L’agenzia di rating del rischio Fitch Ratings ha annunciato lunedì scorso (22) la riduzione del rating e il ritiro della valutazione del Banco Digimais. Questo movimento significativo è avvenuto un giorno prima del lancio dell’operazione Mirage, condotta dalla Polizia federale questo martedì (23).
L’azione di polizia ha eseguito nove mandati di perquisizione e sequestro, volti a indagare su crimini contro il sistema finanziario. L’obiettivo era smantellare un presunto schema fraudolento presso l’istituto. La banca appartiene al vescovo Edir Macedo, noto come fondatore della Chiesa universale del Regno di Dio e proprietario di RecordTV.
Fitch declassa il rating di rischio e sospende l’analisi di Digimais
Un rapporto pubblicato da Fitch lunedì pomeriggio ha dettagliato il cambiamento nel rating di rischio della banca. Il rating nazionale a lungo termine del Banco Digimais è stato declassato a CCC(bra), indicando un rischio considerevole. In precedenza era in BB+(reggiseno). Anche il rating sui debiti a breve termine è sceso, passando da B(bra) a C(bra), il che segnala che il default si sta avvicinando.
Contemporaneamente ai reset, l’agenzia ha rimosso tutte le classificazioni attribuite a Digimais. Questa decisione significa che Fitch non emetterà più analisi sull’istituto finanziario, ponendo fine al suo monitoraggio e alla sua copertura.
L’agenzia ha spiegato che il downgrade riflette il “margine di sicurezza molto basso” della banca, con una “possibilità reale che l’istituto finanziario fallisca e/o sia inadempiente”. Queste conclusioni sono state guidate da “considerevoli incertezze” sul profilo finanziario di Digimais, oltre a “restrizioni rilevanti” nella valutazione dell’agenzia. Secondo quanto riferito, queste restrizioni sarebbero state causate dall'”assenza di informazioni attuali” e dalla “visibilità limitata della strategia della banca”.
A causa della mancanza di dati sufficienti, Fitch ha giustificato il ritiro dei rating. L’agenzia ha sottolineato che non sarebbe in grado di mantenere un monitoraggio adeguato, poiché non dispone di “informazioni finanziarie sufficienti, affidabili e verificabili”.
Controversia legale che coinvolge un fondo di investimento
Fitch ha anche menzionato nel suo rapporto l’azione legale pendente della banca. La controversia si riferisce ad un Fondo di investimento per i diritti di credito (Fidc), aggiungendo un altro punto di attenzione alla già delicata situazione di Digimais.
Il processo coinvolge asset che sarebbero stati originariamente generati da Banco Master e dal fondo EXP1, gestito da Yards Capital. Quest’ultimo sostiene che parte dei beni cedutigli da Digimais non esiste, pretendendo la restituzione della somma corrispondente al pagamento effettuato.
Durante il processo, Digimais dichiara che i crediti sono legittimi, ma il trasferimento dei pagamenti per questi prestiti è stato interrotto. Lo stop sarebbe dovuto alla situazione del Banco Master, che è in liquidazione stragiudiziale e sotto inchiesta.
Il fondo EXP1, a sua volta, contesta la tesi di Digimais. In una nota ha precisato che il contratto assegnava alla Digimais “obblighi diretti e non trasferibili”. Tali obblighi prevedevano la garanzia della garanzia del credito, la consegna della documentazione giustificativa, il puntuale trasferimento di tutte le somme ricevute e il “divieto espresso di qualsiasi interferenza nel flusso dei pagamenti”.
Incertezze sulla vendita di Digimais a BTG Pactual
Un altro fattore sollevato da Fitch è stata l’incertezza riguardo alla vendita di Digimais a BTG Pactual, un accordo annunciato ad aprile. L’agenzia ha segnalato che la chiusura della transazione rimane soggetta ad una serie di passaggi e approvazioni.
Le condizioni per completare la vendita comprendono l’avvio e lo sviluppo di un processo competitivo, la dichiarazione della proposta vincitrice e le necessarie approvazioni normative. Tra queste approvazioni figurano quelle della Banca Centrale del Brasile e del Cade (Consiglio Amministrativo per la Difesa Economica).
Al momento dell’annuncio della potenziale vendita, la stampa ha rilevato che il completamento dell’operazione dipendeva da una serie di trattative complesse. Uno dei punti cruciali ha riguardato l’accordo con il FGC (Fondo di Garanzia Crediti) per finanziare l’operazione. Questa necessità di finanziamento da parte della FGC evidenzia la fragilità finanziaria percepita di Digimais, indicando un rischio che il mercato tradizionale potrebbe non essere disposto ad assumersi senza garanzie aggiuntive, incidendo sulla fiducia dei clienti e degli investitori e “perché questo è importante” dal punto di vista della stabilità del sistema finanziario. La FGC agisce per proteggere i depositanti ed evitare un effetto a cascata in caso di fallimento bancario.

