Due terremoti di forte magnitudo hanno colpito mercoledì notte il Venezuela (24), provocando oltre 150 morti e circa mille feriti. Le scosse, di magnitudo 7.2 e 7.5, si sono verificate a distanza di un minuto l’una dall’altra e hanno generato almeno 20 scosse di assestamento successive, secondo le informazioni del governo venezuelano.
Le scosse, le più intense che hanno scosso il Paese da più di un secolo, sono state ampiamente avvertite in diverse città del Nord del Brasile, come Belém, Manaus, Boa Vista e Macapá, evidenziando la forza dei terremoti e la vasta area di percezione.
L’intensità dei terremoti e la geologia della regione
Lo United States Geological Survey (USGS) ha dettagliato che sono stati registrati due terremoti principali, con epicentri separati da soli cinque chilometri. La prima scossa si è verificata alle 19 (ora di Brasilia), seguita da una seconda, ancora più intensa, meno di un minuto dopo.
L’epicentro del terremoto più forte è stato localizzato vicino alla città di El Guayabo, a circa 168 chilometri da Caracas, e ad una profondità di 13 chilometri. Classificato come terremoto superficiale, questo tipo di scossa sismica tende ad essere avvertita con maggiore intensità e a causare danni più significativi agli edifici e ad altre strutture a causa della sua vicinanza alla superficie.
Le tragiche conseguenze umane e la risposta immediata
Il disastro naturale ha lasciato un numero allarmante di vittime. La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha confermato più di 150 morti e circa un migliaio di feriti, esprimendo solidarietà alle famiglie colpite. Il Ministero degli Esteri brasiliano, Itamaraty, ha riferito che, ad oggi, non risulta che tra le vittime ci siano cittadini brasiliani.
Vista la gravità della situazione, la presidenza ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale. Le squadre di soccorso, sicurezza e protezione civile sono state immediatamente mobilitate per rispondere alle aree più colpite. Inoltre, in tutto il Paese sono state sospese le lezioni e i servizi non essenziali e in alcune regioni le reti del gas e dell’elettricità sono state preventivamente disattivate per evitare ulteriori incidenti.
Ingenti danni alle infrastrutture e interruzione dei servizi essenziali
L’impatto dei terremoti ha causato un’ondata di distruzione in diverse città venezuelane, inclusa la capitale Caracas. Le segnalazioni delle autorità e dei residenti indicano uno scenario di crollo di edifici e case.
- Edifici e case sono crollati a Caracas e in altre città.
- Un albergo di almeno otto piani sulla costa è stato completamente distrutto.
- L’aeroporto internazionale Simón Bolívar, il principale terminal aereo del paese, ha avuto parte del tetto compromesso ed è stato chiuso.
- Gli ospedali della capitale hanno attivato piani di emergenza e chiamato squadre aggiuntive per rafforzare l’assistenza ai feriti.
I familiari sono alla disperata ricerca di informazioni sulle persone che potrebbero essere sepolte sotto le macerie, mentre le squadre di soccorso lavorano intensamente.
La portata delle scosse in territorio brasiliano
La Rete Sismografica brasiliana ha confermato il record di terremoti grazie alle stazioni di monitoraggio dislocate in tutto il Paese. I residenti di diverse città del nord del Brasile hanno riferito di aver avvertito terremoti.
Città come Belém, nel Pará; Manaus, in Amazzonia; Boa Vista, a Roraima; e Macapá, in Amapá, hanno avuto segnalazioni di notevoli tremori. Secondo il sismologo Bruno Collaço, del Centro Sismologico dell’USP, è comune che terremoti di grande magnitudo come questi vengano avvertiti a distanze considerevoli dai loro epicentri.
Un fondo di 200 milioni di dollari per ricostruire il Paese
Nel tentativo di mitigare gli effetti devastanti dei terremoti e di aiutare la ripresa, il presidente ad interim Delcy Rodríguez ha annunciato la creazione di un fondo di 200 milioni di dollari. Questa somma, proveniente dal Fondo monetario internazionale (FMI), sarà utilizzata per ricostruire infrastrutture, ospedali e abitazioni nelle aree più colpite.
La misura mira a fornire un solido sostegno finanziario per il ripristino delle comunità colpite, evidenziando la portata della tragedia e la necessità di un piano di recupero globale a lungo termine.

