Da giovedì scorso, la Francia ha registrato quaranta morti per annegamento, effetto diretto dell’intensa ondata di caldo che sta devastando il Paese. L’informazione è stata confermata dal primo ministro Sébastien Lecornu, in un momento in cui diverse città europee si trovano ad affrontare temperature storiche e picchi di caldo estremo.
Il Ministro dello Sport e della Gioventù, Marina Ferrari, in un’intervista ad una radio francese, ha lanciato un appello alla popolazione affinché eviti di fare il bagno in luoghi non monitorati. Ha sottolineato la gravità dei pericoli legati alle alte temperature.
Finora, Francia, Spagna e Italia si distinguono come le nazioni più colpite dal fenomeno climatico. Martedì il territorio francese ha vissuto la giornata di giugno più calda di sempre, con una temperatura media che ha raggiunto i 29,8°C.
Secondo i dati di Météo France, lunedì è stata la notte più calda mai osservata, con una temperatura minima media di 21,6°C. Attualmente, più della metà del Paese rimane in allerta rossa per il caldo intenso.
La mappa di allerta Météo France, valida fino al 24 giugno 2026, illustra la gravità della situazione. Gran parte della Francia, comprese metropoli come Parigi e Nantes, è in allerta rosso intenso, che significa “calore eccezionalmente elevato”. Le regioni a est, intorno a Lione, sono in arancione (“calore molto elevato”), mentre parti dell’estremo sud e la costa mediterranea, vicino a Marsiglia, sono in allerta gialla (“calore elevato”).
Nel paese vicino, la Spagna, le proiezioni indicano che i termometri potrebbero superare i 40°C in alcune regioni. L’allarme rosso è stato emesso per l’Andalusia nel sud e per la Cantabria e i Paesi Baschi nel nord, segnando il terzo giorno consecutivo di una travolgente ondata di caldo.
La Spagna si distingue come una delle nazioni europee più vulnerabili agli impatti dei cambiamenti climatici. Il servizio meteorologico nazionale, Aemet, ha rivelato che le ondate di caldo del mese di giugno sono diventate più frequenti: tra il 2000 e il 2025, sul continente spagnolo sono stati registrati dieci eventi, contro appena due casi nei 25 anni immediatamente precedenti, evidenziando un’accelerazione preoccupante.
In Italia quindici città, tra cui grandi centri come Roma, Milano, Firenze, Torino e Venezia, sono in allerta ondata di caldo rosso. Questo livello di allerta indica che le condizioni meteorologiche attuali possono comportare rischi per la salute degli adulti sani, al di là dei gruppi più vulnerabili, come gli anziani o gli individui con condizioni mediche preesistenti.
L’allerta caldo in Italia, dettagliata a livello comunale per i prossimi tre giorni, delinea uno scenario preoccupante. Gran parte del nord e del centro del Paese, che comprende città come Torino, Milano, Venezia, Bologna e Firenze, è in rosso, indicando una situazione di emergenza a causa dell’ondata di caldo. Ampie aree della penisola mostrano anche segnali rossi, che denotano un caldo intenso e diffuso. Nel frattempo, alcune aree costiere nel nord-ovest e nel sud hanno segnali arancioni, che segnalano un rischio elevato, e le regioni e le isole più meridionali, come Sicilia e Sardegna, mostrano allerte gialle, che indicano un rischio sanitario probabile ma di minore intensità.
The French Sports Minister reinforced that a significant number of individuals seek relief from the heat in rivers and canals. Questa ricerca di ristoro, però, spesso ignora i pericoli insiti in queste acque.
Tra i decessi accertati c’è quello di un adolescente di 13 anni. È annegata domenica notte nella Senna a Fontaine-La Port durante un’uscita con la famiglia, nonostante non sapesse nuotare.
In un altro grave incidente, un giovane atleta professionista è stato salvato dal fiume Rodano, vicino a Lione, e ricoverato in ospedale in condizioni critiche. Le squadre di soccorso sono intervenute per salvare quattro giovani in difficoltà, tutti in un tratto del fiume dove è severamente vietata la balneazione.
Anche altri due decessi in Francia, avvenuti lunedì, sono stati associati alle alte temperature. Si tratta di due bambini, di due e quattro anni, che sono stati scoperti senza vita all’interno del veicolo di famiglia, parcheggiato nella città di Carpentras, situata nella regione meridionale.
Anche la Germania ha segnalato diversi casi mortali di annegamento, in un contesto in cui si prevede che le temperature nell’ovest e nel sud-ovest del paese raggiungeranno i 40°C entro la fine della settimana.
L’Associazione tedesca per il salvataggio in acqua (DLRG) ha annunciato che tra venerdì e domenica si sono verificati sei incidenti in acqua con vittime mortali. L’organizzazione ha evidenziato che, soprattutto gli uomini, sottovalutano i propri limiti quando entrano in acqua. Sul fiume Reno, vicino a Biblis, nel sud-ovest, giorni dopo la scomparsa di tre uomini, di 23, 27 e 50 anni, sono stati rinvenuti tre corpi in diverse zone del corso d’acqua.
Nel sud-ovest della Francia, la notte del 22 giugno la centrale nucleare di Golfech ha dovuto essere spenta. La misura è stata presa a causa di “restrizioni ambientali”, come documenta l’AFP tramite Getty Images, mostrando una foto dell’impianto.
