Le autorità sanitarie cercano quasi trecento persone affette da Ebola scomparse nella Repubblica Democratica del Congo

Ebola vírus

Ebola vírus - Corona Borealis Studio/shutterstock.com

Secondo le informazioni della principale autorità sanitaria pubblica del continente africano, non si sa attualmente dove si trovino quasi 300 persone risultate positive al virus Ebola nella Repubblica Democratica del Congo (RDC). La situazione rappresenta una sfida enorme per gli sforzi volti a contenere la malattia nella regione.

La crisi è aggravata da uno scenario di conflitto e di instabilità umanitaria. Più di 1 milione di persone vivono in campi, aree spesso inaccessibili agli operatori sanitari, il che rende difficile rintracciare e trattare i casi, ha affermato la settimana scorsa il dottor Jean Kaseya, direttore generale dei Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie (Africa CDC).

Il contesto della crisi umanitaria impedisce il tracciamento delle persone infette

L’instabilità politica e i conflitti armati nella Repubblica Democratica del Congo hanno un impatto diretto e devastante sulla risposta sanitaria. Le aree in cui si trovano i campi per sfollati interni rappresentano barriere insormontabili per le équipe mediche, impedendo il tracciamento dei contatti e la piena comprensione delle dinamiche dell’epidemia.

La mancanza di accesso non solo nasconde il numero reale delle persone infette, ma aumenta anche il rischio di una diffusione incontrollata del virus. La difficoltà di raggiungere queste comunità vulnerabili fa sì che le autorità combattano l’epidemia “alla cieca”, senza la visibilità necessaria per proteggere le popolazioni e fermare la diffusione della malattia.

Proiezioni allarmanti dell’OMS e rischio di espansione regionale

Le proiezioni dell’ufficio regionale per l’Africa dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), pubblicate sulla rivista The Lancet Infectious Diseases, indicano uno scenario preoccupante. I modelli prevedono circa 8.210 casi e 1.420 decessi entro metà settembre se le condizioni attuali persistono.

Ancora più allarmante è la stima secondo cui l’epidemia ha una probabilità del 70% di diffondersi al vicino Sud Sudan nelle prossime settimane, aggiungendo una dimensione regionale alla crisi sanitaria. Ad oggi, nella RDC sono stati confermati 1.118 casi e 291 decessi, oltre a 20 casi e due decessi nel paese vicino, l’Uganda, a dimostrazione della circolazione del virus.

L’attuale epidemia supera la fase iniziale dell’epidemia del 2014-2016

Questa epidemia, causata dal ceppo Bundibugyo del virus, è la più grande mai registrata nelle prime cinque settimane dalla sua dichiarazione, superando addirittura il tasso iniziale della devastante epidemia nell’Africa occidentale tra il 2014 e il 2016. In quel periodo, dopo cinque settimane, sono stati registrati 239 casi e 160 decessi.

Il confronto dei dati evidenzia la gravità e la velocità con cui la malattia si sta diffondendo nello scenario attuale. Con 1.118 casi e 291 morti in sole cinque settimane, la RDC sta affrontando un’accelerazione preoccupante, evidenziando l’urgenza di una risposta più solida e coordinata.

Intensa trasmissione comunitaria e capacità ospedaliera a rischio

Il direttore del CDC per l’Africa, Dr. Jean Kaseya, ha avvertito che il 30% dei nuovi casi sono identificati tra contatti noti di individui confermati con Ebola. Questi dati evidenziano “un’enorme trasmissione comunitaria”, indicando che il virus sta circolando ampiamente nelle comunità.

I centri di cura delle malattie operano con un’occupazione dei letti del 95%, segnale di allarme che il picco dell’epidemia non è stato ancora raggiunto. Le autorità congolesi hanno annunciato che chiunque abbia transitato nelle province colpite dovrà attendere 21 giorni prima di riprendere il viaggio, una misura per cercare di controllare la circolazione del virus.

Le sfide finanziarie compromettono il contenimento e la risposta umanitaria

La risposta all’epidemia di Ebola in Congo si trova ad affrontare una grave carenza di risorse finanziarie. Per combattere l’epidemia, l’Africa CDC e l’OMS hanno stimato la necessità di 518 milioni di dollari di spesa sanitaria. Tuttavia, se si considerano ulteriori bisogni umanitari, l’importo totale per una risposta efficace sale a 1,4 miliardi di dollari, una cifra che è lungi dall’essere raggiunta.

Ad oggi, solo il 13% dei 910 milioni di dollari stanziati dai governi e dalle organizzazioni internazionali per affrontare la crisi è stato effettivamente reso disponibile. Questo deficit di finanziamento è uno dei principali ostacoli all’espansione dell’accesso alle aree di conflitto, al monitoraggio dei dispersi e all’attuazione di misure di contenimento su larga scala. La mancanza di fondi impedisce l’assunzione di oltre 20.000 operatori sanitari comunitari, che sarebbero fondamentali per rafforzare la tracciabilità dei contatti e l’educazione sulla malattia.

In mezzo a queste sfide, la speranza risiede nei progressi scientifici. La prossima settimana nella Repubblica Democratica del Congo dovrebbe iniziare la prima sperimentazione clinica di farmaci per il trattamento del virus Bundibugyo, seguita una settimana dopo da una sperimentazione clinica di un antivirale volto a prevenire lo sviluppo della malattia nelle persone esposte. Questi test sono fondamentali per offrire nuovi strumenti per combattere l’epidemia.

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