Il nuovo ciclo di El Niño è confermato dalla NOAA e aumenta la consapevolezza sul futuro del cibo e dell’economia mondiale

El Niño

El Niño - mesh cube/Istock.com

La National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) ha annunciato l’inizio ufficiale del fenomeno El Niño, un evento climatico naturale che provoca il riscaldamento delle acque superficiali nell’Oceano Pacifico equatoriale. Questa conferma segnala una fase di cambiamenti significativi nei modelli meteorologici in diverse regioni del globo, con il potenziale di avere un impatto drastico sulle temperature medie e sul verificarsi di eventi estremi in tutto il pianeta.

È riconosciuto che questo modello oceanico innesca ampi cambiamenti nella circolazione atmosferica, portando a una riconfigurazione dei regimi delle precipitazioni e della temperatura. Tali cambiamenti sono in grado di generare una serie di ripercussioni, da intense ondate di caldo e siccità prolungate a gravi inondazioni e tempeste, che variano a seconda della posizione geografica e dell’intensità del fenomeno.

Rischi crescenti per la sicurezza alimentare globale

La manifestazione di El Niño rappresenta una minaccia considerevole per la stabilità dei sistemi alimentari in tutto il mondo. La complessa rete di produzione e distribuzione alimentare diventa vulnerabile quando condizioni meteorologiche estreme colpiscono le principali regioni agricole, sollevando preoccupazioni sulla disponibilità di beni essenziali e sui mezzi di sussistenza delle popolazioni dipendenti dall’agricoltura.

Una delle maggiori preoccupazioni risiede nella possibilità di siccità più intense in importanti centri di produzione di grano. Aree come la Corn Belt negli Stati Uniti e le vaste piantagioni di soia in Sud America sono fondamentali per l’approvvigionamento globale. La drastica riduzione dell’umidità del suolo e la mancanza di precipitazioni in questi luoghi possono decimare i raccolti, compromettendo seriamente la raccolta di prodotti vitali per il consumo umano e animale.

Al contrario, altre aree cruciali per l’agricoltura globale potrebbero subire quantità eccessive di precipitazioni. Le regioni che storicamente producono riso e grano, ad esempio, sono a rischio di inondazioni che danneggiano i raccolti, ritardano la semina o impediscono il raccolto. Questo squilibrio idrico, con deficit in alcuni luoghi e surplus in altri, crea uno scenario di incertezza per la produzione alimentare su scala internazionale.

Conseguenze economiche e pressione sui prezzi al consumo

I danni ai raccolti, siano essi dovuti alla siccità o alle inondazioni, hanno un effetto domino che si estende lungo tutta la catena di approvvigionamento. La riduzione dell’offerta di materie prime agricole essenziali esercita naturalmente pressione sui mercati, determinando un aumento generale dei prezzi di materie prime come mais, soia e grano. Questa escalation di valori si fa sentire soprattutto sul mercato internazionale.

L’impatto viene successivamente trasmesso ai consumatori finali in tutto il mondo. I prodotti trasformati, la carne e i latticini, che dipendono direttamente da questi input agricoli, tendono a diventare più costosi. Ciò significa che le famiglie potrebbero dover sostenere costi più elevati per l’acquisto di alimenti di base, con ripercussioni sul potere d’acquisto e sulla sicurezza alimentare, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Storicamente, eventi di El Niño più forti sono stati associati a picchi inflazionistici in settori chiave.

Oltre ai costi diretti, l’imprevedibilità climatica determinata da El Niño può destabilizzare le economie agricole e causare perdite finanziarie significative per gli agricoltori e i paesi esportatori. Il Brasile, ad esempio, uno dei maggiori produttori di cereali e carne al mondo, osserva attentamente le proiezioni climatiche per pianificare i propri raccolti e le strategie di mercato, data la sua vulnerabilità a tali fenomeni.

Monitoraggio e aspettative per il ciclo attuale

Gli scienziati del clima e le agenzie meteorologiche come la NOAA stanno intensificando il monitoraggio di questo El Niño per valutarne la probabile intensità e durata. Il fenomeno tende a durare dai nove ai dodici mesi, con gli impatti più gravi che si verificano generalmente durante il picco della sua attività, che spesso si estende fino alla fine dell’anno solare o all’inizio dell’anno successivo. Comprendere la traiettoria di questo evento è fondamentale per prevederne gli effetti.

Organizzazioni internazionali, come l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), hanno già lanciato avvertimenti sui rischi per la sicurezza alimentare e sulla necessità di preparativi. I governi e i produttori rurali sono incoraggiati ad attuare strategie di mitigazione, come l’uso di varietà di colture più resistenti alle condizioni estreme, sistemi di irrigazione efficienti e scorte di emergenza. L’esperienza dei precedenti El Niño, come quello del 2015-2016, che ha causato perdite economiche per miliardi di dollari in diversi paesi, serve da riferimento per le sfide che potrebbero sorgere.

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