Lunedì notte, infatti, è stata disattivata la centrale nucleare di Golfech, situata nella regione sudoccidentale della Francia. La causa fu l’aumento della temperatura del fiume Garonna, essenziale per il suo raffreddamento.
Le previsioni dell’Aemet, il servizio meteorologico spagnolo, indicano che la temperatura potrebbe superare i 44°C nelle zone rurali vicino a Córdoba, nel sud del paese, questo martedì. Nella valle dell’Ebro, nel nord-est, le temperature possono superare i 42°C. Già lunedì 101 delle 828 stazioni meteorologiche di Aemet hanno registrato 40°C o più, con un picco di 45°C ad Andújar.
Secondo Rubén del Campo, portavoce di Aemet, in una dichiarazione alla stampa spagnola, ci sono chiari segnali che le ondate di caldo si verificano con maggiore frequenza all’inizio dell’estate, rispetto ai decenni passati.
Il governo italiano ha riattivato le azioni di emergenza per proteggere i lavoratori esposti al sole. L’iniziativa mira a tutelare i professionisti del settore rurale ed edilizio, esentandoli dall’obbligo di lavorare nei periodi di maggiore intensità di caldo.
Le aziende che scelgono di sospendere o ridurre le proprie attività a causa delle forti ondate di caldo hanno ora accesso al sostegno statale. Questo aiuto copre la concessione di ferie non retribuite ai propri dipendenti.
L’analisi delle mappe europee, che dettagliano la variazione delle temperature nel maggio 2026 rispetto alla media, evidenzia una brusca transizione climatica. Nella prima metà del mese (dall’11 al 19 maggio) hanno predominato i toni del blu, indicando temperature da 2°C a 8°C inferiori alla media storica in gran parte dell’Europa. Tuttavia, nella seconda metà (dal 21 al 30 maggio), la predominanza dei toni rossi ha segnalato un aumento da 2°C a 8°C sopra la media, con il caldo più intenso registrato in Francia, Regno Unito, Spagna ed Europa centrale, illustrando una rapida escalation alle condizioni di ondata di caldo in sole due settimane.
Météo France ha annunciato che l’allarme rosso, precedentemente applicato a 54 dipartimenti, sarà esteso mercoledì pomeriggio a 58 dei 96 dipartimenti metropolitani del Paese. La misura coinvolge diverse regioni del nord-ovest della Francia, evidenziando la persistenza dell’ondata di caldo.
Valérie Pécresse, presidente della regione Île-de-France, che comprende la capitale Parigi, ha lanciato un appello alla popolazione affinché evitino gli spostamenti e diano priorità al lavoro a distanza. Ha messo in guardia sui rischi di interruzioni dei trasporti pubblici, spiegando che “i binari ferroviari non possono sopportare temperature superiori a 50°C”, il che causerà “molti disagi”.
L’iconica Torre Eiffel di Parigi ha dichiarato che anticiperà la sua chiusura martedì. La decisione è stata presa a causa delle alte temperature previste per la capitale. Invece del consueto orario delle 00:45, il monumento ha chiuso le sue attività alle 16:00 (14:00 GMT), con l’ultimo ingresso alle 00:15. L’anno scorso il sito è stato visitato da circa 6,75 milioni di visitatori.
Anche il Louvre, riconosciuto come il museo più visitato al mondo, ha adeguato le sue operazioni. L’istituzione ha annunciato lo slittamento dell’orario di chiusura, dalle 18 alle 16, dal mercoledì al sabato. La giustificazione è che l’edificio storico “rimane fragile e insufficientemente adattato ai cambiamenti climatici”, poiché “l’accumulo di calore è maggiore alla fine della giornata e intensificato dal numero di visitatori”.
Lunedì notte le alte temperature hanno provocato anche l’interruzione delle operazioni in una centrale nucleare nel sud-ovest della Francia. Le previsioni indicavano che martedì l’acqua della Garonna avrebbe raggiunto i 28°C, il limite massimo consentito dalla legislazione francese per il raffreddamento dei reattori dell’impianto di Golfech.
I meteorologi spagnoli prevedono una diminuzione delle temperature nella penisola iberica a partire da mercoledì. Tuttavia, il picco dell’ondata di caldo è previsto venerdì nei Paesi Bassi, in Belgio e in Germania.
Il servizio meteorologico olandese, KNMI, ha emesso un avviso di codice arancione per le regioni meridionali e centrali. L’allerta, valida da mercoledì a venerdì, indica “alta probabilità di condizioni meteorologiche pericolose”.
In Belgio, il Gruppo Risk Management, dopo una riunione tenutasi martedì, ha attivato per la seconda volta la “fase di allerta del piano nazionale ozono e calore”. Il primo evento è avvenuto nell’agosto 2020. Nonostante l’attivazione, non sono state annunciate misure nazionali specifiche, oltre a campagne di sensibilizzazione e una richiesta di maggiore attenzione agli anziani e ai bambini.
Il cambiamento climatico è un fattore globale nell’aumento delle temperature, ma l’Europa è particolarmente colpita. Secondo il servizio climatico Copernicus, il continente si sta riscaldando a un ritmo accelerato, due volte più veloce della media globale, intensificando eventi estremi come l’attuale ondata di caldo.
Questo aumento termico si traduce in estati con ondate di caldo più intense, che generano una maggiore pressione sulle risorse idriche europee e provocano gravi incendi boschivi. L’anno precedente, l’Europa aveva registrato un record, con oltre 1 milione di ettari consumati dagli incendi, e la Spagna era stata particolarmente colpita.

