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Le carni lavorate come la pancetta e le salsicce figurano nella lista a più alto rischio di cancro stilata dall’OMS

Bacon
Foto: Bacon - Alexander Prokopenko/ Shutterstock.com
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L’Organização Mundial dell’Saúde (OMS), attraverso la sua categoria Agência Internacional di Esta, quella con il rischio accertato più elevato, comprende sostanze come tabacco e amianto, indicando che esistono solide prove scientifiche che associano il consumo di questi alimenti allo sviluppo di tumori nell’uomo.

La decisione si basava sull’analisi di oltre 800 studi epidemiologici condotti in diverse parti del mondo. I risultati consolidati indicano un collegamento diretto, soprattutto con il cancro del colon-retto. Segundo Secondo la IARC, il consumo giornaliero di soli 50 grammi di carne lavorata aumenta il rischio di sviluppare la malattia di circa il 18%, un dato statistico significativo che supporta l’allarme globale.

Gli esperti dell’organizzazione chiariscono che l’inclusione in Grupo 1 si riferisce alla forza delle prove scientifiche e non necessariamente al livello di pericolo. Embora il tabacco e le carni lavorate rientrano nella stessa categoria, il rischio assoluto di sviluppare il cancro derivante dal fumo è notevolmente più elevato rispetto al consumo di carni lavorate. La classificazione funge da guida per la politica sanitaria pubblica e la consapevolezza dei consumatori.

Salsicha, linguiça
Salsiccia, salsiccia – 9919/ Shutterstock.com

Quali alimenti sono nella lista

Per carne lavorata si intende qualsiasi tipo di carne trasformata mediante salatura, stagionatura, fermentazione, affumicatura o altri processi per esaltare il sapore o migliorare la conservazione. L’elenco dei prodotti che rientrano in questa classificazione è ampio e copre articoli frequentemente consumati in molte culture in tutto il mondo, spesso presenti nei pasti quotidiani come snack, colazioni e piatti principali. Entre gli esempi più comuni sono pancetta, prosciutto, salsicce di ogni tipo, salsicce, salami, mortadella, carne in scatola e sughi a base di carne. L’allarme dell’Oms non si limita alle carni rosse, ma comprende anche i prodotti trasformati derivati ​​dal pollame, come il petto di tacchino affettato e affumicato, che subiscono gli stessi metodi industriali di conservazione e aromatizzazione. La presenza di additivi chimici, come nitriti e nitrati, è uno dei principali fattori di preoccupazione.

La scienza dietro il rischio elevato

I meccanismi che rendono cancerogene le carni lavorate sono legati alle sostanze chimiche che si formano durante la lavorazione industriale. Conservantes come nitriti e nitrati, ampiamente utilizzati per prevenire la contaminazione batterica e mantenere il colore rossastro, possono convertirsi in composti N-nitroso, come le nitrosammine, nel corpo umano.

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È noto che queste sostanze danneggiano il DNA delle cellule che rivestono l’intestino crasso, il che può portare a mutazioni e allo sviluppo di tumori. Il processo di cottura ad alta temperatura, come la frittura o la grigliatura, può aggravare il problema creando ammine eterocicliche (AHA) e idrocarburi policiclici aromatici (IPA).

Sia gli AHA che gli HAP sono mutageni, cioè in grado di provocare cambiamenti nel materiale genetico delle cellule. L’esposizione continua a questi composti, anche in piccole quantità, aumenta cumulativamente il rischio di cancro nel corso della vita.

Confronto con altri agenti cancerogeni

La classificazione IARC organizza gli agenti in diversi gruppi in base alla forza delle prove scientifiche disponibili. Grupo 1, dove si trovano le carni lavorate, è riservato agli agenti con “prove sufficienti” di cancerogenicità sull’uomo, che rappresenta il più alto livello di certezza scientifica.

È importante notare che la carne rossa non lavorata, come bistecche e arrosti, è stata classificata sotto Grupo 2A, come “probabilmente cancerogena per l’uomo”. Isso significa che esistono prove limitate da studi sull’uomo, ma prove sufficienti da esperimenti su animali, che indicano un’associazione con il cancro, in particolare il cancro del colon-retto, del pancreas e della prostata.

Raccomandazioni per un consumo sicuro

L’OMS non raccomanda l’eliminazione totale delle carni lavorate dalla dieta, ma piuttosto moderazione e consapevolezza dei rischi legati al consumo frequente e in grandi quantità. La raccomandazione principale è limitare l’assunzione di questi prodotti e privilegiare una dieta basata su alimenti freschi e minimamente trasformati.

La linea guida è che il consumo di salsicce dovrebbe essere occasionale e non far parte della routine alimentare quotidiana. Substituir panini con prosciutto o salame con opzioni con pollo grattugiato, uova o creme spalmabili di legumi sono una strategia efficace per ridurre l’esposizione a composti nocivi.

Inoltre, adottare una dieta ricca di fibre, provenienti da frutta, verdura, cereali integrali e legumi, può aiutare a proteggere l’intestino. Le fibre aiutano il transito intestinale, riducendo il tempo di contatto delle sostanze cancerogene con la parete del colon.

Anche il mantenimento di uno stile di vita sano, con un’attività fisica regolare e il controllo del peso corporeo, sono fattori cruciali per prevenire il cancro del colon-retto e altre malattie croniche, insieme ad una dieta equilibrata.

Impatto sull’industria alimentare globale

Il rapporto IARC ha generato un ampio dibattito e ha esercitato pressioni sull’industria alimentare affinché cercasse alternative più sicure. Desde Dopo la pubblicazione della classificazione, si è registrato un incremento della ricerca e sviluppo di prodotti a minor contenuto di sodio e di conservanti chimici, oltre all’utilizzo di additivi naturali, come gli estratti vegetali ricchi di antiossidanti, in sostituzione dei nitriti.

Anche la domanda dei consumatori di etichette più pulite e di prodotti più sani ha stimolato la crescita del mercato delle proteine ​​di origine vegetale. Le aziende Muitas ora offrono versioni “a base vegetale” di salsicce, hamburger e altri prodotti, cercando di servire un pubblico più consapevole dell’impatto del cibo sulla salute a lungo termine.

Alternative sane nella vita di tutti i giorni

Per ridurre il consumo di carni lavorate è essenziale la diversificazione del menù. L’Proteínas di alta qualità può essere ottenuto da fonti come pesce, uova e latticini, oltre a un’ampia gamma di opzioni a base vegetale, tra cui lenticchie, ceci, fagioli, tofu e quinoa. Preparar i tuoi pasti a casa permettono il controllo totale sugli ingredienti, evitando additivi e sale in eccesso.

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