotto l’accusa. Dalle indagini è emerso che Jordélia aveva inviato i cioccolatini contenenti la sostanza tossica ai membri della famiglia di Mírian Lira Rocha.

Le indagini della polizia hanno concluso che il crimine era stato accuratamente premeditato. Jordélia ha fatto un viaggio da Santa Inês a Imperatriz, ha fatto il check-in in un hotel sotto falso nome e, successivamente, ha assunto un corriere in moto per consegnare il regalo. Le uova di Pasqua sono state consegnate insieme ad un messaggio che diceva: “Con affetto a Mirian Lira. Buona Pasqua!!!”.

Al momento del suo arresto a Santa Inês, la polizia ha rinvenuto oggetti come parrucche, tracce di cioccolato conservate in borse termiche e un biglietto dell’autobus con Jordélia Pereira.

Materiale sequestrato a Jordélia Pereira Barbosa, 35 anni, sospettata di avvelenamento della famiglia con uova di Pasqua – Disclosure/Polizia Civile del Maranhão

Qualifiche riconosciute nel processo contro l’imputato

Durante il processo, i giurati hanno attestato che Jordélia ha tentato un omicidio qualificato contro Mírian, motivato dalla turpitudine, con l’uso del veleno e con la dissimulazione. La decisione ha evidenziato che la vita della vittima è stata salvata grazie alle tempestive cure mediche ricevute.

Per quanto riguarda i due ragazzi la giuria ha confermato il reato di duplice omicidio. Le qualificazioni considerate erano il delitto, l’uso di veleno, l’occultamento dell’atto e la condizione delle vittime, entrambe di età inferiore ai 14 anni.

Durante tutto il processo investigativo, la Corte ha valutato che non esistevano prove che indicassero che Jordélia Pereira fosse incapace di rispondere delle sue azioni. È stata accusata di duplice omicidio e tentato omicidio.

Nella sua dichiarazione, Jordélia ha confessato di aver acquistato l’uovo di cioccolato e di averlo inviato a Míriam Lira, una delle persone colpite, tuttavia ha negato di aver avvelenato il dolce, cercando di attribuire la responsabilità ad altre persone. Tale giustificazione è stata però considerata infondata dalla Corte.

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