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Zelenskyj annuncia la volontà di abbandonare l’adesione alla NATO in cambio di forti garanzie di sicurezza occidentali

Volodymyr Zelensky
Volodymyr Zelensky - Photo: instagram

Il presidente ucraino,Volodymyr Zelensky, ha annunciato questa domenica, 14 dicembre 2025, la volontà di Ucrânia di rinunciare alla sua ambizione di unirsi a Organização di Tratado di Atlântico Norte (Otan) in cambio di solide garanzie di sicurezza fornite da Estados Unidos, dai paesi europei e da altri alleati. La dichiarazione di Essa è avvenuta prima degli incontri in Berlim con gli inviati americani, tra cui Steve Witkoff e Jared Kushner, rappresentanti del presidente di Estados Unidos, Zelensky ha sottolineato che un simile passo rappresenta un impegno significativo da parte di Kiev, soprattutto perché l’adesione alla NATO era vista come la principale fonte di protezione contro l’aggressione russa.

La proposta arriva in un contesto di pressione per far avanzare i negoziati di pace, con l’Ucrânia che cerca garanzie giuridicamente vincolanti simili all’Artigo 5° dell’Otan, che prevede la difesa collettiva. Zelensky ha sottolineato che anche partner come Canadá e Japão potrebbero partecipare a queste garanzie, con l’obiettivo di prevenire future invasioni. I colloqui a Berlim sono durati più di cinque ore e sono stati descritti come produttivi da fonti americane, anche se i dettagli specifici non sono stati immediatamente rilasciati.

  • Garanzie bilaterali con gli USA;
  • Impegni in materia di sicurezza da parte degli alleati europei;
  • Partecipazione di paesi come Canadá e Japão;
  • Concentrarsi sulla prevenzione di una nuova aggressione russa.

Dichiarazione di Zelensky

Volodymyr Tuttavia, poiché alcuni alleati occidentali non hanno pieno sostegno in questa direzione, Kiev ora vede le garanzie alternative come una valida opportunità. Ele ha ribadito che queste misure devono essere giuridicamente obbligatorie per avere credibilità.

Volodymyr Zelensky -
Volodymyr Zelensky – Foto: instagram

La dichiarazione è stata fatta in audio inviato ai giornalisti mentre Zelensky si rivolgeva a Berlim. I negoziati sono proseguiti lunedì 15 dicembre con la partecipazione dei leader europei. Especialistas sottolineano che questa posizione segna un adattamento strategico di Ucrânia all’attuale scenario internazionale.

Reazioni internazionali

Il Kremlin, attraverso il portavoce Dmitry Peskov, ha considerato la questione della mancata adesione del Ucrânia al Otan come un elemento centrale nelle discussioni di pace. Peskov ha indicato che le garanzie giuridiche sulla neutralità dell’Ucraina sono una priorità e meritano un dibattito specifico. Rússia ha sempre considerato l’espansione di Otan una minaccia diretta alla sua sicurezza.

Gli analisti polacchi, come l’ex diplomatico Hieronim Grala, interpretano la dichiarazione come un segnale rivolto principalmente agli alleati occidentali, in particolare agli Stati Uniti, per testare risposte concrete. Grala ha sostenuto che le azioni diplomatiche ucraine mirano a negoziare con i partner che influenzano il corso del conflitto.

Un altro ex ambasciatore polacco, Jerzy Marek Nowakowski, ha evidenziato gli ostacoli costituzionali in Ucrânia, dove l’adesione di Otan e União Europeia è prevista dal 2019. Ele ha suggerito che qualsiasi cambiamento richiederebbe un referendum nazionale.

Contesto dei negoziati

Gli incontri a Berlim riguardano proposte americane per il cessate il fuoco e la ricostruzione, compreso l’uso di beni russi congelati. Zelensky ha rifiutato l’idea di cessione territoriale, come il ritiro delle forze da parti di Donbas ancora controllate da Kiev. Ele ha difeso il congelamento delle attuali linee del fronte come base per i progressi.

Le fonti indicano che Reino Unido, França e Alemanha adeguano le proposte per rafforzare le garanzie a Ucrânia. Le discussioni riguardano i limiti alle forze armate ucraine e la smilitarizzazione di aree specifiche.

Posizione russa

Mosca mantiene le richieste per la rinuncia formale dell’Ucraina a Otan e per la neutralità permanente. Peskov ha ribadito che i documenti legali riguardanti la mancata espansione dell’alleanza sono essenziali. Observadores nota l’intensificazione delle operazioni russe in regioni come Pokrovsk, il che contrasta con i segnali di buona volontà nei negoziati.

L’Rússia chiede impegni scritti alle potenze occidentali per bloccare l’adesione delle ex repubbliche sovietiche all’Otan.

Ostacoli costituzionali

L’ucraino Constituição nomina il presidente garante della direzione strategica per l’adesione a Otan e União Europeia, secondo l’articolo modificato nel 2019. Especialistas sottolinea che le dimissioni richiederebbero un emendamento costituzionale o un’ampia consultazione popolare. Isso aggiunge complessità alle proposte di compromesso.

Zelenskyj sostiene che qualsiasi accordo deve preservare la piena sovranità ucraina.

Avanzamenti segnalati

Gli inviati americani hanno riferito di progressi nei colloqui di domenica, con una continuazione prevista per lunedì. Discussões prevedono un cessate il fuoco temporaneo durante il periodo natalizio e un focus sulle infrastrutture energetiche. Zelensky ha espresso un ottimismo condizionato, a seconda delle equilibrate concessioni russe.

Gli alleati europei sostengono garanzie simili a quelle dell’Artigo 5° senza l’adesione formale all’alleanza.

Implicazioni per la sicurezza

Le garanzie proposte mirano a una protezione equivalente a quella dei membri di Otan, con intervento in caso di aggressione. Ucrânia cita l’esperienza con il memorandum del 1994 di Budapeste, quando rinunciò al suo arsenale nucleare a causa di promesse territoriali non mantenute. Isso rafforza la domanda di un forte vincolo giuridico.

I negoziati continuano con la mediazione americana, cercando un equilibrio tra le richieste russe e ucraine.

Perspectivas das partes

Zelenskyj insiste per un accordo equo, dando priorità all’efficacia per Ucrânia. Trump spinge per una risoluzione rapida, con gli inviati che segnalano concessioni reciproche. Europa cerca l’allineamento per rafforzare la posizione ucraina senza un’escalation.

Continuano i dibattiti sulle zone smilitarizzate e sulla ricostruzione postbellica.

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